Salvaguardia ambientale e stato dei luoghi nella tutela cautelare (TAR Puglia n. 356 del 26.06.2026)

Principi di diritto (Massima)
Nel giudizio amministrativo, l’istanza cautelare volta alla tutela dell’interesse ambientale può essere accolta anche in assenza di un’attualità del pregiudizio derivante dalle opere già ultimate, qualora risulti la prosecuzione di attività di trasformazione del territorio. In tali casi, la tutela cautelare è funzionale alla salvaguardia dello stato dei luoghi esistente, al fine di impedire danni irreversibili al contesto ambientale. Il giudice, ai fini della decisione nel merito, può disporre accertamenti istruttori (sopralluogo e relazione esplicativa con documentazione fotografica) per verificare lo stato di fatto e l’eventuale prosecuzione delle attività lesive, fissando l’udienza pubblica di trattazione.

Il Fatto

La società controinteressata aveva ottenuto un’autorizzazione unica per l’ampliamento di attività commerciale, rilasciata dalla Struttura di Missione ZES. Il ricorrente, un’associazione ambientalista, impugnava l’atto, unitamente agli atti del procedimento, deducendo la lesione dell’interesse alla tutela del patrimonio paesaggistico-ambientale dell’area interessata. Nella camera di consiglio, l’associazione rappresentava che, oltre alle strutture già posizionate, era in corso un’attività di trasformazione del territorio, con eliminazione di parti boschive e arbustive e di vegetazione tipica dell’habitat della macchia mediterranea, e che l’area sarebbe stata ricoperta con sabbia. Il ricorrente chiedeva quindi la sospensione dell’efficacia del provvedimento impugnato.

La Motivazione della Corte

Il TAR ha preliminarmente rilevato che le attività di posizionamento delle strutture erano in gran parte ultimate, trattandosi di elementi comunque amovibili e precari. Sotto tale profilo, non è stato ravvisato il periculum in mora, non essendovi un pregiudizio attuale e irreparabile derivante dalle opere già completate.

Tuttavia, la Corte ha accolto l’istanza cautelare limitatamente alla salvaguardia dello stato dei luoghi. La prospettazione della ricorrente circa l’esistenza di una attività in corso volta alla trasformazione del territorio, attraverso l’eliminazione di vegetazione tipica e la ricopertura con sabbia, ha infatti evidenziato un pregiudizio concreto e attuale all’interesse ambientale, non altrimenti tutelabile se non con la sospensione degli interventi ulteriori.

Il Collegio ha inoltre osservato che le questioni di merito richiedono un adeguato approfondimento, non potendo essere risolte in sede cautelare. Ritenendo l’interesse della ricorrente adeguatamente tutelato da una sollecita definizione della causa, ha disposto accertamenti istruttori: un sopralluogo a cura del Comando di Polizia Municipale, volto ad accertare lo stato dei luoghi e l’eventuale prosecuzione delle attività di trasformazione, con deposito di un verbale e di una relazione esplicativa corredata di documentazione fotografica.

La conseguenza processuale è stata l’accoglimento dell’istanza cautelare nei soli limiti della salvaguardia dello stato dei luoghi e la fissazione dell’udienza pubblica di merito per l’esame del ricorso, con compensazione delle spese della fase cautelare.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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