SCIA e obbligo del Comune di riscontrare la diffida del comproprietario (TAR Campania n. 8427 del 27.12.2025)
Principi di diritto (Massima)
La diffida con cui il comproprietario di un immobile prospetti in modo documentato la realizzazione di opere esorbitanti da una SCIA già perfezionata impone al Comune di offrire un riscontro formale all’istanza, anche in forza del generale potere di vigilanza in materia edilizia di cui all’art. 27 del d.P.R. n. 380/2001. L’ente locale deve verificare la sussistenza dei presupposti per l’esercizio tardivo dell’autotutela ai sensi dell’art. 19, commi 3 e 4, della legge n. 241/1990, nonché l’eventuale presenza di abusi ulteriori rispetto a quanto rappresentato nel titolo. L’obbligo di provvedere non comporta però l’accoglimento della pretesa sostanziale: residuano margini di discrezionalità amministrativa e tecnica sia sulla rispondenza dei lavori alla SCIA sia sui provvedimenti conseguenti.
Il Fatto
Il ricorrente, comproprietario per successione di un fabbricato sito in Casal di Principe con relativa corte comune, ha denunciato al Comune che in un’unità prospiciente la corte erano in corso lavori di ristrutturazione in difformità dalla SCIA prot. n. 19329 del 20.7.2023 e in contrasto con le norme di attuazione del PRG per la zona A – Centro storico. Secondo la prospettazione, sarebbero stati realizzati un incremento volumetrico e di superficie mediante un ballatoio in prolungamento del solaio preesistente e l’inglobamento di un ballatoio aperto, opere non evincibili dalla documentazione allegata alla segnalazione.
Con atto di diffida e costituzione in mora del 23.1.2025, acquisito al prot. n. 1760, il ricorrente ha sollecitato i poteri di verifica e autotutela ex art. 19, comma 6-ter, della legge n. 241/1990, chiedendo l’ingiunzione al ripristino dello stato legittimo. A fronte dell’inerzia dell’Amministrazione, ha proposto ricorso ex artt. 31 e 117 del d.lgs. n. 104/2010 per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio e la declaratoria dell’obbligo di provvedere con provvedimento espresso.
La Motivazione della Corte
Il Collegio richiama il proprio recente arresto di Sezione n. 7702 del 27 novembre 2025, che a sua volta si fonda sulla sentenza n. 5423/2025 della Sez. II del Consiglio di Stato. Da tale percorso emerge che la giurisprudenza riconduce l’obbligo di riscontro formale alla peculiarità della disciplina dell’autotutela e all’immanenza dei poteri di vigilanza sulla segnalazione certificata.
Il riferimento è alla sentenza della Corte costituzionale n. 45 del 13 marzo 2019, che ha evidenziato i vuoti normativi del sistema senza poterli colmare, indicando la prospettiva sistemica degli artt. 27 ss. del d.P.R. n. 380/2001. L’art. 27, comma 1, attribuisce al responsabile del competente ufficio comunale la vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia per assicurarne la rispondenza alle norme, agli strumenti urbanistici e ai titoli abilitativi.
Ne deriva che, quando un controinteressato invochi la facoltà riconosciuta dall’art. 19, comma 6-ter, della legge n. 241/1990 in rapporto a lavori eseguiti all’esito di una SCIA perfezionata, il Comune deve offrire un riscontro, senza che ciò implichi l’adozione dei provvedimenti richiesti. L’ente dovrà verificare, ai sensi dell’art. 19, comma 4, i presupposti per l’esercizio tardivo dei poteri di cui all’art. 19, comma 3, e non viene meno il generale potere di vigilanza sulle opere eventualmente esorbitanti dalla segnalazione.
Nel caso concreto, la prospettazione documentata del ricorrente impone al Comune di accertare se ricorrano le ipotesi di cui all’art. 21-nonies della legge n. 241/1990 che consentono l’intervento tardivo e se esistano abusi ulteriori rispetto a quanto rappresentato nella SCIA. Non può invece accogliersi la domanda di accertamento della fondatezza della pretesa sostanziale, poiché residuano margini di discrezionalità amministrativa e tecnica. Il Collegio ordina pertanto al Comune di provvedere entro trenta giorni e nomina, in caso di inadempienza, il commissario ad acta nella persona del Direttore della Direzione Generale per il Governo del Territorio della Regione Campania.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.