Sopravvenuta carenza di interesse e compensazione delle spese (TAR Sardegna n. 525 del 12.06.2025)
Principi di diritto (Massima)
La sopravvenuta adozione, da parte dell’ente, di un nuovo Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi e dei successivi atti applicativi, che ripristina il previgente assetto organizzativo con piena sostituzione degli atti impugnati, determina la sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio, non essendo più lesiva la nuova macrostruttura per le aspettative dei ricorrenti. Il Collegio qualifica gli effetti delle sopravvenienze in termini di carenza di interesse, a prescindere dal nomen iuris utilizzato dalle parti. La declaratoria di carenza di interesse non preclude l’integrale compensazione delle spese di lite, giustificata dalla natura della controversia e dalla peculiarità dell’iter amministrativo. Il giudice amministrativo, in presenza di una sopravvenuta modifica dell’assetto organizzativo che elimina l’interesse sostanziale, non è tenuto ad esaminare nel merito le eccezioni preliminari di difetto di giurisdizione e di inammissibilità.
Il Fatto
I ricorrenti hanno impugnato una serie di decreti del Sindaco metropolitano e di determinazioni dirigenziali con cui era stata modificata la macrostruttura dell’ente, mutando durata e assegnazione degli incarichi conferiti ai sensi dell’art. 110 del T.U.E.L., riorganizzando Settori e Servizi e assegnando a posizioni di vertice altri funzionari. Si sono costituiti l’ente, i controinteressati e gli intervenienti ad opponendum, eccependo il difetto di giurisdizione e ulteriori motivi di inammissibilità.
Con memoria del 30 aprile 2025 la difesa dei ricorrenti ha comunicato che, dopo la presentazione del ricorso, la macrostruttura è stata nuovamente ridefinita mediante un nuovo Regolamento di organizzazione e successivi atti applicativi, che hanno ripristinato il previgente assetto con piena sostituzione degli atti impugnati. Ha quindi chiesto dichiararsi la cessazione della materia del contendere e ha rinunciato alla domanda di annullamento degli altri atti.
La Motivazione della Corte
Il Collegio prende atto della sopravvenienza rappresentata dalla difesa dei ricorrenti e ne valuta gli effetti sul giudizio. La questione centrale non è di merito, ma attiene alla persistenza dell’interesse alla decisione.
La nuova macrostruttura attribuita alla Città Metropolitana non pregiudica ulteriormente le aspettative dei ricorrenti. Il presupposto sostanziale del ricorso, costituito dall’assetto organizzativo impugnato, è venuto meno per effetto della piena sostituzione degli atti.
Il Tribunale ritiene che la memoria, al di là del nomen iuris utilizzato per qualificare gli effetti delle sopravvenienze, evidenzi una sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio. La qualificazione giuridica corretta è dunque quella della carenza di interesse, e non quella della cessazione della materia del contendere o della rinuncia.
Il Collegio provvede di conseguenza e dispone l’integrale compensazione delle spese di lite, considerata la natura della controversia e la peculiarità dell’iter amministrativo che l’ha contraddistinta. Le eccezioni preliminari di difetto di giurisdizione e di inammissibilità restano assorbite dalla declaratoria di carenza di interesse.
Nota della Redazione
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