Regolamento comunale antenne esecutivo senza piano: istruttoria dovuta (Cons. Stato n. 5612 del 13.07.2026)

Principi di diritto (Massima)
Il regolamento comunale che, ai sensi dell’art. 8, comma 6, legge n. 36/2001, individua criteri di priorità per la localizzazione delle stazioni radio base è auto-esecutivo e vincola il Comune anche in assenza dell’adozione del piano antenne previsto dal regolamento stesso. Prima di rilasciare l’autorizzazione unica ex art. 44 d.lgs. n. 259/2003, l’amministrazione deve svolgere un’istruttoria adeguata e verificare espressamente l’eventuale impossibilità, inidoneità o insufficienza delle localizzazioni preferenziali. I criteri preferenziali non sono vincolanti per l’operatore e non impediscono la localizzazione in sito diverso, ma obbligano l’ente a motivare la scelta. Ove la stazione sia già installata, la sentenza di annullamento esplica effetti solo conformativi del successivo esercizio del potere, senza demolizione automatica.

Il Fatto

Tre società di telecomunicazioni presentano allo sportello unico comunale un’istanza unica per realizzare una nuova infrastruttura per telefonia mobile, di proprietà di una di esse e destinata a ospitare gli impianti delle altre. Il Comune rilascia il provvedimento unico con prescrizioni paesaggistiche, dopo il parere favorevole dell’Arpa e della commissione paesaggistica locale. I lavori iniziano e la stazione viene installata.

Quattro residenti nelle vicinanze impugnano davanti al TAR Puglia l’autorizzazione e gli atti presupposti, chiedendo anche la rimozione dell’impianto. Il TAR accoglie il ricorso principale per difetto di istruttoria in relazione ai criteri di localizzazione, respinge il ricorso incidentale condizionato di una società e dichiara gli altri motivi generici o inammissibili. Le società e il Comune appellano; il Comune propone appello incidentale sulla tardività e sull’istruttoria.

La Motivazione della Corte

Il Collegio dispone la riunione degli appelli, perché impugnano la medesima sentenza. Sulle eccezioni di tardività richiama l’orientamento consolidato secondo cui la piena conoscenza presuppone la percezione dell’esistenza del provvedimento e della sua lesività, non la conoscenza integrale degli atti. Ai fini del dies a quo, occorre distinguere la contestazione dell’an da quella del quomodo della trasformazione edilizia.

Nel caso concreto manca la prova, anche presuntiva, che le ricorrenti avessero contezza dell’opera prima dell’erezione del palo: le abitazioni non avevano visuale diretta sul cantiere, il basamento era all’interno di proprietà privata e il cartello di cantiere non indicava gli estremi dell’autorizzazione né il rendering. La pubblicizzazione dell’istanza e la ridotta dimensione del Comune integrano meri indizi, insufficienti a imporre un costante monitoraggio del territorio o del sito istituzionale. Il ricorso di primo grado è dunque tempestivo.

Nel merito, la Sezione ricostruisce il quadro normativo: l’art. 8, comma 6, legge n. 36/2001, come modificato dal d.l. n. 13/2023, consente ai Comuni di adottare regolamenti con criteri localizzativi, escludendo limitazioni generalizzate e riservando allo Stato i limiti espositivi. L’art. 6 del regolamento comunale elenca i criteri di priorità e le aree preferenziali ed è disposizione puntuale e auto-esecutiva, operativa anche in mancanza del piano di installazione comunale.

Il Comune, adottando il regolamento, si è autovincolato a effettuare un’istruttoria completa prima del rilascio del titolo. Non si tratta di potere vincolato, ma di discrezionalità da esercitare verificando la compatibilità del sito proposto con i criteri di cautela. L’istruttoria non può ridursi a un mero carteggio e la semplificazione procedimentale non oblitera il potere di gestione del territorio. Il difetto istruttorio rende illegittima l’autorizzazione, con conferma della sentenza appellata.

Poiché la stazione è già installata, la sentenza esplica effetti solo conformativi: il Comune dovrà riesercitare il potere con nuova istruttoria e adottare una nuova autorizzazione, anche tacita, ovvero rigettare l’istanza; solo in quest’ultimo caso potrà disporre la demolizione. Spese di appello a carico delle società e del Comune.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Condividi:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *