Sopravvenuta carenza di interesse e improcedibilità del ricorso nel processo amministrativo (TAR Puglia n. 1073 del 10.10.2024)

Principi di diritto (Massima)
Nel processo amministrativo la parte ricorrente conserva la piena disponibilità dell’azione fino al momento in cui la causa viene trattenuta per la decisione e può, quindi, dichiarare di aver perduto ogni interesse alla definizione del giudizio. Il giudice non dispone di un potere di procedere d’ufficio né di sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell’interesse ad agire. Ne consegue che, accertata la sopravvenuta caducazione dell’interesse per effetto di un sopravvenuto provvedimento satisfattivo dell’amministrazione, il ricorso va dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La declaratoria di improcedibilità non preclude la compensazione integrale delle spese di lite, ove sussistano i presupposti di legge e le parti ne convengano in udienza.

Il Fatto

La società cooperativa ricorrente gestisce, in forza di determinazione comunale, un Centro Diurno per soggetti disabili accreditato con il Servizio Sanitario Regionale. L’Azienda Sanitaria Locale si era impegnata ad acquistare le relative prestazioni semiresidenziali entro un tetto annuo predeterminato. Con plurime istanze, da ultimo quella del 29 gennaio 2024, la cooperativa ha diffidato l’Azienda ad attivare il servizio di trasporto degli utenti verso la struttura.

L’Azienda, con nota del 21 febbraio 2024, ha rappresentato di non potersi esimere dagli obblighi imposti da una precedente pronuncia del Consiglio di Stato, ma di essere impossibilitata ad avviare il servizio in mancanza di autorizzazione regionale sulle modalità di erogazione. La cooperativa ha quindi proposto ricorso per l’accertamento del silenzio inadempimento, per la condanna a provvedere, per l’accertamento del diritto all’erogazione del servizio, per il risarcimento del danno e, in subordine, per l’annullamento della nota.

La Motivazione della Corte

Nel corso del giudizio la ricorrente ha depositato memoria con cui ha comunicato che l’Azienda resistente aveva concluso il procedimento, dichiarando espressamente il venir meno dell’interesse al ricorso. Alla camera di consiglio entrambi i difensori hanno dato atto a verbale della sopravvenuta carenza di interesse, con compensazione delle spese.

Il Collegio rileva che le sopravvenienze sono costituite dalla deliberazione aziendale con cui è stato approvato l’addendum contrattuale per il servizio di trasporto, per un numero massimo di giornate e di utenti, e dalla dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse resa dalla difesa di parte ricorrente, confermata in udienza da entrambe le parti.

Su questa base il Tribunale richiama il principio generale del processo amministrativo secondo cui il ricorrente, sino al momento in cui la causa viene trattenuta per la decisione, ha la piena disponibilità dell’azione e può dichiarare di avere perduto ogni interesse alla decisione. Il Giudice, in tal caso, non ha né il potere di procedere d’ufficio né quello di sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell’interesse ad agire.

La conseguenza è la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, non risultando residui profili di utilità della decisione. Il Collegio dispone quindi l’integrale compensazione delle spese di lite, sussistendone i presupposti di legge e risultando la relativa declaratoria espressa a verbale da entrambi i difensori.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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