Reato continuato e disegno criminoso unitario divieto di scelta di vita (Cass. pen. Sez. I n. 30519 del 10.09.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il riconoscimento della continuazione ai sensi dell’art. 81, comma secondo, cod. pen. postula una rappresentazione unitaria delle condotte criminose sin dal momento ideativo, almeno nelle linee essenziali. Non integra il disegno criminoso unitario la ricaduta nel reato, l’abitualità a delinquere o un finalismo generico di profitto, che esprimono una scelta di vita e non l’unicità di ideazione richiesta dalla norma. Il giudice di merito deve accertare, attraverso un concreto esame di tempi e modalità dei singoli episodi, l’esistenza di indici rivelatori della preordinazione unitaria: ridotta distanza cronologica, modalità della condotta, omogeneità del bene tutelato, causale e condizioni di tempo e luogo. Un consistente intervallo temporale tra un episodio e il successivo è indice logico di autonome risoluzioni criminose, salvo che sia ravvisabile una chiara ragione giustificatrice di un’attuazione frazionata di un fine specifico.

Il Fatto

Un condannato, con istanza al giudice dell’esecuzione, aveva chiesto di applicare la continuazione tra i reati oggetto di numerose sentenze di condanna — bancarotta, falso, associazione a delinquere, truffa e tentata estorsione — commessi in un arco pluriennale, tra alcune delle quali era già stata riconosciuta la continuazione. La Corte di Appello di Torino, in funzione di giudice dell’esecuzione, ha rigettato l’istanza con ordinanza del 26 marzo 2025.

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento deducendo l’erroneità della declaratoria di inammissibilità relativa a due gruppi di sentenze, il mancato riconoscimento della continuazione tra tutti i fatti e l’omessa pronuncia sulle richieste subordinate.

La Motivazione della Corte

La Corte muove dalla funzione dell’istituto: il trattamento più mite rispetto al cumulo materiale si giustifica solo in presenza di una rappresentazione unitaria delle condotte sin dall’ideazione, tale da escludere una successione di autonome risoluzioni criminose. Il caratteristico elemento intellettivo richiesto dall’art. 81, comma secondo, cod. pen. non può essere desunto dalla sola reiterazione delle condotte.

Riprendendo un consolidato orientamento — Sez. Un. n. 28659 del 2017, Sez. I n. 8513 del 2013, Sez. V n. 1766 del 2016 — la Corte indica gli indici rivelatori della preordinazione unitaria: ridotta distanza cronologica tra i fatti, concrete modalità della condotta, omogeneità del bene tutelato, apprezzamento della causale e delle condizioni di tempo e luogo. È sufficiente che alcuni di essi siano significativi. La nozione di continuazione, tuttavia, non richiede che ogni reato sia dettagliatamente progettato: basta una programmazione iniziale di una pluralità di condotte in vista di un unico fine, concreto e specifico, con eventuale riserva di adattamento alle evenienze.

Il punto decisivo è la distinzione tra finalismo generico e unicità del disegno. L’obiettivo di realizzare profitti illeciti attraverso una tendenziale dedizione al crimine non soddisfa l’elemento teleologico richiesto dalla norma, perché contraddirebbe la natura di istituto di favore, volto a mitigare il rigore del cumulo materiale verso chi abbia mostrato ridotta capacità criminale. Da ciò la Corte trae la conseguenza che un lungo intervallo temporale tra un episodio e il successivo è indice di autonome ideazioni.

Nel caso concreto il giudice dell’esecuzione si è conformato a tali principi. La motivazione, benché sintetica, valorizza la disomogeneità dei reati e l’arco temporale amplissimo, tale da implicare un disegno criminoso sorto circa ventotto anni prima degli ultimi fatti. La conclusione, secondo cui la pluralità di reati denota una scelta e uno stile di vita, non è manifestamente illogica. Anche sulle richieste subordinate — compresa quella dichiarata inammissibile ma decisa nel merito — la motivazione risulta sufficiente.

La Corte dichiara quindi il ricorso infondato e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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