Falso in atti pubblici: imprescindibile individuare l’oggetto materiale della condotta (Cass. pen. Sez. 5 n. 16155 del 05.05.2026)

Principi di diritto (Massima)
In tema di falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, il giudice deve individuare con precisione l’oggetto materiale della condotta contestata, non potendosi ritenere provata l’alterazione di un atto in assenza di una comparazione con una fonte che consenta di ricostruirne il contenuto originario. La diversa natura giuridica del documento interessato dalla condotta è dirimente per la corretta qualificazione del fatto, potendosi configurare, a seconda dei casi, il delitto di cui all’art. 476 cod. pen., quello di cui all’art. 477 cod. pen. o il reato di cui all’art. 478 cod. pen. La motivazione della sentenza di condanna non può basarsi su un quadro fattuale incerto e contraddittorio, che lasci indecisa l’alternativa tra falsificazione di un atto originale, di una copia conforme o di una mera riproduzione digitale priva di efficacia fidefacente.

Il Fatto

La Corte di appello aveva confermato la condanna dell’imputato, sindaco di un comune, per il delitto di falso materiale in atto pubblico. All’imputato si contestava di aver alterato, in epoca prossima al 28 ottobre 2020, l’elenco allegato ad una delibera di giunta del 1995, facendo risultare un tratto stradale più esteso di quello originario e comprendente anche un fondo di proprietà privata. Tale alterazione sarebbe stata funzionale a rispondere alle contestazioni di un consigliere di minoranza, al quale il sindaco aveva trasmesso via PEC, il 20 settembre 2020, una copia digitale del documento. Il consigliere, insospettito dalla difformità, aveva richiesto e ottenuto dal segretario comunale una copia conforme all’originale, che tuttavia risultava anch’essa alterata.

La Motivazione della Corte

La Corte di cassazione ha rilevato come la sentenza impugnata presentasse un quadro fattuale niente affatto perspicuo, non consentendo di comprendere quale fosse l’esatto oggetto della falsificazione. La motivazione, infatti, sembrava avallare contemporaneamente due opposte ricostruzioni: da un lato, l’avvenuta alterazione del contenuto dell’originale della delibera, valorizzando le modalità di rinvenimento del faldone e la diversa colorazione delle pagine; dall’altro, la possibilità che l’atto originale fosse rimasto integro e che la falsità fosse da ricondurre alla copia conforme rilasciata dal segretario comunale o alla sola copia digitale trasmessa dal sindaco.

La Corte ha osservato che, per affermare la falsificazione dell’atto originario, sarebbe stato necessario compararne il contenuto con una fonte attendibile che ne attestasse la versione originale, operazione del tutto assente nella motivazione. Inoltre, la Corte ha evidenziato una contraddizione temporale: il capo di imputazione collocava il reato in epoca successiva e prossima al 28 ottobre 2020, mentre l’invio della PEC risultava avvenuto il 20 settembre 2020, ostacolo insormontabile a identificare l’alterazione del file digitale con la condotta di falso contestata.

Proprio la natura giuridica del documento oggetto di falsificazione è stata ritenuta dirimente: se la condotta avesse riguardato il file digitale, la sentenza non aveva chiarito se esso fosse qualificabile come atto pubblico, come copia informale priva di efficacia fidefacente o come copia autentica. Tale distinzione è essenziale, poiché la fattispecie applicabile varia tra l’art. 476 cod. pen., l’art. 477 cod. pen. e l’art. 478 cod. pen. Analogamente, ove la condotta avesse riguardato la copia conforme rilasciata dal segretario comunale, il giudice avrebbe dovuto chiarire le concrete modalità di un eventuale concorso del sindaco in un falso ideologicamente e non materialmente tale.

L’impossibilità di ricostruire con certezza la dinamica dei fatti e l’incertezza sull’oggetto materiale del reato hanno determinato l’accoglimento del ricorso, con conseguente annullamento della sentenza impugnata con rinvio a una nuova sezione della Corte di appello per un nuovo giudizio che chiarisca il quadro fattuale e fornisca la corretta qualificazione giuridica.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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