Revisione esterna del bilancio WMO 2025: giudizio senza rilievi ma criticità su governance IT e controlli (Corte dei Conti Sez. contr. affari europei n. 6 del 07.05.2026)

Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, quale revisore esterno dell’Organizzazione Mondiale della Meteorologia (WMO), ha rilasciato un giudizio senza rilievi sul bilancio dell’esercizio 2025, redatto in conformità agli International Public Sector Accounting Standards (IPSAS) e al Regolamento finanziario dell’Organizzazione. Il giudizio positivo si fonda sulla sufficienza e appropriatezza degli elementi probativi acquisiti, che hanno consentito di superare le limitazioni riscontrate nell’ambiente IT, mediante procedure alternative e verifiche sulla data migration sostanzialmente corretta. Permangono, tuttavia, profili di criticità che richiedono interventi correttivi: la governance applicativa di Quantum, la gestione delle eccezioni, la documentazione delle procedure di acquisto e la completezza informativa delle note al bilancio sulla liquidità e sui crediti.

La deliberazione di approvazione dei rapporti di audit conclude il procedimento di controllo, senza che emergano rilievi contabili che inficino la rappresentazione fedele della situazione patrimoniale e del risultato economico dell’esercizio.

Il Fatto

La Corte dei conti, incaricata quale revisore esterno dell’Organizzazione Mondiale della Meteorologia, ha svolto l’attività di audit sul bilancio dell’esercizio 2025, chiuso al 31 dicembre. Il controllo, condotto secondo gli standard INTOSAI e ISSAI, ha riguardato i prospetti contabili dell’Organizzazione, inclusi stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario e prospetto di confronto tra budget e consuntivo.

L’attività istruttoria ha incluso verifiche dedicate sui processi IT, sulla gestione del personale e sulla tesoreria accentrata, nonché il monitoraggio dello stato di attuazione delle raccomandazioni formulate nei cicli precedenti. Al termine dell’attività, il collegio ha approvato i rapporti di audit, con le modifiche apportate in sede di esame, in esito all’audizione della relatrice.

La Motivazione della Corte

Il giudizio della Corte si è formato all’esito di un esame analitico dei prospetti contabili. Lo stato patrimoniale evidenzia una riduzione del disavanzo netto, da CHF 54,8 milioni a CHF 32,4 milioni, principalmente per effetto della contrazione delle passività non correnti e, in particolare, dei benefici ai dipendenti, il cui valore è influenzato da variazioni attuariali riconducibili all’incremento del tasso di sconto a lungo termine in franchi svizzeri.

L’analisi ha inoltre rilevato l’aumento dei contributi associativi non riscossi, con un innalzamento dell’esposizione lorda da CHF 29,2 milioni a CHF 44,3 milioni, e l’azzeramento dei crediti per contributi volontari, a seguito dell’adozione dell’IPSAS 47, che limita la rilevazione ai soli accordi vincolanti. Sul punto, la Corte ha raccomandato di potenziare l’informativa sui crediti e di garantire un’applicazione coerente del modello di perdita attesa su tutte le categorie di crediti.

In materia di immobilizzazioni, è stata riscontrata una riclassificazione di spese di manutenzione in assets under construction per circa CHF 2 milioni, con una sottoestimazione degli ammortamenti quantificata in circa CHF 82.000, ritenuta non significativa. La Corte ha tuttavia raccomandato di definire criteri chiari per la capitalizzazione e di rafforzare il registro cespiti, anche con riferimento alla gestione delle attività nelle sedi regionali.

Il controllo ha dedicato particolare attenzione al rischio di liquidità, evidenziando come il piano finanziario per il 2026 dipenda dall’effettiva attuazione di misure di contenimento della spesa e come permangano incertezze sulla recuperabilità dei crediti. Sul punto, la Corte ha raccomandato di potenziare l’informativa e di distinguere chiaramente tra misure già adottate e misure prospettiche, anche valorizzando le entrate proprie.

In materia di acquisti e di gestione delle eccezioni, pur non emergendo violazioni regolamentari, sono stati segnalati deficit documentali nella motivazione delle deroghe alla concorrenza e nell’applicazione selettiva del BAFO. L’audit ha evidenziato un massiccio ricorso a eccezioni per ritardi nella pianificazione dei viaggi, con 388 richieste tardive nel 2025, e la necessità di rafforzare il quadro normativo in materia di viaggi.

Con riguardo all’ambiente IT, la Corte ha rilevato l’assenza di un quadro di governance e controllo sull’applicativo Quantum, gestito dall’UNDP, in particolare per la gestione degli utenti privilegiati e delle modifiche a livello di database. La mancata risoluzione di tali criticità entro il 2026 potrebbe avere implicazioni sul giudizio sul bilancio dell’esercizio successivo, nonostante siano state eseguite procedure alternative e la data migration sia risultata sostanzialmente corretta.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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