Dipendenza dai contributi pubblici e sostenibilità finanziaria della Fondazione MAXXI (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 121 del 03.11.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti privati sottoposti a vigilanza pubblica ai sensi dell’art. 12 della legge n. 259 del 1958 ha natura referente e non sanzionatoria: la Sezione riferisce al Parlamento il risultato dell’esame del conto consuntivo e degli atti di governo. Ne deriva il principio per cui la valutazione di sostenibilità economica e finanziaria di una fondazione culturale in controllo pubblico si misura sull’incidenza delle entrate proprie rispetto alle erogazioni pubbliche. Quando i contributi di gestione assorbono la quota prevalente dei proventi, la gestione resta esposta al rischio di dipendenza finanziaria e al rischio di cassa connesso ai tempi di erogazione. Il giudizio investe la programmazione degli oneri e la coerenza tra organico, progetti e coperture.
Il Fatto
Con il provvedimento in esame la Corte riferisce al Parlamento sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della Fondazione MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo – per l’esercizio 2023, con estensione alle vicende di maggior rilievo intervenute successivamente. Si tratta di un ente di diritto privato in controllo pubblico, incluso nell’elenco delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato, ma escluso dall’applicazione delle norme di contenimento della spesa per effetto della legge di stabilità 2016.
Il controllo prende le mosse dal conto consuntivo 2023 e dalle relazioni degli organi di amministrazione e di revisione. La gestione si chiude con un utile di euro 6.701, in flessione rispetto all’esercizio precedente, in un contesto di sostanziale stabilità dei proventi tipici e di riduzione dei costi. È la composizione delle entrate a destare la riflessione della Corte.
La Motivazione della Corte
L’analisi dei proventi mostra come i contributi di gestione, pari a euro 13.767.460, incidano sul totale per il 71,96 per cento, in crescita rispetto al 63,95 per cento del 2022. Le entrate proprie – biglietteria, incassi, altri ricavi e altri contributi – scendono contestualmente dal 36,05 al 28,04 per cento. La biglietteria si attesta su euro 1.626.693, con una contrazione del 23,71 per cento, coerente con il calo dei visitatori.
La Corte ne trae una conclusione netta: la sostenibilità economica dell’ente continua a evidenziare una condizione di indispensabilità delle erogazioni pubbliche, cui si aggiunge il contributo di Ales Spa. I fabbisogni della gestione caratteristica restano assicurati in gran parte da risorse statali, con la conseguenza che l’attività è condizionata dal mantenimento della loro entità e dai tempi dell’effettiva erogazione. L’esame dei flussi di cassa conferma tale dipendenza.
Sul versante dei costi, si registra una riduzione complessiva del 6,67 per cento, con i costi per servizi a euro 13.666.935 e i costi per il personale in aumento del 24,97 per cento, per effetto delle stabilizzazioni e della maggiore consistenza dell’organico, salito a 65 unità effettive su 76 previste. La Corte sottolinea che, sommando gli altri costi del personale e le consulenze, il costo complessivo del personale sale a euro 4.461.849, con incidenza sul totale dei costi al 23,38 per cento.
Il patrimonio netto cresce a euro 21.307.733 e le disponibilità liquide aumentano del 24,98 per cento, ma la Corte avverte che il deliberato incremento della pianta organica, il progetto Grande MAXXI e la crescita dei costi della sede aquilana non sono sostenibili nel medio-lungo periodo senza un adeguato e crescente apporto di risorse. Il richiamo a incrementare la soglia delle entrate proprie è, dunque, il cuore del monito.
Nota della Redazione
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