Revoca della proroga di concessione sportiva e tutela dell’affidamento del gestore (TAR Marche n. 948 del 25.11.2025)

Principi di diritto (Massima)
La revoca in autotutela di un provvedimento ampliativo che incide su un rapporto di durata è illegittima quando l’amministrazione omette la comunicazione di avvio del procedimento e non accerta, con adeguata istruttoria, gli inadempimenti contestati al gestore. L’art. 21-octies, comma 2, legge n. 241/1990 non opera rispetto ai provvedimenti discrezionali, specie nelle vicende negoziali, dove la parte fedele può contestare le inadempienze secondo le regole contrattuali. Il destinatario della revoca deve essere messo in condizione di interloquire prima dell’adozione del contrarius actus. Dall’accoglimento della domanda impugnatoria discende il rigetto della domanda di indennizzo ex art. 21-quinquies, che compete solo se la revoca è legittima. La violazione degli obblighi di correttezza e buona fede impone il risarcimento del solo interesse negativo, nei limiti del danno emergente e delle chances perdute.

Il Fatto

Un’associazione sportiva dilettantistica gestiva un impianto sportivo comunale in forza di una convenzione triennale, che consentiva l’estensione della durata a fronte di interventi migliorativi. Prossima la scadenza, il gestore propose l’installazione di un impianto fotovoltaico e chiese la proroga; il Comune espresse parere tecnico favorevole, la Giunta approvò l’intervento e il dirigente dispose l’estensione fino al 30 giugno 2026. L’atto aggiuntivo fu sottoscritto dalle parti.

Dopo circa tre mesi, il Comune revocò la proroga per asserite carenze manutentive degli spogliatoi emerse da un sopralluogo, ritenendo la struttura inidonea a ospitare l’impianto. Il gestore impugnò la revoca, deducendo la violazione dell’art. 7 legge n. 241/1990 e l’infondatezza dei rilievi, e chiese l’indennizzo o il risarcimento dei danni.

La Motivazione della Corte

Il Tribunale distingue le domande: il danneggiato può limitarsi a chiedere l’indennizzo o il risarcimento, essendo venuta meno la pregiudizialità amministrativa. Se però propone anche l’impugnazione, l’annullamento conserva autonoma efficacia e la pubblica amministrazione deve eseguire il giudicato annullatorio, salvo che il ricorrente dichiari di non avere più interesse ai sensi dell’art. 34, comma 2, cod. proc. amm.

La revoca di un provvedimento ampliativo che incide su un rapporto contrattuale non è legittima se non si fonda sull’accertamento delle modalità di gestione del bene. Nella specie, il Comune non ha coinvolto il gestore prima del contrarius actus, nonostante fossero trascorsi oltre tre mesi dall’adozione dell’atto revocato. Il riscontro alla diffida è contraddittorio postumo e non sana il difetto partecipativo.

Anche nel merito le censure sono fondate. La relazione di sopralluogo definiva la struttura solida e priva di problematiche strutturali. Il gestore ha dimostrato, senza smentite tecniche, che gli ammaloramenti derivavano dalla guaina del tetto e sono stati eliminati con un intervento di modesta entità. Il Comune non ha provato l’inidoneità del tetto all’installazione dell’impianto e non ha considerato la buona fede del gestore, che aveva chiesto proroghe e indicazioni sui lavori.

Gli atti sono pertanto annullati, con riedizione del potere secondo il principio one shot. Segue il rigetto della domanda indennitaria, non essendo la revoca legittima. La domanda risarcitoria è accolta: la precisazione dell’art. 2043 cod. civ. non integra mutatio libelli, secondo l’insegnamento delle Sezioni Unite n. 12310/2015 e n. 22404/2018. Il risarcimento è limitato all’interesse negativo, con esclusione del lucro cessante da sponsorizzazioni e iscrizioni e della spesa per la recinzione.

Il Collegio si avvale dell’art. 34, comma 4, cod. proc. amm.: il Comune deve avviare l’interlocuzione entro venti giorni e formulare la proposta risarcitoria entro novanta giorni, secondo i criteri indicati in motivazione. Le spese sono liquidate in euro 2.000,00, da distrarre al difensore antistatario.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Riferimenti normativi

Condividi:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *