Termine per impugnare l’autorizzazione espropriativa decorre dalla conoscenza del proprietario (Cons. Stato n. 6966 del 21.09.2026)

Principi di diritto (Massima)
Il termine decadenziale per impugnare il provvedimento che appone il vincolo preordinato all’esproprio non decorre dalla pubblicazione dell’atto sul B.U.R., ma dalla notificazione o dalla piena conoscenza del medesimo da parte dei proprietari espropriandi. Questi ultimi, anche se non espressamente nominati, sono individuabili in relazione alle particelle catastali indicate nel provvedimento e rientrano tra i destinatari diretti degli effetti. Ne deriva che, per tali soggetti, non opera la regola dell’art. 41, comma 2, cod. proc. amm., che àncora il decorso del termine alla pubblicazione per gli atti di cui non sia richiesta la notificazione individuale. La procura speciale alle liti rilasciata su supporto cartaceo, digitalizzata e allegata telematicamente a un ricorso nativo digitale, è valida anche se di contenuto generico, purché notificata e depositata unitamente all’atto cui accede.

Il Fatto

La Regione Basilicata ha autorizzato nel 2013, ai sensi dell’art. 12 del d.lgs. n. 387/2003, la realizzazione di un impianto fotovoltaico su serre da 40 MW. Tra il 2017 e il 2019 sono state concesse tre proroghe per l’ultimazione dei lavori. Nel 2024 la società titolare ha ottenuto l’approvazione di una variante non sostanziale, con riduzione della potenza a 27,271 MW, proroga di trenta mesi e apposizione del vincolo espropriativo sulle particelle interessate.

Il proprietario di alcune di esse ha proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, notificato nel maggio 2025, impugnando l’autorizzazione originaria, le proroghe e la variante. La società controinteressata ha chiesto la trasposizione in sede giurisdizionale. Il TAR Basilicata ha dichiarato il ricorso irricevibile per tardività, facendo decorrere il termine dalla pubblicazione degli atti sul B.U.R. Il proprietario ha appellato.

La Motivazione della Corte

Il Collegio affronta anzitutto la ricevibilità del ricorso straordinario, oggetto del primo motivo. Il TAR aveva costruito un sillogismo lineare: tutti gli atti regionali sono soggetti a pubblicazione; l’art. 41, comma 2, cod. proc. amm. fa decorrere il termine dalla pubblicazione quando non è richiesta la notificazione individuale; dunque il ricorso era tardivo. Il Consiglio di Stato non condivide integralmente tale conclusione.

Il principio generale richiamato è quello per cui, per gli atti soggetti a pubblicazione necessaria, il termine decorre dalla pubblicazione solo per i soggetti non espressamente nominati né immediatamente rintracciabili (Cons. Stato, sez. III, n. 190 del 2019). La determinazione del 2024, però, individua espressamente le particelle catastali e su di esse appone il vincolo, avviando il procedimento espropriativo. Essa è dunque provvedimento idoneo a incidere direttamente sulla sfera giuridica dei proprietari, individuabili tramite le particelle indicate. Il dies a quo non può quindi essere fissato alla pubblicazione.

Respinta l’eccezione di carenza di procura speciale, il Collegio richiama l’insegnamento delle Sezioni Unite n. 2077 del 2024: la copia digitalizzata di una procura cartacea, autenticata con firma digitale e allegata telematicamente al ricorso nativo digitale, integra l’ipotesi di procura apposta in calce, con presunzione di riferibilità al giudizio cui accede. La formula generica non è ostativa, in assenza di espressioni che univocamente escludano la volontà di ricorrere.

Nel merito, il ricorso è infondato. La disponibilità delle aree risulta dimostrata da conferme comunali e dal contratto di concessione; la fideiussione è stata prestata e la decadenza non opera automaticamente, richiedendo un provvedimento formale. I lavori risultano avviati con opere preparatorie, impedite da vincolo archeologico e eventi calamitosi. Le censure paesaggistiche e di difetto di motivazione sono inammissibili per genericità e comunque infondate, avendo la variante superato nuova valutazione ambientale e autorizzazione paesaggistica.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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