Ritardo PNRR sanità territoriale Lombardia e rimborsi alle aziende sanitarie (Corte dei Conti Sez. contr. Lombardia n. 238 del 21.11.2024)

Principi di diritto (Massima)
Nel controllo sulla gestione dell’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021 la Sezione regionale della Corte dei conti verifica lo stato di attuazione degli interventi PNRR e accerta il divario tra obiettivi programmati e risultati conseguiti. La realizzazione delle infrastrutture sanitarie territoriali non esaurisce l’adempimento: l’obiettivo del PNRR è la piena operatività delle strutture, che presuppone la presenza del personale medico e la liquidazione dei rimborsi ai soggetti esecutori. Il mero accreditamento provvisorio al SSR di una struttura non prova il raggiungimento del target quando difettano gli standard del D.M. n. 77/2022 e l’attivazione dei servizi. Il ritardo della Regione nella rendicontazione e nei rimborsi alle ASST e agli IRCCS costituisce criticità gestionale rilevante, atta a compromettere la sostenibilità del programma.

Il Fatto

La Sezione regionale di controllo per la Lombardia ha svolto il controllo sulla gestione degli interventi di assistenza sanitaria territoriale del PNRR, misure M6C1, su impulso della relazione allegata al giudizio di parifica sul rendiconto 2023. Oggetto dell’esame sono le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità.

L’istruttoria, avviata a febbraio 2024 e aggiornata a settembre 2024, ha dato luogo a due note e a un’integrazione, con riscontri della Regione. La Regione è stata poi convocata in adunanza, con memoria depositata prima della discussione.

La Motivazione della Corte

Il quadro programmatorio emerge dal Contratto Istituzionale di Sviluppo del 31 maggio 2022 e dal Piano Operativo Regionale, che prevedono n. 187 CdC e n. 60 OdC entro giugno 2026. La legge regionale n. 22/2021 aveva fissato un traguardo più ambizioso, con completamento entro il 2024.

La Sezione accerta che la Regione intende realizzare n. 191 CdC e n. 62 OdC, con quattro e due strutture in più rispetto al POR, per cautelarsi sul raggiungimento dei target. Allo stato risultano attive, con accreditamento provvisorio, n. 125 CdC e funzionanti n. 20 OdC.

Sul piano della funzionalità la Corte rileva che solo n. 29 CdC sono aperte h24 e n. 42 per sette giorni su sette, mentre n. 49 operano meno di sei giorni a settimana per meno di dodici ore al giorno. Quindici strutture sono state accreditate come “Spoke”, con orari ridotti e servizi facoltativi, benché il CIS impegni la Regione a realizzare esclusivamente CdC modello “Hub”. Le Schede AGENAS del 2022 già qualificavano alcune strutture come “Spoke”.

Il dato più critico riguarda il personale medico. In n. 85 CdC manca il medico di medicina generale e in n. 112 il pediatra di libera scelta, con un peggioramento rispetto a luglio 2023 nonostante l’aumento delle strutture attive. La Corte apprezza il miglioramento sul personale infermieristico e amministrativo.

La Sezione esamina poi lo stato dei rimborsi. Le linee guida approvate con decreto dirigenziale n. 7796 del 25 maggio 2023 prevedono liquidazioni per SAL. L’istruttoria regionale è stata avviata, a fronte della rendicontazione dell’ASST, per sole n. 2 CdC, mentre per gli OdC non risulta alcuna rendicontazione né istruttoria. La Regione ha confermato di non aver emesso provvedimenti di liquidazione, riconducendo il ritardo alla complessità amministrativa del PNRR e prevedendo liquidazioni nel 2025.

La Corte richiama infine i fondi per il personale, pari a 73,1 milioni nei dati di preconsuntivo 2023, e sottolinea la necessità di stanziamenti pluriennali vincolati alle assunzioni. La deliberazione approva la relazione, disponendone l’invio al Presidente della Regione e al Presidente del Consiglio regionale, con obbligo di pubblicazione ai sensi dell’art. 31 d.lgs. n. 33/2013.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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