Sostituzione copertura in eternit ammessa in pendenza di condono edilizio (Cons. Stato n. 10177 del 18.12.2024)

Principi di diritto (Massima)
In pendenza di istanza di condono edilizio, nel tempo necessario alla sua definizione, sono ammessi gli interventi di completamento e quelli manutentivi che rispettino l’identità strutturale e funzionale del bene. Tali interventi non sono limitati a quelli tassativamente elencati nell’Allegato A del d.P.R. n. 31/2017, la cui indicazione ha natura esemplificativa. La sostituzione di un manto di copertura in eternit, imposta dalla normativa in materia di amianto, non può essere preclusa dalla sola diversità del materiale di finitura, quando la soluzione adottata preservi la funzionalità dell’immobile. Il Comune non può invocare l’inerzia dell’amministrazione provinciale nel rilascio del parere di propria competenza per giustificare il ritardo nella definizione della pratica di sanatoria.

Il Fatto

La ricorrente ha impugnato la determinazione con cui il Comune ha inibito l’esecuzione dei lavori di sostituzione del manto di copertura in eternit di un corpo di fabbrica compreso in un complesso oggetto di istanza di condono edilizio. Il provvedimento escludeva che l’intervento rientrasse nella fattispecie di cui all’art. 32 della legge n. 47/1985 e alla voce A.2 dell’Allegato A del d.P.R. n. 31/2017.

La vicenda trae origine da una istanza di sanatoria del 1986. Due precedenti pronunce del giudice amministrativo avevano annullato i dinieghi comunali. Dopo il deposito di quelle sentenze, la Regione aveva attestato l’assenza del vincolo ferroviario e la Soprintendenza aveva espresso parere favorevole al nulla osta paesaggistico. Il Comune ha comunque adottato gli atti impugnati. Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo che la sostituzione del materiale di copertura non integrasse un intervento eseguibile in regime di edilizia libera in zona vincolata e che non vi fosse inerzia comunale.

La Motivazione della Corte

Il Consiglio di Stato accoglie l’appello. La sostituzione del manto si è resa necessaria perché l’eternit è materiale contenente amianto, soggetto a sfarinatura e pericoloso per la salute, con obbligo di sostituzione in base alla legge n. 257/1992 e al d.m. 20 agosto 1999.

Il Collegio richiama l’orientamento consolidato secondo cui, nell’intervallo temporale necessario a definire le istanze di condono, sono consentiti gli interventi di completamento delle opere e quelli manutentivi, purché rispettosi della persistente identità strutturale e funzionale del bene. Gli interventi ammissibili non sono solo quelli tassativamente indicati nell’Allegato A del d.P.R. n. 31/2017. La copertura non può che impiegare materiale diverso dall’eternit e le caratteristiche architettoniche mutano necessariamente; la soluzione prescelta, con coppi e tegole, è peraltro del tutto ordinaria.

Quanto al silenzio-inadempimento, il Comune ha addotto l’incompletezza della documentazione e l’assenza del parere sul vincolo idrogeologico. La Corte rileva che il Comune avrebbe dovuto indicare specificamente i documenti mancanti, e non limitarsi a generiche memorie difensive. Dagli atti risulta che la Provincia aveva escluso la necessità dell’autorizzazione a fini idraulici, trasmettendo gli atti all’Ufficio P.A.I. per la classificazione delle aree. La documentazione richiesta è stata depositata e inoltrata; il preavviso di diniego è giunto solo a seguito di sollecito, dopo oltre un anno e mezzo dal deposito degli ultimi documenti.

Il Collegio ritiene pertanto inaccettabile la durata del subprocedimento provinciale e configura l’inadempimento denunciato. La Provincia, che dispone di tutti gli elementi, dovrà emettere immediatamente il parere P.A.I. conclusivo; il Comune non potrà addurre ulteriori impedimenti per definire la pratica dopo oltre trentotto anni dalla presentazione. La sentenza di primo grado è riformata e il provvedimento impugnato è annullato, con condanna in solido delle amministrazioni alle spese.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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