PNRR e infrastrutture idriche: unitarietà del contenitore e rigidità dei piani gestionali (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 58 del 21.07.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione dei fondi del PNRR, esercitato ai sensi dell’art. 7, comma 7, d.l. 31 maggio 2021, n. 77, convertito con l. 29 luglio 2021, n. 108, verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi stabiliti e valuta comparativamente costi, modi e tempi dell’azione. L’unificazione in un contenitore programmatico unitario di interventi finanziati con risorse comunitarie e con risorse nazionali a legislazione vigente non elimina l’eterogeneità oggettiva e soggettiva delle fonti di programmazione e dei soggetti proponenti. La frammentazione del capitolo di bilancio in più piani gestionali, giustificata dall’esigenza di ricondurre la rendicontazione analitica alla fonte finanziaria di provenienza, produce eccessiva rigidità nella gestione contabile delle risorse assegnate, senza fornire alcun ulteriore dato utile alla corretta rappresentazione contabile. La suddivisione del capitolo non è causa del ricorso a variazioni di cassa da altri capitoli, ascrivibile invece a criticità gestionali, tra cui l’aumento dell’anticipazione erogabile ai soggetti attuatori.
Il Fatto
Il rapporto ha ad oggetto la valutazione della governance esercitata dalla competente Direzione generale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sull’attuazione dell’investimento PNRR M2C4-I4.1, dotato di 2 miliardi di euro e destinato a interventi su invasi e sistemi di approvvigionamento idropotabile e irriguo. La misura non comprende la costruzione di nuove dighe, ma il completamento di opere incompiute e il miglioramento della sicurezza di quelle esistenti, con attenzione agli impianti più grandi nel Sud del Paese.
L’istruttoria si è svolta mediante audizione, acquisizione documentale e relazioni del Ministero, aggiornate al 30 giugno 2025. La questione riguarda l’adeguatezza della programmazione e della gestione finanziaria rispetto agli obiettivi della linea d’investimento.
La Motivazione della Corte
Il d.m. MIMS n. 517 del 16 dicembre 2021 ha ripartito le risorse in tre allegati: il primo relativo alle risorse aggiuntive PNRR, il secondo alle risorse nazionali da programmare, il terzo alle risorse nazionali già programmate. La Corte rileva che l’investimento unifica in un unico contenitore risorse provenienti dal Piano straordinario degli interventi nel settore idrico, dal Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico e dal FSC 2014-2020.
Tale unificazione sconta l’eterogeneità oggettiva delle fonti di programmazione e delle tipologie di fabbisogno infrastrutturale, nonché l’eterogeneità soggettiva dei proponenti. La complessità si riflette sulla gestione contabile: le risorse nazionali degli allegati 2 e 3 sono state impegnate su 5 dei 9 piani gestionali del capitolo di bilancio n. 7281.
La Corte osserva che la suddivisione del capitolo risponde all’esigenza di ricondurre la rendicontazione analitica alla fonte programmatica di provenienza. Il criterio, astrattamente condivisibile, comporta nel concreto una rigidità nella fase di impegno, dovendo incrociare gli importi finanziati con i cronoprogrammi di spesa dei soggetti attuatori e con le risorse disponibili su ciascun piano. Non emerge, dal riscontro documentale, alcun ulteriore dato di rendicontazione analitica funzionale alla corretta rappresentazione contabile che la diversa articolazione sarebbe idonea a fornire.
Il ricorso a variazioni contabili di cassa da altri capitoli del Ministero non è ascritto dalla Corte alla suddivisione del capitolo, ma a criticità di cassa dovute a molteplici fattori gestionali, tra cui l’aumento dell’anticipazione erogabile ai soggetti attuatori dal 10% al 30% dell’importo finanziato.
Sul versante attuativo, la Corte riconosce che la Direzione esercita una forte governance unitaria, con piena contezza dell’iter finanziario di ogni intervento. Il target M2C4-29 al 31 marzo 2026 risulta assicurato: dagli interventi in esecuzione sono stati individuati 71 sistemi idrici, di cui 54 complessi e 17 elementari, con criticità non segnalate per 51 sistemi. Restano 13 interventi non avviati, per circa 171 milioni di euro di finanziamento programmato.
Nota della Redazione
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