Sport e inclusione sociale, ritardi e doppio finanziamento nel PNRR (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 19 del 07.02.2025)

Principi di diritto (Massima)
Nell’esercizio del controllo sulla gestione delle risorse del PNRR, ai sensi dell’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021, la Corte dei conti verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi programmati, valutando comparativamente costi, modi e tempi dell’azione amministrativa. Il grado di realizzazione finanziaria dei progetti finanziati costituisce indicatore essenziale di efficacia: una quota di pagamenti pari a poco meno di un quarto delle risorse assegnate, a fronte di un termine finale ancora disponibile ma ravvicinato, impone all’Amministrazione titolare un monitoraggio rafforzato sugli step intermedi e sui soggetti attuatori inadempienti. La mancata implementazione di una piattaforma informatica dedicata, la presenza di disallineamenti fra i dati dichiarati e quelli inseriti nel sistema ReGis e la compresenza di più fonti di finanziamento sulla medesima finalità e sugli stessi destinatari integrano elementi di criticità che l’Amministrazione è tenuta a sanare, con particolare riguardo al divieto di doppio finanziamento e al principio del Do No Significant Harm. Le misure consequenziali comunicate ai sensi dell’art. 3, comma 6, legge n. 20/1994 non esauriscono l’obbligo di adeguamento quando gli interventi correttivi restano in fase di mera implementazione.

Il Fatto

La Sezione ha esaminato lo stato di attuazione dell’investimento M5C2I3.1 “Sport e inclusione sociale”, destinato a recuperare aree urbane mediante impianti sportivi e parchi attrezzati, con attenzione alle zone degradate e alle persone svantaggiate. Il Mef ha assegnato all’intervento 700 milioni di euro, distribuiti nelle annualità dal 2022 al 2026.

L’analisi muove dalle misure consequenziali comunicate dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri a seguito della precedente deliberazione n. 49/2024/G e aggiorna i dati al 31 dicembre 2024, attraverso otto note istruttorie e audizioni informali.

La Motivazione della Corte

La Corte ricostruisce anzitutto l’architettura della misura, articolata in tre cluster e in una terza linea di intervento aggiunta in fase avanzata per garantire il rispetto della quota Sud. Quest’ultima è stata recuperata con procedure più snelle, prive di bando, destinate ai comuni del Mezzogiorno con popolazione fino a 10.000 abitanti e sprovvisti di playground pubblici.

Il grado di realizzazione appare contenuto. I pagamenti effettuati per il triennio considerato, relativi ai tre cluster e alla terza linea, assommano a 165.711.956,71 euro, pari al 23,67 per cento delle risorse destinate. La spesa dichiarata sostenuta è di 142,4 milioni. Il target finale del 30 giugno 2026 resta raggiungibile solo a condizione di un’accelerazione dei progetti ancora da avviare.

La Sezione rileva disallineamenti fra i dati inseriti nel sistema ReGis e quelli in possesso dell’Amministrazione, dovuti a errata imputazione dei CUP e all’inserimento dei costi semplificati in aggiunta ai costi reali. Il Portale che la società in house avrebbe dovuto mettere a disposizione non è stato realizzato né utilizzato per la raccolta delle manifestazioni di interesse, pervenute via PEC: ciò ha privato l’Amministrazione di una propria banca dati gestionale.

Quanto al divieto di doppio finanziamento, la Corte osserva che l’intervento è gestito in contemporanea con il Fondo Sport e periferie e con l’iniziativa “Sport nei parchi”, rivolti alla stessa categoria di destinatari. La compresenza di più fonti, locali, nazionali ed euro-unitarie, sulla medesima finalità impone controlli incrociati in fase di rendicontazione.

La Corte prende atto dell’adeguamento dell’Amministrazione su diversi rilievi, fra cui l’adozione formale del Piano operativo e la definizione delle priorità nell’utilizzo dei ribassi d’asta, ma sottolinea la necessità di controlli in loco sui cantieri dei progetti con i finanziamenti più elevati e di una messa a punto del sistema di monitoraggio, per assicurare la qualità dei dati che alimentano i cruscotti.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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