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  • Art. 803 c.c. Revocazione per sopravvenienza di figli

    Le donazioni fatte da chi non aveva o ignorava di avere figli o discendenti al tempo della donazione, possono essere revocate per la sopravvenienza o l’esistenza di un figlio o discendente del donante. Possono inoltre essere revocate per il riconoscimento di un figlio, salvo che si provi che al tempo della donazione il donante aveva…

  • Art. 804 c.c. Termine per l’azione

    L’azione di revocazione per sopravvenienza di figli deve essere proposta entro cinque anni dal giorno della nascita dell’ultimo figlio nato nel matrimonio o discendente, ovvero della notizia dell’esistenza del figlio o discendente, ovvero dell’avvenuto riconoscimento del figlio nato fuori del matrimonio. Il donante non può proporre o proseguire l’azione dopo la morte del figlio o…

  • Art. 805 c.c. Donazioni irrevocabili

    Non possono revocarsi per causa d’ingratitudine, né per sopravvenienza di figli, le donazioni rimuneratorie e quelle fatte in riguardo di un determinato matrimonio. Funzione della norma L’art. 805 c.c. si colloca a chiusura del capo dedicato alla revocazione delle donazioni, immediatamente dopo le norme che disciplinano i termini e la legittimazione all’azione, e svolge una…

  • Art. 806 c.c. Inammissibilità della rinunzia preventiva

    Non è valida la rinunzia preventiva alla revocazione della donazione per ingratitudine o per sopravvenienza di figli. Funzione della norma L’art. 806 c.c. chiude il Capo IV del Titolo V del Libro II del codice civile, dedicato alla revocazione delle donazioni. La sua posizione non è casuale: dopo aver disciplinato le cause di revocazione per…

  • Art. 807 c.c. Effetti della revocazione

    Revocata la donazione per ingratitudine o sopravvenienza di figli, il donatario deve restituire i beni in natura, se essi esistono ancora, e i frutti relativi, a partire dal giorno della domanda. Se il donatario ha alienato i beni, deve restituirne il valore, avuto riguardo al tempo della domanda, e i frutti relativi, a partire dal…

  • Art. 808 c.c. Effetti nei riguardi dei terzi

    La revocazione per ingratitudine o per sopravvenienza di figli non pregiudica i terzi che hanno acquistato diritti anteriormente alla domanda, salvi gli effetti della trascrizione di questa. Il donatario, che prima della trascrizione della domanda di revocazione ha costituito sui beni donati diritti reali che ne diminuiscono il valore, deve indennizzare il donante della diminuzione…

  • Art. 809 c.c. Norme sulle donazioni applicabili ad altri atti di liberalità

    Le liberalità, anche se risultano da atti diversi da quelli previsti dall’art. 769, sono soggette alle stesse norme che regolano la revocazione delle donazioni per causa d’ingratitudine e per sopravvenienza di figli, nonché a quelle sulla riduzione delle donazioni per integrare la quota dovuta ai legittimari. Questa disposizione non si applica alle liberalità previste dal…

  • Art. 1100 c.c. Comunione in generale

    L’art. 1100 c.c. dispone che, quando la proprietà o altro diritto reale spetta in comune a più persone, si applicano le norme sulla comunione, salvo che il titolo o la legge dispongano diversamente; già sul piano letterale, dunque, la norma non descrive un modo di acquisto della contitolarità, ma individua il presupposto di operatività di…

  • Art. 1101 c.c. Quote dei partecipanti

    L’art. 1101 c.c. è la norma che governa il tema della misura delle quote nella comunione e dei relativi effetti economici, attraverso una regola di fondo che la giurisprudenza considera presuntiva, suppletiva e superabile dal titolo (Cass. civ., Sez. II, ord. 14 luglio 2021, n. 20062; Cass. civ., Sez. VI, ord. 21 novembre 2017, n.…

  • Art. 1102 c.c. Uso della cosa comune

    L’art. 1102 c.c. disciplina l’uso della cosa comune, stabilendo che ciascun partecipante può servirsi del bene comune a condizione di non alterarne la destinazione e di non impedire agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. La norma aggiunge che il partecipante può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il…

  • Art. 1103 c.c. Disposizione della quota

    L’art. 1103 c.c. occupa, nella sistematica della comunione, una posizione centrale, perché traduce sul piano dinamico la regola per cui la partecipazione del singolo comunista non è una mera posizione passiva di contitolarità, ma un diritto patrimoniale autonomamente circolabile, pur sempre contenuto entro i limiti della quota e del regime della comunione stessa. La norma,…

  • Art. 1104 c.c. Obblighi dei partecipanti

    L’art. 1104 c.c. occupa una posizione centrale nella disciplina della comunione, perché traduce sul piano obbligatorio la partecipazione alla contitolarità del bene comune, imponendo a ciascun partecipante il dovere di contribuire alle spese necessarie per la conservazione e per il godimento della cosa comune, nonché alle spese deliberate dalla maggioranza, salvo la facoltà di liberarsi…

  • Art. 1105 c.c. Amministrazione

    L’art. 1105 c.c. costituisce la norma cardine dell’amministrazione della comunione ordinaria, poiché stabilisce, anzitutto, che tutti i partecipanti hanno diritto di concorrere nell’amministrazione della cosa comune, riconoscendo così a ciascun comunista una posizione attiva nella gestione del bene e impedendo che l’amministrazione sia riservata, in via originaria, solo ad alcuni compartecipi. La disposizione si colloca…

  • Art. 1106 c.c. – Regolamento della comunione, delega dell’amministrazione, limiti, impugnazioni e raccordo con il condominio

    Con la maggioranza calcolata nel modo indicato dall’articolo precedente, può essere formato un regolamento per l’ordinaria amministrazione e per il miglior godimento della cosa comune. Nello stesso modo l’amministrazione può essere delegata ad uno o più partecipanti, o anche a un estraneo, determinandosi i poteri e gli obblighi dell’amministratore. L’articolo attribuisce alla comunione ordinaria due…

  • Art. 1107 c.c. – Impugnazione del regolamento della comunione, termine di decadenza, legittimazione, effetti della mancata impugnazione e raccordo con il condominio

    Ciascuno dei partecipanti dissenzienti può impugnare davanti all’autorità giudiziaria il regolamento della comunione entro trenta giorni dalla deliberazione che lo ha approvato. Per gli assenti il termine decorre dal giorno in cui è stata loro comunicata la deliberazione. L’autorità giudiziaria decide con un’unica sentenza sulle opposizioni proposte. Decorso il termine indicato dal comma precedente senza…

  • Art. 1108 c.c. – Innovazioni, atti eccedenti l’ordinaria amministrazione, alienazioni, locazioni ultranovennali e consenso dei partecipanti

    L’art. 1108 c.c. è la disposizione che segna il passaggio dalla gestione ordinaria della comunione alla sfera degli atti che incidono più profondamente sulla consistenza, sulla destinazione o sulla disponibilità giuridica della cosa comune, distinguendo fra innovazioni e altri atti eccedenti l’ordinaria amministrazione, da un lato, e alienazioni, costituzione di diritti reali sul fondo comune…

  • Art. 1109 c.c. – Impugnazione delle deliberazioni della comunione, termine decadenziale, vizi procedimentali, grave pregiudizio e giurisprudenza

    L’art. 1109 c.c. disciplina il rimedio contro le deliberazioni della maggioranza nella comunione, costruendo un sistema di controllo che si articola attorno a tre nuclei: la deliberazione di ordinaria amministrazione gravemente pregiudizievole alla cosa comune, la deliberazione adottata senza il rispetto dell’obbligo di preventiva informazione di cui all’art. 1105, terzo comma, c.c., e la deliberazione…

  • Art. 1110 c.c. – Rimborso delle spese per la cosa comune, presupposti, prova, distinzione dal condominio e orientamenti giurisprudenziali

    L’art. 1110 c.c. emerge, nei materiali disponibili, come norma speciale di tutela del partecipante alla comunione che abbia anticipato spese per la conservazione della cosa comune in presenza di inerzia altrui. La norma va letta in stretto coordinamento con la disciplina generale della comunione, in particolare con gli artt. 1100, 1104, 1105 e 1108 c.c.,…

  • Art. 1111 c.c. – Diritto potestativo allo scioglimento della comunione, limiti, dilazione, divisibilità, vendita e giurisprudenza

    L’art. 1111 c.c., per quanto emerge dai materiali disponibili, va ricostruito come norma che attribuisce a ciascun partecipante un vero diritto potestativo di domandare in ogni tempo lo scioglimento della comunione, salvo i limiti derivanti dal patto di indivisione e dalle condizioni oggettive che rendano preferibile o necessaria una diversa modulazione giudiziale del rimedio divisorio…

  • Art. 1112 c.c. – Indivisibilità della cosa comune, funzione oggettiva del bene, comoda divisibilità, limiti allo scioglimento e giurisprudenza

    L’art. 1112 c.c., per come risulta dai materiali disponibili, va ricostruito come norma che pone un limite sostanziale al diritto di ciascun partecipante di chiedere lo scioglimento della comunione, impedendo la divisione quando la cosa, se frazionata, cesserebbe di servire all’uso cui è destinata, sicché il punto centrale non è la sola possibilità materiale del…