Sopravvenuta carenza di interesse per autorizzazione divenuta inoppugnabile (TAR Liguria n. 327 del 25.03.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il ricorso proposto avverso l’atto di pianificazione regionale in materia di rifiuti è improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse quando, nelle more del giudizio, l’autorizzazione unica rilasciata per la realizzazione dell’impianto sia divenuta inoppugnabile a seguito di pronuncia d’appello che abbia riformato la sentenza di annullamento. In tale evenienza l’eventuale annullamento della delibera pianificatoria è inidoneo a travolgere il titolo autorizzativo e non arreca al ricorrente alcun risultato utile e giuridicamente apprezzabile. La carenza sopravvenuta di interesse integra ragione di mero rito, con conseguente compensazione delle spese.
Il Fatto
Il Comune ricorrente impugna la deliberazione con cui il Consiglio regionale ha approvato l’aggiornamento del piano regionale di gestione dei rifiuti e delle bonifiche, dolendosi del fatto che la località indicata quale sito idoneo a ospitare un biodigestore anaerobico per la provincia si collochi nel territorio di un Comune confinante. Il ricorso si fonda su quattro motivi: travisamento dei presupposti e difetto di istruttoria, per avere la Regione assunto l’indicazione del sito come coerente con gli strumenti programmatori di settore e per avere presupposto l’efficacia di un’autorizzazione unica già annullata in primo grado; sviamento di potere; omessa valutazione ambientale strategica; mancata consultazione degli enti territorialmente interessati.
Si costituiscono la Regione e la controinteressata, eccependo il venir meno dell’interesse per effetto della sentenza d’appello che, riformando la pronuncia di annullamento, ha respinto i ricorsi avverso il titolo autorizzativo. Nel merito chiedono il rigetto.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ritiene fondata l’eccezione di improcedibilità. La sentenza di primo grado che aveva annullato l’autorizzazione unica è stata riformata, nelle more, dal Consiglio di Stato n. 1072/2023, con la conseguenza che i ricorsi proposti avverso il provvedimento autorizzativo sono stati respinti, anche su iniziativa del Comune odierno ricorrente.
Tale sopravvenienza processuale assume rilievo assorbente. Il ricorrente non può trarre alcun risultato utile dall’eventuale annullamento della delibera di aggiornamento del piano, poiché una simile statuizione sarebbe comunque inidonea a travolgere l’autorizzazione, ormai inoppugnabile, che consente di realizzare l’impianto nella località contestata.
La difesa di parte ricorrente oppone che l’accoglimento consentirebbe di rimediare a una contraddizione tra la pianificazione regionale aggiornata e la sentenza d’appello che ha affermato la non necessità della pianificazione. Il Collegio reputa l’argomento non persuasivo: esso non dimostra che un simile esito processuale arrecherebbe un’utilità concreta alla parte. L’interesse al ricorso, sul piano della sua attitudine satisfattiva, resta così escluso.
La pronuncia ha natura meramente in rito. Da ciò deriva la compensazione delle spese tra le parti in causa. Il ricorso è dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
Nota della Redazione
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