Nullità del ritiro dei nulla osta e improcedibilità per interesse sopravvenuto (TAR Calabria n. 682 del 20.10.2026)
Principi di diritto (Massima)
Il ricorso proposto avverso il ritiro dei nulla osta all’ingresso di lavoratori stranieri è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nelle more del giudizio, l’amministrazione abbia comunicato lo sblocco dei titoli e il ricorrente abbia così conseguito il bene della vita cui l’azione era preordinata. L’interesse a ricorrere, in quanto connesso all’interesse pretensivo di cui si chiede tutela, non può essere confuso con l’esigenza, giuridicamente irrilevante, di stigmatizzare la volatilità delle scelte amministrative. La declaratoria di cessazione della materia del contendere presuppone la certezza in ordine ai provvedimenti effettivamente incisi dallo sblocco; in difetto, il giudice non può che rilevare il difetto di interesse alla decisione di merito.
Il Fatto
Il ricorrente, in proprio e nella qualità di legale rappresentante di una società cooperativa esercente attività agricola, ha impugnato i provvedimenti con cui la Prefettura aveva ritirato n. 42 nulla osta al lavoro stagionale, rilasciati ai sensi dell’art. 25 d.lgs. n. 286/1998 in favore di altrettanti cittadini extracomunitari da assumere presso l’impresa. Il ritiro era stato determinato dall’accertata mancata definizione della procedura di ingresso di due lavoratori per i quali, nel marzo 2024, era stato accordato il nulla osta.
Respinta in primo grado l’istanza cautelare per difetto di fumus boni iuris, il Consiglio di Stato aveva accolto l’appello cautelare, valorizzando lo sblocco sopravvenuto e le esigenze di continuità aziendale, e aveva sollecitato la sollecita fissazione dell’udienza di merito. Con memoria conclusiva la società ha rappresentato l’annullamento di trentatré provvedimenti su quarantadue, chiedendo in via principale l’integrale accoglimento del ricorso e, in subordine, la declaratoria di sopravvenuta carenza di interesse con soccombenza virtuale.
La Motivazione della Corte
Il Collegio affronta anzitutto la domanda di cessazione della materia del contendere relativa ai trentatré provvedimenti sbloccati. Rileva, tuttavia, che il ricorrente non ha indicato i nominativi dei lavoratori abilitati all’ingresso né di quelli che avevano medio tempore trovato altre soluzioni occupazionali. L’incertezza è aggravata dalla produzione di trentuno comunicazioni a mezzo pec il cui contenuto non è visibile, perché veicolato nell’area riservata del Portale Servizi ALI, inaccessibile al giudice.
Tale circostanza, ad avviso del Tribunale, non consente una compiuta valutazione circa l’eventuale cessazione parziale della materia del contendere. Il difetto di certezza sull’oggetto effettivo dello sblocco impedisce di accertare in modo affidabile quali provvedimenti siano stati incisi e quali conservino attuale rilievo contenzioso.
Il Collegio supera però l’ostacolo sul piano dell’interesse. Le affermazioni del ricorrente e la produzione documentale, per quanto criptica, sono sintomatiche di una sopravvenuta carenza di interesse alla definizione nel merito. Lo sblocco ha realizzato l’interesse pretensivo sotteso all’azione, sicché non residua alcuna utilità concreta alla pronuncia di annullamento.
Il Tribunale esclude che l’interesse al ricorso possa coincidere con l’esigenza di stigmatizzare la volatilità delle scelte amministrative. Si tratta di aspirazione giuridicamente irrilevante, estranea al bene della vita che il processo amministrativo è chiamato a tutelare. La richiesta di accertamento dell’illegittimità di tutti i provvedimenti di ritiro, avanzata a fini di certezza delle scelte imprenditoriali, non integra un interesse meritevole di tutela giurisdizionale.
Ne consegue la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, con integrale compensazione delle spese di lite. Il dispositivo dispone inoltre l’oscuramento dei dati identificativi del ricorrente ai sensi dell’art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003 e dell’art. 10 Regolamento (UE) 2016/679.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.