Sopravvenuta carenza di interesse e improcedibilità del ricorso nel pubblico impiego (TAR Sicilia n. 1286 del 29.04.2026)

Principi di diritto (Massima)
Nel processo amministrativo il ricorrente conserva la piena disponibilità dell’azione fino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione. Egli può quindi dichiarare di aver perduto ogni interesse alla decisione, anche a seguito di sopravvenuta rivalutazione dei punteggi e di adozione di un nuovo provvedimento non impugnato. La dichiarazione concorde delle parti determina la improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, con compensazione delle spese di lite.

Il Fatto

Il ricorrente aveva impugnato gli atti di una procedura selettiva di valutazione comparativa per la copertura di un posto di professore di prima fascia presso un ateneo, bandita ai sensi dell’art. 18, comma 1, legge n. 240/2010, contestando il regolamento, il bando e i verbali della commissione giudicatrice.

Nel corso del giudizio l’amministrazione ha proceduto a una rivalutazione dei punteggi attribuiti ai candidati ed ha adottato un nuovo decreto rettorale, non impugnato. Il ricorrente e le altre parti hanno depositato istanza congiunta chiedendo che il ricorso fosse dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, con compensazione delle spese.

La Motivazione della Corte

Il Collegio prende atto dell’istanza congiunta depositata dalle parti e ribadita nel corso dell’udienza pubblica. La richiesta di declaratoria di improcedibilità è fondata sulla sopravvenuta perdita di interesse del ricorrente, conseguente al nuovo assetto determinatosi per effetto della attività amministrativa medio tempore intervenuta.

Il Tribunale ricorda che, sino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione, il ricorrente ha piena disponibilità dell’azione. Può pertanto rinunciare al ricorso oppure dichiarare di aver perduto ogni interesse alla decisione. Il principio è espressamente richiamato sulla scorta di un consolidato orientamento del giudice amministrativo, di cui il Collegio cita alcune pronunce.

La verifica del giudice si arresta quindi al riscontro del chiaro tenore della dichiarazione resa dalla parte ricorrente. Non residua alcun interesse sostanziale alla pronuncia sul merito, poiché l’atto amministrativo sopravvenuto ha ridefinito la situazione giuridica dedotta in causa.

Ne deriva la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse. Il Collegio dispone la compensazione tra le parti delle spese di lite, in coerenza con la definizione concordata del giudizio. La sentenza è esecutiva da parte dell’autorità amministrativa.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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