Programmazione controlli e analisi Corte dei conti per 2025 (Corte dei Conti Sez. Riunite contr. n. 61 del 19.12.2024)
Principi di diritto (Massima)
Le Sezioni Riunite in sede di controllo, nell’esercizio della funzione di coordinamento delle funzioni di controllo della Corte dei conti, approvano il programma delle indagini di finanza pubblica e dei controlli sulla gestione per l’anno successivo ai sensi dell’art. 5, comma 1, del Regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo. La programmazione generale definisce il quadro di riferimento unitario entro cui le singole sezioni centrali e regionali adottano i propri programmi annuali, secondo canoni uniformi e criteri metodologici condivisi. Il documento si innesta nel contesto della nuova governance economica europea e del Piano strutturale di bilancio di medio termine, che impone un monitoraggio costante della dinamica della spesa netta e il rispetto del percorso di rientro del rapporto debito/Pil. La funzione di controllo è volta alla verifica della legalità finanziaria, dell’efficienza gestionale e dell’efficacia delle politiche pubbliche, secondo i principi di economicità, efficienza ed efficacia desumibili dagli artt. 28, 81, 97, 100 e 119 Cost. Il programma valorizza l’integrazione tra controlli centrali e territoriali, il ricorso alle basi informative e ai nuovi strumenti di analisi, nonché l’adozione delle migliori pratiche internazionali validate in ambito INTOSAI.
Il Fatto
Con deliberazione adottata nell’adunanza del 16 dicembre 2024 e depositata il 19 dicembre 2024, le Sezioni Riunite in sede di controllo hanno approvato il documento di programmazione dei controlli e delle analisi della Corte dei conti per il 2025. Il provvedimento è stato assunto ai sensi dell’art. 5, comma 1, del Regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo, approvato con deliberazione n. 14/DEL/2000 e successive modificazioni.
La delibera interviene in un contesto macrofinanziario segnato dall’avvio del Piano strutturale di bilancio e dalla prima applicazione della riforma del Patto di stabilità e crescita, che pone al centro la sostenibilità del debito pubblico e il vincolo all’espansione della spesa netta. Il documento è destinato a costituire il quadro di riferimento per la programmazione annuale di tutte le sezioni centrali e territoriali della Corte.
La Motivazione della Corte
La Corte muove dalla constatazione che la programmazione delle attività di controllo è disciplinata dall’art. 3, commi 4 e 5, della legge n. 20 del 1994 e che spetta alle Sezioni Riunite definire il quadro programmatico delle indagini di finanza pubblica e dei controlli sulla gestione. Alla delibera generale seguono le declinazioni dei programmi di tutte le sezioni, che devono basarsi su canoni uniformi. La complessità crescente dei compiti richiede che la programmazione sia accompagnata da una fase di analisi e confronto attribuita alla Conferenza dei Presidenti, prevista dall’art. 5, comma 4, del regolamento.
Sul piano sostanziale, la Corte sottolinea che il 2025 si apre con la prima applicazione del Piano strutturale di bilancio, che inaugura il ciclo di programmazione finanziaria nel quadro della nuova governance europea. Il documento individua i principali temi di politica pubblica oggetto di controllo: il completamento della riforma fiscale, il riordino delle spese fiscali, il contrasto all’evasione, il federalismo fiscale e la definizione dei LEP, l’attuazione del PNRR e del Piano complementare, le misure di sostegno alle imprese, il settore sanitario e il lavoro pubblico.
Quanto alla dimensione operativa, la Corte ribadisce che le funzioni di controllo trovano fondamento negli artt. 28, 81, 97, 100 e 119 Cost. e sono finalizzate alla verifica degli equilibri di bilancio, della regolarità dei conti e della coerenza con i parametri concordati in sede europea. Il controllo sulla gestione è indirizzato alla verifica della legittimità e della regolarità delle gestioni e alla rispondenza dei risultati rispetto agli obiettivi programmatici, secondo i principi dell’art. 3, commi 4, 5 e 6, legge n. 20/1994, valorizzando il rapporto con gli organismi di controllo interno.
La Corte richiama la giurisprudenza costituzionale in materia di perimetro della finanza pubblica allargata (sent. n. 179/2006) e la qualificazione del controllo come compito posto al servizio di esigenze pubbliche costituzionalmente tutelate (sent. n. 29 del 1995). Il documento conferma la rilevanza del controllo concomitante sui piani, programmi e progetti di sostegno e rilancio dell’economia nazionale e l’esigenza di accrescere la qualità delle basi informative a supporto delle attività di analisi, anche mediante la progressiva integrazione degli strumenti di intelligenza artificiale.
Sul piano metodologico, la Corte sottolinea che i criteri devono ispirarsi alle migliori pratiche internazionali, adattate alle specificità organizzative e funzionali. Il riferimento è ai principi che regolano i controlli della Corte dei conti europea e ai principi dell’INTOSAI, che valorizzano un’attività di controllo funzionale a evidenziare tempestivamente le deviazioni dalla norma e le violazioni dei principi di legalità, efficienza, efficacia ed economicità. Il programma si chiude con l’indicazione dei temi assegnati alle singole sezioni di controllo, centrali e regionali, in una logica di coordinamento e di unitarietà della funzione di garanzia.
Nota della Redazione
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