Sopravvenuto provvedimento consiliare e improcedibilità del ricorso avverso la delibera di Giunta (Cons. Stato n. 6493 del 22.07.2025)
Principi di diritto (Massima)
Nel giudizio amministrativo, il sopravvenuto provvedimento dell’organo consiliare che sostituisca la delibera di Giunta impugnata, rispondendo specificamente all’istanza del privato in senso negativo, determina la improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. La prova della concreta sussistenza e del contenuto di tale atto, ove emerga dagli atti e dai documenti già prodotti dalle originarie ricorrenti, non richiede né l’autorizzazione di una produzione documentale in appello né l’esercizio dei poteri istruttori officiosi del giudice. L’eventuale pretesa risarcitoria va vagliata alla luce del nuovo provvedimento negativo e della successiva approvazione del nuovo strumento urbanistico generale, autonomamente preclusivi del bene della vita richiesto. L’accoglimento del motivo che conduce alla declaratoria di improcedibilità preclude l’esame delle ulteriori doglianze di merito e dei motivi riproposti in appello.
Il Fatto
Le società appellate, proprietarie pro quota della quasi totalità delle aree del sub-ambito est dell’Ambito n. 148-Savena nel territorio del Comune di Bologna, hanno impugnato dinanzi al TAR Emilia Romagna la delibera della Giunta comunale del 19 giugno 2018, con cui l’organo esecutivo ha manifestato l’intenzione di non dare attuazione ad alcune scelte urbanistiche del Piano strutturale comunale e di procedere direttamente all’adozione di una variante generale di adeguamento alla l.r. n. 24/2017. Le ricorrenti hanno lamentato la mancata inclusione dei propri fondi nei piani operativi approvati.
Il TAR, con la sentenza n. 419 dell’11 giugno 2024, ha accolto il ricorso ravvisando l’incompetenza della Giunta comunale. Il Comune ha proposto appello, articolando cinque motivi, tra cui l’erroneità della decisione per non aver rilevato l’improcedibilità del ricorso a fronte della sopravvenuta delibera consiliare che aveva rigettato l’istanza delle società. Le appellate hanno resistito e riproposto i motivi assorbiti.
La Motivazione della Corte
Il Consiglio di Stato ha ritenuto in parte fondate le doglianze dell’ente, accogliendo l’appello nei termini della declaratoria di improcedibilità. Dal contenuto degli atti e dei documenti prodotti dalle originarie ricorrenti emerge con chiarezza che il sopravvenuto provvedimento consiliare ha sostituito la precedente delibera della Giunta, rispondendo in senso ancora negativo alla richiesta di approvazione di un piano operativo comprendente le aree di proprietà.
Il Collegio ha evidenziato come tale prova fosse già desumibile dal materiale documentale in atti, con la conseguenza che non si ravvisava la necessità di autorizzare una produzione documentale in appello né di ricorrere ai poteri istruttori officiosi. Il percorso argomentativo dei primi due motivi d’appello è stato quindi superato nel suo nucleo essenziale: la sopravvenienza del provvedimento consiliare era già dimostrata e assumeva piena rilevanza ai fini della decisione.
I giudici di Palazzo Spada hanno poi escluso che a diversa conclusione potesse condurre il riferimento alle pretese risarcitorie prospettate dalle appellate. Tali pretese, hanno osservato, vanno comunque vagliate alla luce dell’avvenuta emissione del nuovo provvedimento negativo del Consiglio comunale e della definitiva approvazione nel 2021 del nuovo Piano urbanistico generale, atti autonomamente preclusivi del conseguimento del bene della vita richiesto.
In accoglimento dell’appello, il ricorso di primo grado è stato dunque dichiarato improcedibile: l’interesse delle appellate all’inserimento delle aree in un piano operativo si è trasferito sull’eventuale annullamento del provvedimento consiliare del 2019, impugnato con ricorso ancora pendente dinanzi al TAR Emilia Romagna, restando altresì inciso dall’approvazione del nuovo PUG. La declaratoria ha precluso l’esame delle ulteriori censure di merito e dei motivi riproposti, mentre le spese del doppio grado sono state compensate per la particolarità delle questioni.
Nota della Redazione
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