Accusato di furto, truffa o ricettazione: cosa rischi e come difenderti
Il fermo dopo le casse del supermercato, il furto in abitazione che si processa anche senza querela, l’allaccio abusivo alla corrente trovato in casa, la spinta che trasforma il furto in rapina, la vendita online non consegnata, i soldi affidati e non restituiti, l’oggetto comprato che risulta rubato, i soldi passati sul tuo conto. Qui trovi le risposte alle domande che si fanno le persone accusate e i loro familiari, ognuna fondata sulle decisioni commentate su questo sito.
Parti dalla tua situazione
Sette blocchi di domande e una sezione su cosa fare subito. Ogni risposta cita le decisioni da cui deriva, tutte commentate su studiolegalescarlino.com.
Furto al supermercato, in casa o in un locale: cosa si rischia
Quando il furto è consumato, quando un luogo è privata dimora, quando serve la querela e cosa riduce la pena.
Mi hanno fermato dopo le casse del supermercato con merce non pagata: è solo un tentativo?
Il furto è consumato, e non tentato, quando la merce sottratta al pagamento supera la barriera delle casse, anche se tutto si è svolto sotto il controllo del personale di sorveglianza: conta che l’agente abbia avuto, anche per breve tempo, la piena, autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva (Cass. 33320/2025). Non bastano a fare un tentativo né il fatto che la refurtiva resti nella sfera di vigilanza della persona offesa con possibilità di pronto recupero, né la breve durata del possesso (Cass. 35373/2025), né l’osservazione a distanza della polizia, che non impedisce l’autonomo possesso prima del blocco (Cass. 34574/2025; Cass. 33344/2025).
La videosorveglianza non esclude l’aggravante dell’esposizione della cosa alla pubblica fede, perché non garantisce l’interruzione immediata dell’azione: la esclude solo una sorveglianza specificamente efficace nell’impedire la sottrazione (Cass. 34389/2025; Cass. 35508/2025).
- Oltre le casse il furto è consumato (Cass. 33320/2025)
- Consumato anche se il bene resta sotto vigilanza (Cass. 35373/2025)
- Osservazione della polizia: niente tentativo (Cass. 34574/2025)
- Inseguito e bloccato: furto consumato (Cass. 33344/2025)
- La videosorveglianza non esclude l’aggravante (Cass. 34389/2025)
- Supermercato e pubblica fede (Cass. 35508/2025)
Mi accusano di furto in abitazione: cosa rischio? Serve la querela del derubato?
Il furto in abitazione resta procedibile d’ufficio: non occorre la querela di chi lo ha subito perché il processo inizi e prosegua (Corte cost. 130/2026). Il minimo di quattro anni di reclusione è stato ritenuto compatibile con la Costituzione anche quando la refurtiva ha un valore molto basso (Corte cost. 105/2026), e per questo reato non è configurabile un’ipotesi attenuata di lieve entità (Cass. 34611/2025). Anche il furto nelle parti comuni di un condominio, come l’androne, resta furto in abitazione (Corte cost. 193/2025).
Decisiva è la nozione di privata dimora: servono lo svolgimento riservato di atti della vita privata, un rapporto non occasionale con il luogo e la non accessibilità da parte di terzi senza consenso; possono rientrarvi uffici commerciali non aperti al pubblico e zone riservate di edifici (Cass. 35352/2025; Cass. 33322/2025), e il box pertinenza dell’abitazione alle stesse condizioni (Cass. 34591/2025). Un magazzino destinato al lavoro, senza atti di vita privata, non lo è: il fatto diventa furto aggravato, divenuto procedibile a querela, e senza querela la condanna va annullata (Cass. 33252/2025).
- Furto in abitazione procedibile d’ufficio (Corte cost. 130/2026)
- Legittimo il minimo di quattro anni (Corte cost. 105/2026)
- Nessuna lieve entità per il furto in abitazione (Cass. 34611/2025)
- Androne condominiale e furto in abitazione (Corte cost. 193/2025)
- Quando un luogo è privata dimora (Cass. 35352/2025)
- Zone riservate dei luoghi di lavoro (Cass. 33322/2025)
- Box pertinenza dell’abitazione (Cass. 34591/2025)
- Magazzino: furto aggravato a querela (Cass. 33252/2025)
Il negozio ha fatto solo una denuncia: basta per processarmi per furto aggravato?
Il furto aggravato è divenuto procedibile a querela per effetto della riforma del 2022 (Cass. 33252/2025), con eccezioni come il furto di cose destinate a pubblico servizio, di cui parliamo nella sezione sull’energia elettrica. La denuncia alla polizia non vale come querela se manca la manifestazione della volontà che il colpevole sia punito, e il difetto di querela va dichiarato subito, anche in appello e anche quando deriva da una modifica di legge sopravvenuta (Cass. 34798/2025).
Per un punto vendita può querelare anche il responsabile della sicurezza, che ha poteri di vigilanza e custodia sui beni (Cass. 33338/2025), e la legittimazione spetta anche a chi ha con la cosa una semplice relazione di fatto (Cass. 33967/2025). Sui termini della querela vedi la guida su querela e procedimento penale.
Ho preso cose di poco valore e le ho restituite: c’è uno sconto di pena?
L’attenuante del danno di speciale tenuità (art. 62, n. 4, c.p.) si applica al furto, ma non dipende dal solo valore del bene: serve una valutazione complessiva dell’offensività, delle modalità della condotta e del suo disvalore (Cass. 34708/2025). Si guarda al momento della consumazione, per cui la restituzione della refurtiva non conta; e l’attenuante della riparazione (art. 62, n. 6) richiede un risarcimento totale ed effettivo prima del giudizio, non la sola restituzione (Cass. 35381/2025). Pesano anche i pregiudizi ulteriori, come la serratura danneggiata (Cass. 34591/2025).
Chi aiuta a individuare i complici o chi ha ricevuto la refurtiva può ottenere l’attenuante dell’art. 625-bis, purché il contributo sia significativo e contenuto in atti utilizzabili (Cass. 33339/2025); la Corte costituzionale ha consentito di farla prevalere anche sulla recidiva reiterata (Corte cost. 56/2025).
- Speciale tenuità: non solo il valore (Cass. 34708/2025)
- La restituzione non basta per le attenuanti (Cass. 35381/2025)
- Anche la serratura rotta pesa sul danno (Cass. 34591/2025)
- Collaborazione: serve un contributo utilizzabile (Cass. 33339/2025)
- Collaborazione e recidiva nel furto in casa (Corte cost. 56/2025)
Accusato di furto?
Inviami verbale di arresto o denuncia, eventuale querela e capo d’imputazione: in 48 ore sai se il fatto è consumato o tentato, se serve la querela e quali attenuanti puoi chiedere. La valutazione è gratuita.
Allaccio abusivo e furto di energia elettrica
Un’accusa frequente per chi abita una casa con il contatore manomesso o collegato alla rete senza contratto.
In casa c’era già un allaccio abusivo fatto da altri: rispondo io del furto di corrente?
Sì, se lo usi consapevolmente. Risponde di furto di energia elettrica chi si avvale consapevolmente dell’allaccio abusivo, anche realizzato da terzi, quando risulta che ha fruito dell’energia senza contratto e senza pagarla (Cass. 34629/2025). Non serve la prova di chi ha fatto materialmente la manomissione: basta la fruizione illecita (Cass. 35536/2025). Consapevolezza e uso protratto integrano il concorso nel reato, non una responsabilità di posizione (Cass. 35533/2025).
Lo stato di necessità non giustifica il fatto quando la difficoltà economica è perdurante e il bisogno può essere fronteggiato con forme di assistenza pubblica (Cass. 34605/2025).
Per il furto di corrente serve la querela? Quali aggravanti mi possono contestare?
No, quando l’energia è sottratta alla rete: è un bene destinato a pubblico servizio, il furto è aggravato (art. 625, n. 7, c.p.) e resta procedibile d’ufficio nonostante le modifiche normative (Cass. 35370/2025; Cass. 33873/2025). L’aggravante vale sia per l’allaccio abusivo alla rete sia per la manomissione del contatore (Cass. 35426/2025), anche se la linea a cui ci si è collegati era a sua volta abusiva (Cass. 34605/2025), e può essere contestata in fatto, senza formule espresse (Cass. 35516/2025; Cass. 34703/2025).
L’allaccio abusivo all’impianto si realizza necessariamente con violenza sulle cose, che è un’ulteriore aggravante (Cass. 35357/2025).
- Procedibile d’ufficio per il pubblico servizio (Cass. 35370/2025)
- Aggravante del pubblico servizio (Cass. 33873/2025)
- Anche la manomissione del contatore (Cass. 35426/2025)
- Aggravante contestabile in fatto (Cass. 35516/2025)
- Contestazione senza formule espresse (Cass. 34703/2025)
- Allaccio abusivo e violenza sulle cose (Cass. 35357/2025)
Contestato un allaccio abusivo?
Inviami il verbale del gestore o della polizia e il capo d’imputazione: in 48 ore sai se si può contestare la tua consapevolezza e quali aggravanti reggono. La valutazione è gratuita.
Rapina, rapina impropria ed estorsione
Quando una spinta per scappare trasforma il furto in rapina, e quando una pretesa di denaro diventa estorsione.
Ho preso della merce e ho spinto il commesso per scappare: è furto o rapina?
È rapina impropria: il reato è consumato quando la violenza o la minaccia arrivano subito dopo la sottrazione per assicurarsi il possesso della cosa o l’impunità, anche se l’autore non è riuscito a impossessarsene (Corte cost. 45/2026; Cass. 34225/2025). Nel caso esaminato dalla Corte costituzionale si trattava di generi alimentari per 51,96 euro portati via da un supermercato. Non serve la contestualità: basta che tra sottrazione e violenza non si interrompa l’unitarietà dell’azione, e la violenza può avvenire anche in luogo diverso e contro una persona diversa dal derubato (Cass. 33667/2025).
Quando la colluttazione si protrae ed è strettamente connessa alla sottrazione, la richiesta di riqualificare il fatto come furto è manifestamente infondata (Cass. 36039/2025).
La rapina è stata di poco conto: esiste un’attenuante per la lieve entità?
Sì. L’attenuante del fatto di lieve entità nella rapina, introdotta dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 86 del 2024, richiede una valutazione complessiva di natura, specie, mezzi, modalità e circostanze dell’azione, o della particolare tenuità del danno o del pericolo, e non coincide con l’attenuante comune del danno di speciale tenuità (Cass. 36593/2025). Il giudice dell’esecuzione che ridetermina la pena deve valutare in concreto l’offensività con quegli indici, senza fondarsi sulla sola condizione di recidivo (Cass. 36639/2025).
La Corte costituzionale ha poi consentito di far prevalere la lieve entità sulla recidiva reiterata (Corte cost. 117/2025) e il vizio parziale di mente sull’aggravante della rapina a chi ha appena prelevato allo sportello (Corte cost. 130/2025); ha invece mantenuto il divieto di prevalenza delle attenuanti sull’aggravante della rapina commessa su un mezzo di trasporto pubblico (Corte cost. 3/2026).
- Lieve entità nella rapina: valutazione complessiva (Cass. 36593/2025)
- Rideterminazione in esecuzione (Cass. 36639/2025)
- Lieve entità prevalente sulla recidiva (Corte cost. 117/2025)
- Rapina allo sportello e vizio parziale di mente (Corte cost. 130/2025)
- Rapina su un mezzo pubblico (Corte cost. 3/2026)
Volevo solo riavere soldi che mi spettavano: è estorsione o esercizio arbitrario delle proprie ragioni?
La differenza sta nell’elemento soggettivo: nell’esercizio arbitrario si agisce nella ragionevole opinione di esercitare un diritto che spetta giuridicamente; nella rapina si persegue un profitto sapendo che la pretesa non compete e non è azionabile. Per questo risponde di rapina chi si impossessa con violenza di un bene diverso da quello oggetto della pretesa (Cass. 33690/2025). L’esercizio arbitrario presuppone una pretesa azionabile in giudizio: se il credito è privo di qualsiasi base legale, il fatto non si riqualifica (Cass. 34217/2025).
È tentata estorsione, e non esercizio arbitrario, la minaccia rivolta a un terzo estraneo al rapporto per ottenere il pagamento del debito (Cass. 34321/2025). Per la tentata estorsione non aggravata la Corte costituzionale ha ammesso la non punibilità per particolare tenuità del fatto (Corte cost. 44/2026).
Accusa di rapina o estorsione?
Inviami l’ordinanza o il capo d’imputazione e gli atti disponibili: in 48 ore sai se il fatto può essere riqualificato e quali attenuanti puoi chiedere. La valutazione è gratuita.
Truffa, anche online: quando l’affare andato male diventa reato
Il confine tra truffa e inadempimento civile, la querela e i casi più frequenti.
Ho venduto un oggetto online, ho incassato e non l’ho spedito: è truffa o solo inadempimento?
Integra la truffa contrattuale chi mette in vendita un bene su un sito internet e, incassato il prezzo, non lo consegna, essendosi falsamente presentato come venditore solo per indurre al pagamento; può rispondere in concorso anche l’intestatario della carta su cui è stato accreditato il prezzo (Cass. 34820/2025). Nei contratti a esecuzione istantanea, però, la truffa c’è solo se artifizi e raggiri sono usati nella trattativa e conclusione del contratto; dopo, la condotta fraudolenta rileva solo se provoca un’ulteriore attività dispositiva della vittima (Cass. 39766/2025).
La sola violazione della buona fede o di un obbligo di informazione civilistico non basta: serve un quid pluris di fraudolenza, e il silenzio del contraente resta mero inadempimento civile se mancano elementi di fraudolenza collegati all’ingiusto profitto (Cass. 40705/2025).
Per la truffa online serve la querela? Se restituisco i soldi il processo si chiude?
La truffa commessa con strumenti informatici o telematici (art. 640, secondo comma, n. 2-ter, c.p.) è un’ipotesi per cui il legislatore ha ripristinato la procedibilità a querela; la regola più favorevole vale anche per i fatti commessi prima, e la remissione della querela estingue il reato (Cass. 35111/2025; Cass. 33821/2025). L’aggravante è in continuità con la precedente minorata difesa legata all’uso di strumenti telematici (Cass. 40686/2025).
Per l’insolvenza fraudolenta il reato si estingue se l’obbligazione è adempiuta per intero prima della condanna definitiva, anche dopo il primo o il secondo grado e finché non è deciso il ricorso per cassazione; il semplice risarcimento non basta (Cass. 34817/2025).
Sono passato al casello senza pagare, o ho comprato sapendo di non poter pagare: è truffa?
Passare al casello accodandosi a un veicolo che impegna regolarmente la corsia automatizzata, senza tessera e senza pagare il pedaggio, integra truffa e non insolvenza fraudolenta: il raggiro sta nel far apparire regolare il transito (Cass. 33721/2025). Per l’insolvenza fraudolenta, invece, il proposito di non pagare deve esistere fin dalla stipula e si può provare con argomenti induttivi seri e univoci, non con il solo inadempimento; conta anche il silenzio sul proprio stato di insolvenza (Cass. 40483/2025).
Ho continuato a prelevare la pensione di mio padre dopo la sua morte: è reato?
Sì, ma sulla qualificazione le decisioni del sito divergono. Per Cass. 40228/2025 chi, dopo il decesso del pensionato, continua a prelevare con la carta intestata al defunto le somme accreditate dall’INPS commette truffa aggravata, e non indebita percezione di erogazioni pubbliche: oltre al silenzio sulla morte rileva l’uso fraudolento della carta, che mantiene in errore l’ente.
Per Cass. 10935/2025, invece, su eredi, congiunti o delegati alla riscossione non grava alcun obbligo di comunicare il decesso all’INPS, perché gli obblighi di segnalazione spettano al Comune e agli organi preposti, e l’indebito trattenimento dei ratei maturati dopo la morte integra appropriazione indebita, non indebita percezione di erogazioni pubbliche. Sulla restituzione delle somme vedi la guida su eredità e successione.
Ero solo amministratore di nome della società: rispondo della truffa commessa da chi la gestiva?
Non automaticamente. L’amministratore di diritto non risponde della truffa commessa da chi gestisce di fatto la società per il solo fatto della carica: occorre verificare il suo concreto contributo materiale o morale alla falsa rappresentazione, e non bastano la posizione di garanzia o l’omessa vigilanza (Cass. 35587/2025).
Accusa di truffa?
Inviami contratto, messaggi, ricevute di pagamento e capo d’imputazione: in 48 ore sai se è truffa o inadempimento e se c’è una querela che può cadere. La valutazione è gratuita.
Soldi e beni affidati: appropriazione indebita o furto?
La qualificazione dipende dal potere che avevi sulla cosa.
Mi accusano di essermi tenuto soldi o beni che mi avevano affidato: è appropriazione indebita o furto?
Dipende dal possesso: c’è appropriazione indebita se l’agente aveva il potere di disporre della cosa in modo autonomo, fuori dalla vigilanza del proprietario; se aveva la sola detenzione senza autonomo potere dispositivo, è furto (Cass. 33305/2025). Così la dipendente autorizzata a operare sui conti aziendali che preleva somme per sé risponde di furto aggravato, perché la delega non le dà una signoria autonoma sulla provvista (Cass. 35204/2025).
Commette appropriazione indebita anche il mandatario, con o senza rappresentanza, che trattiene denaro o beni ricevuti, salvo un legittimo diritto di ritenzione (Cass. 33683/2025). Nel leasing non basta il mancato pagamento dei canoni: occorrono la richiesta di restituzione del concedente e il rifiuto ingiustificato di restituire il bene, comportandosi da proprietario (Cass. 35598/2025). Dopo la pronuncia della Corte costituzionale sulla pena dell’art. 646 c.p., la pena calcolata sul vecchio minimo di due anni è illegale e va rideterminata (Cass. 38657/2025).
Accusa di appropriazione indebita?
Inviami gli accordi, gli estratti conto e la contestazione: in 48 ore sai se il fatto regge e come può cambiare la qualificazione. La valutazione è gratuita.
Oggetti di provenienza illecita e soldi passati sul tuo conto
Ricettazione, incauto acquisto e riciclaggio: cosa deve provare l’accusa e cosa conviene spiegare.
Mi hanno trovato con un oggetto rubato che avevo comprato: rischio la ricettazione?
Risponde di ricettazione chi, trovato con la refurtiva senza prove univoche del suo coinvolgimento nel furto, non fornisce una spiegazione attendibile dell’origine di quella disponibilità: la mancanza di una giustificazione credibile prova la conoscenza della provenienza illecita (Cass. 37871/2025; Cass. 36873/2025). Questa regola non deroga all’onere della prova, perché è la stessa fattispecie a richiedere l’accertamento sulle modalità con cui si è avuta la cosa (Cass. 36873/2025).
La differenza con l’incauto acquisto (art. 712 c.p.) sta nell’elemento psicologico: nella ricettazione c’è la consapevolezza della provenienza delittuosa, o almeno la rappresentazione della sua concreta possibilità con accettazione del rischio; nell’incauto acquisto solo una mancanza di diligenza nel verificare l’origine del bene (Cass. 34175/2025). La riqualificazione in incauto acquisto è esclusa se il possesso del bene rubato resta privo di qualsiasi giustificazione (Cass. 35113/2025).
La cosa ricettata valeva poco: c’è un’attenuante?
L’attenuante della particolare tenuità del fatto (art. 648, quarto comma, c.p.) richiede una valutazione complessiva di modalità dell’azione, personalità dell’imputato e valore della cosa (Cass. 35614/2025). Il valore concorre solo in via sussidiaria: se non è esiguo l’attenuante va esclusa; se è modesto, si guardano gli altri parametri dell’art. 133 c.p. (Cass. 38467/2025). La escludono il rilevante disvalore della vicenda, il numero dei beni e il loro valore non irrisorio (Cass. 36824/2025).
Ho fatto passare dei soldi sul mio conto o sulla mia carta per un conoscente: rischio il riciclaggio?
Il riciclaggio è a forma libera: basta qualunque operazione che ostacoli, anche solo rendendolo difficile, l’accertamento della provenienza delittuosa del denaro, comprese operazioni tracciabili come accrediti su carte prepagate o trasferimenti tra conti diversamente intestati (Cass. 34968/2025; Cass. 37708/2025).
Va però provata la provenienza delittuosa: non bastano il possesso di denaro non giustificato o il carattere sospetto delle operazioni, e il giudice deve verificare che l’agente non abbia concorso nel reato presupposto (Cass. 36435/2025). L’impiego di denaro illecito nel gioco d’azzardo non è riciclaggio (Cass. 37760/2025).
Trovato con beni di dubbia provenienza?
Inviami il verbale di sequestro e quello che sai sull’acquisto o sui movimenti: in 48 ore sai se l’accusa regge e cosa conviene spiegare. La valutazione è gratuita.
Danneggiamento e prestiti a interesse: cosa si rischia
Quando serve la querela per il danneggiamento e quando un prestito tra privati diventa usura.
Ho danneggiato l’auto di un altro: serve la querela?
Il danneggiamento di un’auto parcheggiata sulla pubblica via è aggravato perché la cosa è esposta alla pubblica fede, non è stato depenalizzato e, dopo il d.lgs. 31/2024, è procedibile a querela: la querela ritualmente acquisita rende il fatto punibile (Cass. 40098/2025). Il danneggiamento di cose destinate a pubblico servizio resta invece procedibile d’ufficio, e la remissione di querela non lo estingue (Cass. 32908/2025).
Può querelare anche chi usa il bene a qualunque titolo, come il comodatario (Cass. 34487/2026). Per il danneggiamento la sospensione condizionale della pena è sempre subordinata all’eliminazione delle conseguenze dannose o, se il condannato non si oppone, a un’attività non retribuita a favore della collettività: la Corte costituzionale ha ritenuto infondati i dubbi su questa regola (Corte cost. 207/2025).
Ho prestato soldi a un conoscente chiedendo interessi alti: rischio l’accusa di usura?
L’usura si configura anche quando l’agente si limita ad accettare gli interessi usurari, chiunque abbia preso l’iniziativa del pagamento (Cass. 36569/2025), e la pattuizione può avvenire anche dopo il prestito, quando la persona offesa aderisce alla richiesta di ulteriori somme a titolo di interessi (Cass. 35408/2025). Il reato si consuma con i pagamenti, per cui la prescrizione decorre dall’ultimo (Cass. 34818/2025).
È usura anche assumere il debito altrui verso il creditore originario con la permuta di un bene di minor valore e farsi poi rilasciare cambiali per un importo superiore; non risponde invece chi si limita ad accompagnare il richiedente dal finanziatore, senza partecipare all’accordo (Cass. 34792/2025). Sui prestiti tra privati vedi la guida su soldi prestati e restituzioni.
Accusa di danneggiamento o di usura?
Inviami la querela o il capo d’imputazione e gli accordi presi: in 48 ore sai se si procede a querela, come può chiudersi il procedimento e cosa rischi. La valutazione è gratuita.
Cosa fare adesso, in quest’ordine
Raccogli i documenti
Verbale di arresto o di identificazione, denuncia o querela, verbali di sequestro, scontrini, contratti, messaggi e ricevute dei pagamenti, avviso di conclusione delle indagini.
Guarda la querela
La riforma ha esteso la querela a molti reati contro il patrimonio: verifica se c’è, se è valida e se può essere rimessa. Il furto in abitazione e il furto di energia dalla rete si procedono d’ufficio.
Scegli la difesa giusta
Riqualificazione del fatto (furto o appropriazione, ricettazione o incauto acquisto, truffa o inadempimento), attenuanti del danno e della collaborazione, tenuità del fatto, adempimento prima della condanna.
Valutazione gratuita del caso
Raccontami cosa è successo e allega gli atti. Entro 48 ore sai quale reato ti contestano davvero, se la querela regge e quali strade hai. Se procediamo, paghi solo se vinci: nessun anticipo, compenso solo con un risultato economico.
Le decisioni commentate sul tema
Ogni commento riporta massima, fatto, motivazione e il link al provvedimento ufficiale. Qui trovi tutte le decisioni commentate sul sito che riguardano questi temi. Nei gruppi più numerosi l’elenco si ferma alle 50 decisioni più recenti, più quelle citate nella guida. Elenco aggiornato al 18 ottobre 2026; l’archivio completo è nelle categorie Diritto penale, Codice penale e Codice di procedura penale.
Furto, anche in casa, al supermercato, di energia (50)
- Furto in magazzino non abitazione: esclusa l’aggravante e difetto di querela (Cass. pen. Sez. VII n. 33252 del 08.10.2025)
- Furto consumato se la merce supera le casse del supermercato (Cass. pen. Sez. VII n. 33320 del 08.10.2025)
- Furto in abitazione nei luoghi di lavoro riservati e attenuanti generiche (Cass. pen. Sez. VII n. 33322 del 08.10.2025)
- Querela per furto: legittimazione del responsabile della sicurezza e del procuratore speciale (Cass. pen. Sez. VII n. 33338 del 08.10.2025)
- Attenuante della collaborazione e dichiarazioni inutilizzabili nel furto aggravato (Cass. pen. Sez. VII n. 33339 del 08.10.2025)
- Furto consumato quando l’agente consegue l’autonoma disponibilità della refurtiva (Cass. pen. Sez. VII n. 33344 del 08.10.2025)
- Furto di energia elettrica e aggravante del pubblico servizio (Cass. pen. Sez. IV n. 33873 del 15.10.2025)
- Legittimazione a proporre querela per furto e detenzione qualificata del bene (Cass. pen. Sez. IV n. 33967 del 16.10.2025)
- Videosorveglianza non esclude aggravante furto su cosa esposta a pubblica fede (Cass. pen. Sez. VII n. 34389 del 22.10.2025)
- Pertinenza dell’abitazione e furto in box con effrazione (Cass. pen. Sez. VII n. 34591 del 23.10.2025)
- Furto di energia elettrica e aggravante della destinazione a pubblica utilità (Cass. pen. Sez. VII n. 34605 del 23.10.2025)
- Furto in abitazione, nessuna attenuante di lieve entità e diniego delle generiche (Cass. pen. Sez. VII n. 34611 del 23.10.2025)
- Furto di energia elettrica e recidiva: onere motivazionale del giudice di merito (Cass. pen. Sez. VII n. 34629 del 23.10.2025)
- Energia elettrica e aggravante del pubblico servizio nel furto (Cass. pen. Sez. IV n. 34703 del 24.10.2025)
- Furto, attenuante del danno di speciale tenuità e valutazione del danno criminale (Cass. pen. Sez. IV n. 34708 del 24.10.2025)
- Furto aggravato: denuncia non equivale a querela dopo il d.lgs. n. 150/2022 (Cass. pen. Sez. IV n. 34798 del 24.10.2025)
- Furto aggravato della dipendente autorizzata ad operare sui conti (Cass. pen. Sez. IV n. 35204 del 28.10.2025)
- Furto in abitazione negli uffici commerciali e diniego di rinnovazione in appello (Cass. pen. Sez. VII n. 35352 del 29.10.2025)
- Furto di energia elettrica aggravato: procedibilità d’ufficio e responsabilità del beneficiario (Cass. pen. Sez. VII n. 35370 del 29.10.2025)
- Furto consumato se la refurtiva resta nella sfera di vigilanza della vittima (Cass. pen. Sez. VII n. 35373 del 29.10.2025)
- Restituzione della refurtiva non integra le attenuanti del furto (Cass. pen. Sez. VII n. 35381 del 29.10.2025)
- Furto di energia elettrica e aggravante del pubblico servizio (Cass. pen. Sez. IV n. 35426 del 30.10.2025)
- Furto in supermercato, videosorveglianza non esclude l’aggravante della pubblica fede (Cass. pen. Sez. VII n. 35508 del 30.10.2025)
- Furto di energia elettrica e aggravante del pubblico servizio: contestazione per perifrasi (Cass. pen. Sez. VII n. 35516 del 30.10.2025)
- Furto di energia elettrica e concorso dell’occupante consapevole nell’allaccio abusivo (Cass. pen. Sez. VII n. 35533 del 30.10.2025)
- Furto di energia elettrica per abusivo allaccio con aggravanti (Cass. pen. Sez. VII n. 35536 del 30.10.2025)
- Furto in casa: chi collabora ha lo sconto anche se recidivo (Corte cost. n. 56/2025)
- Furto in abitazione: serve la querela? (Corte cost. n. 130/2026)
- Furto in abitazione: legittimo il minimo di quattro anni (Corte cost. ord. n. 105/2026)
- Minorata difesa e furto notturno: aggravante se il sonno ostacola la difesa (Cass. pen. Sez. VII n. 33331 del 08.10.2025)
- Furto in abitazione riqualificato in furto semplice per legittimo accesso autoritativo (Cass. pen. Sez. V n. 33854 del 15.10.2025)
- Aggravante dell’effrazione nel furto in abitazione comunicabile ai concorrenti (Cass. pen. Sez. IV n. 34068 del 17.10.2025)
- Prescrizione della sottrazione fraudolenta decorre dall’ultimo atto fraudolento (Cass. pen. Sez. III n. 34193 del 20.10.2025)
- Videosorveglianza non esclude l’aggravante del furto esposto alla fede pubblica (Cass. pen. Sez. VII n. 34604 del 23.10.2025)
- Furto aggravato e querela del detentore materiale del bene (Cass. pen. Sez. VII n. 34612 del 23.10.2025)
- Furto in abitazione e continuità normativa: il giudice deve riqualificare il fatto (Cass. pen. Sez. IV n. 34702 del 24.10.2025)
- Furto aggravato e assorbimento della contravvenzione per strumenti da scasso (Cass. pen. Sez. VII n. 35374 del 29.10.2025)
- Furto di carta di circolazione e attenuante del danno lievissimo (Cass. pen. Sez. VII n. 35385 del 29.10.2025)
- Legittimato al ricorso avverso sequestro probatorio è chi subisce sottrazione del bene (Cass. pen. Sez. II n. 35407 del 29.10.2025)
- Furto energia elettrica con aggravante pubblica fede legittimamente contestata (Cass. pen. Sez. VII n. 35553 del 30.10.2025)
- Furto di energia elettrica: ricorso inammissibile per motivi apparenti e pedissequi (Cass. pen. Sez. VII n. 35558 del 30.10.2025)
- Furto in abitazione configurabile anche per i beni nel giardino pertinenziale (Cass. pen. Sez. VII n. 35561 del 30.10.2025)
- Videosorveglianza e pubblica fede nel furto: aggravante non esclusa (Cass. pen. Sez. VII n. 35568 del 30.10.2025)
- Inammissibile il ricorso che chiede rivalutazione della prova sul concorso nel furto (Cass. pen. Sez. VII n. 35581 del 30.10.2025)
- Furto consumato anche se il bene resta nella sfera di vigilanza della (Cass. pen. Sez. VII n. 35582 del 30.10.2025)
- Nullità per diversità del fatto nel furto di energia ex art 522 (Cass. pen. Sez. IV n. 35897 del 04.11.2025)
- Prova del DNA piena e condanna per furto pluriaggravato (Cass. pen. Sez. VII n. 35982 del 05.11.2025)
- Minorata difesa e anzianità delle vittime nel furto in abitazione (Cass. pen. Sez. VII n. 35983 del 05.11.2025)
- Ricorso apparente e furto di energia con allaccio abusivo di terzi (Cass. pen. Sez. VII n. 35985 del 05.11.2025)
- Testimonianza della persona offesa e tenuità del fatto nel furto (Cass. pen. Sez. VII n. 36002 del 05.11.2025)
Rapina, estorsione, esercizio arbitrario (50)
- Rapina impropria: immediatezza tra sottrazione e violenza non richiede contestualità (Cass. pen. Sez. II n. 33667 del 13.10.2025)
- Rapina ed esercizio arbitrario si distinguono per l’elemento soggettivo (Cass. pen. Sez. II n. 33690 del 13.10.2025)
- Rapina impropria consumata: basta la sottrazione, non serve l’impossessamento (Cass. pen. Sez. II n. 34225 del 20.10.2025)
- Estorsione, non esercizio arbitrario, se la pretesa è verso un terzo estraneo (Cass. pen. Sez. II n. 34321 del 21.10.2025)
- Furto di energia elettrica e aggravante della violenza sulle cose (Cass. pen. Sez. VII n. 35357 del 29.10.2025)
- Rapina impropria: la violenza successiva alla sottrazione non spezza l’unitarietà (Cass. pen. Sez. II n. 36039 del 05.11.2025)
- Rapina attenuata speciale: valutazione complessiva e non sovrapponibilità con attenuante comune (Cass. pen. Sez. I n. 36593 del 10.11.2025)
- Rapina lieve: il giudice dell’esecuzione valuta l’offensività concreta (Cass. pen. Sez. VII n. 36639 del 11.11.2025)
- Rapina lieve e recidiva: cade il divieto di prevalenza (Corte cost. n. 117/2025)
- Rapina al bancomat e vizio parziale di mente (Corte cost. n. 130/2025)
- Rapina impropria: reato consumato anche senza impossessamento (Corte cost. n. 45/2026)
- Rapina su un mezzo pubblico: perché la pena resta alta (Corte cost. n. 3/2026)
- Particolare tenuità del fatto anche per la tentata estorsione (Corte cost. n. 44/2026)
- Tentata rapina impropria e minaccia per assicurarsi l’impunità: rigetto (Cass. pen. Sez. II n. 33415 del 09.10.2025)
- Riforma in appello della assoluzione e motivazione rafforzata sulla rapina (Cass. pen. Sez. II n. 33678 del 13.10.2025)
- Rapina pluriaggravata e doppia conforme (Cass. pen. Sez. II n. 33723 del 14.10.2025)
- Rapina configurabile anche se il bene è sottratto per uso momentaneo (Cass. pen. Sez. II n. 33725 del 14.10.2025)
- Inammissibili i ricorsi contro la doppia conforme su rapina e prelievo indebito (Cass. pen. Sez. II n. 33729 del 14.10.2025)
- Inammissibile ricorso avverso ordinanza riesame su custodia in carcere per estorsione aggravata (Cass. pen. Sez. II n. 33810 del 15.10.2025)
- Rapina impropria, attenuanti generiche e speciale tenuità del danno (Cass. pen. Sez. II n. 34172 del 17.10.2025)
- Estorsione aggravata per recupero coattivo di manodopera stornata (Cass. pen. Sez. II n. 34477 del 22.10.2025)
- Estorsione sul posto di lavoro e consumazione anticipata della minaccia (Cass. pen. Sez. II n. 34478 del 22.10.2025)
- Rapina pluriaggravata e minorata difesa: inammissibili i motivi sulla rivalutazione delle prove (Cass. pen. Sez. II n. 34656 del 23.10.2025)
- Rapina impropria consumata e aggravante dell’arma: obbligo di motivazione (Cass. pen. Sez. II n. 34816 del 27.10.2025)
- Lieve entità della rapina impropria è quaestio facti insindacabile in Cassazione (Cass. pen. Sez. VII n. 34878 del 27.10.2025)
- Estorsione consumata per imposizione di rapporto negoziale (Cass. pen. Sez. VII n. 34894 del 27.10.2025)
- Annullata ordinanza del riesame su associazione, falso e tentata estorsione (Cass. pen. Sez. V n. 34944 del 27.10.2025)
- Messa alla prova del minore e concorso morale nella rapina aggravata (Cass. pen. Sez. II n. 34967 del 27.10.2025)
- Ricorso generico e rapina impropria: inammissibilità per motivi non specifici (Cass. pen. Sez. VII n. 35285 del 29.10.2025)
- Concorso morale nell’estorsione aggravata: la presenza intimidatoria rafforza il proposito criminoso (Cass. pen. Sez. V n. 35412 del 29.10.2025)
- Motivazione apparente del riesame sugli assorbimenti e insufficienza indiziaria per estorsione (Cass. pen. Sez. V n. 35608 del 30.10.2025)
- Rapina aggravata e motivo dell’agire: dolo e movente restano distinti (Cass. pen. Sez. II n. 36043 del 05.11.2025)
- Concorso nella rapina per agevolazione e obbligo di motivazione sulla recidiva (Cass. pen. Sez. II n. 36285 del 07.11.2025)
- Il danneggiamento con violenza assorbe le percosse (Cass. pen. Sez. II n. 36556 del 10.11.2025)
- Aggravante delle più persone riunite ed estorsione: necessaria la qualifica di concorrente (Cass. pen. Sez. II n. 36558 del 10.11.2025)
- Estorsione aggravata, prescrizione e regime previgente alla legge Cirielli (Cass. pen. Sez. VII n. 36783 del 12.11.2025)
- Estorsione e illecita concorrenza concorrono se la violenza colpisce l’imprenditore (Cass. pen. Sez. VII n. 36827 del 12.11.2025)
- Rapina impropria consumata e motivi nuovi non devoluti in appello (Cass. pen. Sez. VII n. 36855 del 12.11.2025)
- Manifestamente infondato il ricorso sui vizi di motivazione e sulla rapina (Cass. pen. Sez. VII n. 36867 del 12.11.2025)
- Attenuanti generiche e rapina: diniego non sindacabile in cassazione (Cass. pen. Sez. VII n. 36868 del 12.11.2025)
- Lieve entità dell’estorsione e rideterminazione della pena in executivis (Cass. pen. Sez. I n. 37094 del 13.11.2025)
- Rapina e attenuanti: danno speciale tenuità e collaborazione richiedono individuazione del correo (Cass. pen. Sez. VII n. 37651 del 18.11.2025)
- Rapina e furto con strappo: la violenza sulla cosa aderente al corpo (Cass. pen. Sez. II n. 38151 del 24.11.2025)
- Frode assicurativa e recupero violento del provento illecito integrano estorsione (Cass. pen. Sez. II n. 38175 del 24.11.2025)
- Rapina impropria e immediatezza della violenza: annullato il diniego dei benefici (Cass. pen. Sez. II n. 38243 del 25.11.2025)
- Rapina impropria consumata con mera sottrazione e querela del detentore (Cass. pen. Sez. II n. 38309 del 26.11.2025)
- Rapina aggravata ostativa alle pene sostitutive (Cass. pen. Sez. VII n. 38464 del 27.11.2025)
- Esercizio arbitrario e mandato illecito nell’estorsione con caparra confirmatoria (Cass. pen. Sez. II n. 38755 del 01.12.2025)
- Sequestro di persona concorre con rapina se eccede il tempo necessario (Cass. pen. Sez. II n. 38766 del 01.12.2025)
- Furto che trascende in rapina impropria tentata e concorso anomalo (Cass. pen. Sez. II n. 38767 del 01.12.2025)
Truffa, frode informatica, carte di pagamento (50)
- Pedaggio non pagato al casello: è truffa e non insolvenza fraudolenta (Cass. pen. Sez. II n. 33721 del 14.10.2025)
- Truffa aggravata telematica e remissione di querela: reato estinto (Cass. pen. Sez. II n. 33821 del 15.10.2025)
- Insolvenza fraudolenta estinta dall’adempimento prima della condanna definitiva (Cass. pen. Sez. II n. 34817 del 27.10.2025)
- Truffa contrattuale online e concorso dell’intestatario della carta Postepay (Cass. pen. Sez. II n. 34820 del 27.10.2025)
- Truffa telematica aggravata: procedibilità a querela e remissione estintiva (Cass. pen. Sez. VII n. 35111 del 28.10.2025)
- Truffa contrattuale esclusa se gli artifizi seguono la stipula (Cass. pen. Sez. II n. 39766 del 10.12.2025)
- Truffa aggravata Inps per prelievi post mortem: silenzio e uso della carta (Cass. pen. Sez. II n. 40228 del 15.12.2025)
- Reato di insolvenza fraudolenta e prova del preordinato proposito (Cass. pen. Sez. II n. 40483 del 16.12.2025)
- Truffa telematica e aggravante della minorata difesa: continuità normativa (Cass. pen. Sez. II n. 40686 del 17.12.2025)
- Truffa militare: il silenzio-inerzia non integra gli artifici e raggiri (Cass. pen. Sez. I n. 40705 del 17.12.2025)
- Truffa processuale: la delegazione di pagamento non esclude artifici e raggiri (Cass. pen. Sez. II n. 33727 del 14.10.2025)
- Truffa aggravata e fideiussioni false: autonomi episodi decettivi (Cass. pen. Sez. VII n. 35089 del 28.10.2025)
- Competenza territoriale per la truffa assicurativa nel luogo della sede legale (Cass. pen. Sez. I n. 35972 del 05.11.2025)
- Inammissibile il ricorso sulla truffa se reitera i motivi d’appello (Cass. pen. Sez. VII n. 36805 del 12.11.2025)
- Truffa, dolo desumibile dalle modalità esecutive e ricorso inammissibile (Cass. pen. Sez. VII n. 36812 del 12.11.2025)
- Minorata difesa per truffa online: il differimento va chiesto subito (Cass. pen. Sez. II n. 37119 del 13.11.2025)
- Truffa contrattuale e inadempimento: la distinzione resta riservata al giudice del merito (Cass. pen. Sez. VII n. 37152 del 13.11.2025)
- Superbonus, credito fittizio e contrasto sul momento consumativo della truffa (Cass. pen. Sez. II n. 37421 del 17.11.2025)
- Truffa sui certificati bianchi: consumazione alla monetizzazione dei TEE (Cass. pen. Sez. II n. 38174 del 24.11.2025)
- Sostituzione di persona e attivazione fraudolenta di utenza telefonica (Cass. pen. Sez. V n. 38404 del 26.11.2025)
- Inammissibile il ricorso che sollecita una rivalutazione delle prove sulla truffa contrattuale (Cass. pen. Sez. II n. 39144 del 03.12.2025)
- Truffa lieve: l’età della vittima va valutata al momento del fatto (Cass. pen. Sez. II n. 39987 del 12.12.2025)
- Inammissibili i motivi in fatto sulla truffa e confermata la recidiva (Cass. pen. Sez. II n. 40077 del 12.12.2025)
- Truffa contrattuale on-line: il ricorso sui fatti è inammissibile (Cass. pen. Sez. VII n. 40317 del 16.12.2025)
- Truffa contrattuale, aggravante dell’abuso di prestazione d’opera e affidamento qualificato (Cass. pen. Sez. II n. 40682 del 17.12.2025)
- Truffa dell’avvocato per visti negati: silenzio malizioso sugli esiti incerti (Cass. pen. Sez. II n. 40736 del 18.12.2025)
- Truffa militare continuata: prova della falsa attestazione di servizio e giurisdizione (Cass. pen. Sez. I n. 34122 del 22.09.2026)
- Falso ideologico del medico e truffa: esclusa la particolare tenuità (Cass. pen. Sez. V n. 40760 del 18.12.2025)
- Truffa online provata da serialità e irreperibilità dopo il pagamento (Cass. pen. Sez. V n. 34299 del 23.09.2026)
- Sostituzione di persona e falsità documentale concorrono materialmente se condotte distinte (Cass. pen. Sez. V n. 34297 del 23.09.2026)
- Remissione di querela e truffa on-line: annullamento senza rinvio della sentenza (Cass. pen. Sez. II n. 41021 del 19.12.2025)
- Ne bis in idem e truffa (Cass. pen. Sez. II n. 41025 del 19.12.2025)
- Truffa aggravata per timore di pericolo immaginario procedibile d’ufficio (Cass. pen. Sez. II n. 41027 del 19.12.2025)
- Associazione per delinquere finalizzata a truffe on line (Cass. pen. Sez. II n. 41033 del 19.12.2025)
- Silenzio malizioso del medico sulla libera professione integra la truffa (Cass. pen. Sez. II n. 41140 del 22.12.2025)
- Accesso abusivo e frode informatica: concorso morale desumibile dalla prova logica (Cass. pen. Sez. II n. 41141 del 22.12.2025)
- Truffa, inammissibile il motivo sulla particolare tenuità non dedotto in appello (Cass. pen. Sez. VII n. 35266 del 02.10.2026)
- Ricorso del P.M. avverso assoluzione per sostituzione di persona è inammissibile (Cass. pen. Sez. V n. 35391 del 05.10.2026)
- La rinuncia alla domanda civile non preclude la querela per truffa assicurativa (Cass. pen. Sez. II n. 41153 del 22.12.2025)
- Raggruppo contrattuale atipico e truffa per induzione alla prestazione (Cass. pen. Sez. II n. 41157 del 22.12.2025)
- Truffa a consumazione prolungata e pluralità di condotte decettive autonome (Cass. pen. Sez. II n. 41733 del 30.12.2025)
- Truffa, il percettore del profitto è presunto autore salvo prova contraria (Cass. pen. Sez. II n. 41812 del 30.12.2025)
- Insolvenza fraudolenta e silenzio sullo stato di crisi: no alla riformulazione dell’accusa (Cass. pen. Sez. II n. 41847 del 31.12.2025)
- Truffa con assegno bancario: competenza nel luogo della banca trattaria (Cass. pen. Sez. II n. 30350 del 05.09.2025)
- NASpI e assunzioni fittizie: truffa aggravata e non indebita percezione (Cass. pen. Sez. F n. 30485 del 10.09.2025)
- Nessuna truffa se il profitto coincide con l’evasione fiscale (Cass. pen. Sez. II n. 30538 del 11.09.2025)
- Truffa militare: motivazione rafforzata non dovuta se l’assoluzione è generica (Cass. pen. Sez. I n. 30629 del 12.09.2025)
- Truffa: decisiva l’intestazione di conto e utenza utilizzati (Cass. pen. Sez. VII n. 31209 del 17.09.2025)
- Truffa aggravata: prescrizione maturata dopo la sentenza d’appello (Cass. pen. Sez. VII n. 31228 del 17.09.2025)
- Inammissibile il ricorso sulla frode informatica per motivi generici e recidiva (Cass. pen. Sez. VII n. 31389 del 19.09.2025)
Appropriazione indebita (50)
- Furto in abitazione e appropriazione indebita: distinzione in cassazione (Cass. pen. Sez. VII n. 33305 del 08.10.2025)
- Appropriazione indebita del mediatore e legittimazione della proprietaria alla querela (Cass. pen. Sez. II n. 33683 del 13.10.2025)
- Furto consumato se la polizia osserva a distanza senza impedire il possesso (Cass. pen. Sez. VII n. 34574 del 23.10.2025)
- Amministratore formale non risponde automaticamente della truffa altrui (Cass. pen. Sez. II n. 35587 del 30.10.2025)
- Appropriazione indebita in leasing, consumazione e trattamento sanzionatorio (Cass. pen. Sez. II n. 35598 del 30.10.2025)
- Appropriazione indebita e illegalità della pena dopo la sentenza della Consulta (Cass. pen. Sez. II n. 38657 del 28.11.2025)
- Indebita riscossione di ratei pensionistici post mortem è appropriazione indebita non truffa (Cass. pen. Sez. VI n. 10935 del 19.03.2025)
- Furto nell’androne condominiale e furto in abitazione (Corte cost. n. 193/2025)
- Appropriazione indebita e critica alla sentenza: ricorso inammissibile se meramente reiterativo (Cass. pen. Sez. VII n. 35065 del 28.10.2025)
- Rifiuto del professionista di restituire i documenti al cliente integra appropriazione indebita (Cass. pen. Sez. II n. 39739 del 10.12.2025)
- Appropriazione indebita e illegalità della pena dopo la sentenza n. 46/2024 (Cass. pen. Sez. II n. 39980 del 11.12.2025)
- Appropriazione indebita dell’amministratore: prescrizione e obbligo di rideterminare il danno (Cass. pen. Sez. II n. 40229 del 15.12.2025)
- Rapina e altruità del bene: possesso rileva anche senza titolo (Cass. pen. Sez. II n. 40430 del 16.12.2025)
- Appropriazione indebita e vendita con riservato dominio: inammissibile il ricorso (Cass. pen. Sez. II n. 40466 del 16.12.2025)
- Appropriazione indebita di bene in leasing e competenza territoriale (Cass. pen. Sez. II n. 40963 del 19.12.2025)
- Sequestro probatorio e appropriazione indebita (Cass. pen. Sez. II n. 40987 del 19.12.2025)
- Appropriazione indebita riqualificata in appello e prescrizione dopo la legge Orlando (Cass. pen. Sez. II n. 41004 del 19.12.2025)
- Appropriazione indebita degli incassi dei parcometri e omessa pronuncia sul quantum (Cass. pen. Sez. II n. 32833 del 06.10.2025)
- Furto consumato anche se l’arresto segue il possesso della refurtiva (Cass. pen. Sez. VII n. 33339 del 11.09.2026)
- Temporaneità della querela e rifiuto di restituzione nell’appropriazione indebita (Cass. pen. Sez. VII n. 33486 del 14.09.2026)
- Appropriazione indebita: dolo di profitto e altruità dei beni non restituiti (Cass. pen. Sez. VII n. 33508 del 14.09.2026)
- Furto di energia elettrica: legittimazione dell’amministratore e concorso dell’utilizzatore (Cass. pen. Sez. VII n. 33760 del 17.09.2026)
- Appropriazione indebita del cointestatario di conto corrente e quote presunte uguali (Cass. pen. Sez. II n. 14480 del 14.04.2025)
- Possesso di fatto e legittimazione a querelare nel furto aggravato (Cass. pen. Sez. VII n. 14651 del 14.04.2025)
- Appropriazione indebita su conti cointestati e legittimazione del querelante (Cass. pen. Sez. II n. 15040 del 15.04.2025)
- Furto di energia elettrica mediante allaccio a valle del contatore condominiale (Cass. pen. Sez. V n. 15818 del 23.04.2025)
- Furto per cellulare con codice IMEI e non appropriazione di smarrito (Cass. pen. Sez. V n. 15903 del 24.04.2025)
- Appropriazione indebita di somme anticipate: difetta l’altruità del denaro (Cass. pen. Sez. 2 n. 16061 del 28.04.2025)
- Querela per appropriazione indebita e diritto del detentore qualificato (Cass. pen. Sez. II n. 16921 del 06.05.2025)
- Appropriazione indebita pena rideterminata dopo sentenza 46 del 2024 (Cass. pen. Sez. II n. 18714 del 19.05.2025)
- Rapina impropria consumata anche senza possesso della cosa sottratta (Cass. pen. Sez. VII n. 19517 del 26.05.2025)
- Sostituzione di persona e possesso di documenti falsi concorrono, non si assorbono (Cass. pen. Sez. VII n. 20453 del 03.06.2025)
- Possesso di carta d’identità con foto altrui e truffa a Poste Italiane (Cass. pen. Sez. VII n. 20860 del 04.06.2025)
- Rapina in cortile condominiale: motivazione carente sull’aggravante della privata dimora (Cass. pen. Sez. II n. 21879 del 10.06.2025)
- Rapina in scale condominiali: esclusa l’aggravante della privata dimora (Cass. pen. Sez. II n. 22048 del 11.06.2025)
- Illegale la pena per appropriazione indebita commisurata sul minimo edittale dichiarato incostituzionale (Cass. pen. Sez. II n. 22550 del 16.06.2025)
- Appropriazione indebita dell’amministratore di condominio e dolo specifico (Cass. pen. Sez. VII n. 24051 del 30.06.2025)
- Bonifico errato e appropriazione indebita depenalizzata: escluso il reato presupposto (Cass. pen. Sez. II n. 26024 del 15.07.2025)
- Appropriazione indebita della consulente contabile: motivazione e diniego di attenuanti generiche (Cass. pen. Sez. II n. 26043 del 16.07.2025)
- Lo smarrimento del telefono con IMEI configura furto non appropriazione (Cass. pen. Sez. II n. 26813 del 22.07.2025)
- Rapina impropria consumata anche senza conseguimento del possesso della refurtiva (Cass. pen. Sez. II n. 27468 del 25.07.2025)
- Cuoco non ha disponibilità delle derrate è furto non appropriazione indebita (Cass. pen. Sez. V n. 28525 del 04.08.2025)
- Querela dell’amministratore di condominio per appropriazione indebita senza autorizzazione assembleare (Cass. pen. Sez. II n. 29548 del 18.08.2025)
- Furto, legittimazione a querelarsi del possessore e discrezionalità della pena (Cass. pen. Sez. VII n. 29912 del 28.08.2025)
- Appropriazione indebita: avviso alla persona offesa non dovuto se già costituita (Cass. pen. Sez. II n. 10293 del 13.03.2025)
- Appropriazione indebita: la querela decorre dalla conoscenza della interversione del possesso (Cass. pen. Sez. II n. 10966 del 19.03.2025)
- Appropriazione indebita: pena base rideterminata dopo la sentenza n. 46/2024 (Cass. pen. Sez. II n. 12489 del 31.03.2025)
- Querela per truffa assicurativa: dies a quo dalla conoscenza dell’amministratore (Cass. pen. Sez. VII n. 12872 del 03.04.2025)
- Appropriazione indebita e prescrizione: ricorsi inammissibili e doglianze nuove (Cass. pen. Sez. VII n. 12885 del 03.04.2025)
- Decorrenza della querela per appropriazione indebita e diniego delle attenuanti generiche (Cass. pen. Sez. VII n. 12900 del 03.04.2025)
Ricettazione, riciclaggio, incauto acquisto (50)
- Ricettazione di prodotti contraffatti e distinzione dall’incauto acquisto (Cass. pen. Sez. II n. 34175 del 17.10.2025)
- Riciclaggio a forma libera anche con accrediti tracciabili su carta prepagata (Cass. pen. Sez. II n. 34968 del 27.10.2025)
- Ricettazione e mera svista sulle conclusioni di appello (Cass. pen. Sez. VII n. 35113 del 28.10.2025)
- Ricettazione, diniego delle attenuanti generiche e lieve entità (Cass. pen. Sez. VII n. 35614 del 30.10.2025)
- Riciclaggio: il delitto presupposto va individuato nella sua tipologia (Cass. pen. Sez. II n. 36435 del 07.11.2025)
- Ricettazione: tenuità esclusa da disvalore e danno patrimoniale (Cass. pen. Sez. VII n. 36824 del 12.11.2025)
- Ricettazione, dolo provato anche dalla omessa indicazione della provenienza (Cass. pen. Sez. VII n. 36873 del 12.11.2025)
- Riciclaggio e autoriciclaggio, sufficienza della condotta dissimulatoria non assoluta (Cass. pen. Sez. II n. 37708 del 19.11.2025)
- Impiego nel gioco d’azzardo non integra il riciclaggio (Cass. pen. Sez. II n. 37760 del 19.11.2025)
- Ricettazione: basta la mancata spiegazione attendibile sull’origine del bene (Cass. pen. Sez. II n. 37871 del 20.11.2025)
- Ricettazione, valore del bene non decisivo per la tenuità (Cass. pen. Sez. VII n. 38467 del 27.11.2025)
- Inammissibili i ricorsi su aggravante di pubblica fede e ricettazione (Cass. pen. Sez. VII n. 33335 del 08.10.2025)
- Riciclaggio e contraffazione del telaio: serve prova ulteriore del concorso (Cass. pen. Sez. II n. 33547 del 10.10.2025)
- Autoriciclaggio, onere di provare la provenienza del profitto trasferito (Cass. pen. Sez. II n. 33640 del 10.10.2025)
- Ricettazione e tenuità del fatto: richiesta tardiva in appello è inammissibile (Cass. pen. Sez. II n. 33689 del 13.10.2025)
- Ricettazione e prova del reato presupposto: ricorso inammissibile per rilettura nel merito (Cass. pen. Sez. II n. 33732 del 14.10.2025)
- Riciclaggio e sequestro: capo di imputazione del PM sufficiente per il fumus (Cass. pen. Sez. II n. 34212 del 20.10.2025)
- Riciclaggio configurabile anche con la sola falsa denuncia di smarrimento (Cass. pen. Sez. II n. 34320 del 21.10.2025)
- Ricettazione, onere di allegazione della prova documentale e prescrizione (Cass. pen. Sez. II n. 34472 del 22.10.2025)
- Ricettazione di assegni smarriti e successiva circolazione del titolo (Cass. pen. Sez. II n. 34823 del 27.10.2025)
- Autoriciclaggio e motivi nuovi in appello: limiti del petitum (Cass. pen. Sez. II n. 34970 del 27.10.2025)
- Sequestro probatorio e ricettazione: la mancata giustificazione non inverte l’onere probatorio (Cass. pen. Sez. II n. 35137 del 28.10.2025)
- Ricettazione, inammissibile il ricorso per vizi di motivazione reiterati (Cass. pen. Sez. VII n. 35267 del 29.10.2025)
- Riqualificazione da ricettazione a furto e divieto di reformatio in peius (Cass. pen. Sez. VII n. 35505 del 30.10.2025)
- Codetenzione di arma clandestina e concorso nella ricettazione (Cass. pen. Sez. I n. 35891 del 03.11.2025)
- Ricettazione, reato presupposto e prescrizione: dispositivo in appello interrompe il termine (Cass. pen. Sez. VII n. 36837 del 12.11.2025)
- Ricettazione e indebito uso di carta di pagamento concorrono, non sussiste specialità (Cass. pen. Sez. VII n. 36841 del 12.11.2025)
- Prescrizione ricettazione e incertezza sulla data di acquisizione dei beni (Cass. pen. Sez. VII n. 37136 del 13.11.2025)
- Testimoni di polizia giudiziaria e comportamenti concludenti nella ricettazione (Cass. pen. Sez. II n. 37227 del 14.11.2025)
- Connessione teleologica e competenza territoriale nell’autoriciclaggio (Cass. pen. Sez. II n. 37232 del 14.11.2025)
- Ricettazione e sequestro di denaro non giustificato desunti da indizi (Cass. pen. Sez. II n. 37408 del 17.11.2025)
- Ricettazione, prova del dolo e inammissibilità dei motivi nuovi in Cassazione (Cass. pen. Sez. VII n. 37653 del 18.11.2025)
- Ricettazione e falso documentale non assorbibili nel tentativo di truffa (Cass. pen. Sez. II n. 37835 del 20.11.2025)
- Ricettazione: disponibilità della refurtiva e onere di giustificazione (Cass. pen. Sez. II n. 37872 del 20.11.2025)
- Ricettazione accertata con congettura e non con massima di esperienza (Cass. pen. Sez. II n. 38003 del 24.11.2025)
- Ricettazione della sim-card e prova del reato presupposto (Cass. pen. Sez. II n. 38150 del 24.11.2025)
- Ricettazione e marchi contraffatti: no all’assoluzione per evidenza dell’innocenza (Cass. pen. Sez. II n. 38248 del 25.11.2025)
- Ricettazione provata per indizi e reformatio in peius nel giudizio di appello (Cass. pen. Sez. II n. 38455 del 27.11.2025)
- Ricettazione e contraffazione: valore del marchio e prescrizione (Cass. pen. Sez. VII n. 38466 del 27.11.2025)
- Ricettazione: onere probatorio e omessa giustificazione della provenienza (Cass. pen. Sez. VII n. 38479 del 27.11.2025)
- Ricettazione aggravata e prescrizione: inammissibile il ricorso (Cass. pen. Sez. VII n. 38480 del 27.11.2025)
- Sequestro probatorio e riciclaggio: onere di specificazione del reato presupposto (Cass. pen. Sez. II n. 38571 del 28.11.2025)
- Ricettazione e acquisto in nero: dolo provato dal possesso ingiustificato (Cass. pen. Sez. II n. 38655 del 28.11.2025)
- Riciclaggio: delitto presupposto accertabile in via incidentale e reato progressivo (Cass. pen. Sez. II n. 38763 del 01.12.2025)
- Ricettazione di anabolizzanti: il profitto può essere non patrimoniale (Cass. pen. Sez. VII n. 38958 del 02.12.2025)
- Ricettazione attenuata e prescrizione, rileva l’ipotesi base (Cass. pen. Sez. VII n. 38964 del 02.12.2025)
- Ricettazione all’estero e giurisdizione italiana se un frammento si realizza in Italia (Cass. pen. Sez. II n. 39177 del 04.12.2025)
- Continuazione e ricettazione di autovettura: serve prova del disegno criminoso (Cass. pen. Sez. VII n. 39651 del 10.12.2025)
- Ricettazione in concorso e ruolo dell’intermediario commerciale (Cass. pen. Sez. II n. 39802 del 10.12.2025)
- Riciclaggio di veicolo, mediazione non prova il concorso nell’alterazione (Cass. pen. Sez. II n. 39949 del 11.12.2025)
Danneggiamento (50)
- Danneggiamento su auto in pubblica via non depenalizzato (Cass. pen. Sez. II n. 40098 del 12.12.2025)
- Querela per danneggiamento e nullità per omessa citazione della persona offesa (Cass. pen. Sez. VII n. 34487 del 25.09.2026)
- Danneggiamento di cose destinate a pubblico servizio: procedibile d’ufficio, non a querela (Cass. pen. Sez. II n. 32908 del 06.10.2025)
- Danneggiamento e sospensione condizionale della pena (Corte cost. n. 207/2025)
- Danneggiamento di cose destinate a pubblico servizio è procedibile d’ufficio (Cass. pen. Sez. II n. 34964 del 27.10.2025)
- Incendio doloso e danneggiamento seguito da incendio si distinguono per l’elemento soggettivo (Cass. pen. Sez. I n. 35175 del 28.10.2025)
- Resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento concorrono, ricorso inammissibile (Cass. pen. Sez. VII n. 31185 del 17.09.2025)
- Danneggiamento aggravato in carcere e procedibilità d’ufficio dopo la riforma Cartabia (Cass. pen. Sez. II n. 32021 del 26.09.2025)
- Guida in stato di ebbrezza non prova dolo eventuale nel danneggiamento (Cass. pen. Sez. II n. 14479 del 14.04.2025)
- Danneggiamento seguito da incendio e pericolo concreto quale elemento costitutivo (Cass. pen. Sez. III n. 15745 del 22.04.2025)
- Custode di autovettura sequestrata: danneggiamento che rende il bene inservibile integra distruzione (Cass. pen. Sez. VI n. 16340 del 29.04.2025)
- Danneggiamento di cose destinate a pubblico servizio: procedibilità d’ufficio (Cass. pen. Sez. II n. 20994 del 05.06.2025)
- Danneggiamento di cose destinate a pubblico servizio è punibile d’ufficio (Cass. pen. Sez. II n. 20995 del 05.06.2025)
- Videosorveglianza e aggravante dell’esposizione alla pubblica fede nel danneggiamento (Cass. pen. Sez. II n. 21908 del 10.06.2025)
- Danneggiamento di beni in uffici pubblici procedibile d’ufficio (Cass. pen. Sez. II n. 22521 del 16.06.2025)
- Danneggiamento di cose esposte alla pubblica fede (Cass. pen. Sez. II n. 22556 del 16.06.2025)
- Danneggiamento di cosa esposta alla pubblica fede e querela da parte civile (Cass. pen. Sez. II n. 22827 del 17.06.2025)
- Danneggiamento cose esposte a pubblica fede procedibile a querela annullamento senza rinvio (Cass. pen. Sez. II n. 22829 del 17.06.2025)
- Remissione di querela estingue danneggiamento aggravato per fatto anteriore al d.lgs 31/2024 (Cass. pen. Sez. II n. 23120 del 20.06.2025)
- Incendio diffusivo esclude il danneggiamento seguito da incendio (Cass. pen. Sez. VII n. 24266 del 01.07.2025)
- Incendio e danneggiamento: il pericolo concreto decide la fattispecie (Cass. pen. Sez. VII n. 25842 del 15.07.2025)
- Danneggiamento in carcere procedibile d’ufficio se beni in uffici pubblici (Cass. pen. Sez. VI n. 26365 del 18.07.2025)
- Danneggiamento su cose destinate a pubblico servizio è procedibile d’ufficio (Cass. pen. Sez. II n. 26910 del 23.07.2025)
- Danneggiamento di cose destinate a pubblica reverenza e procedibilità d’ufficio (Cass. pen. Sez. II n. 27177 del 24.07.2025)
- Danneggiamento di cose esposte alla pubblica fede: sopravvenuta procedibilità a querela (Cass. pen. Sez. VI n. 27420 del 25.07.2025)
- Danneggiamento per incendio di sterpaglie: difetta l’altruità penalmente rilevante (Cass. pen. Sez. II n. 28509 del 04.08.2025)
- Danneggiamento aggravato e successione di leggi: prevale il regime a querela (Cass. pen. Sez. I n. 29420 del 11.08.2025)
- Danneggiamento aggravato: la recinzione esclude l’esposizione alla pubblica fede (Cass. pen. Sez. II n. 9614 del 10.03.2025)
- Danneggiamento aggravato su cose esposte alla pubblica fede e improcedibilità sopravvenuta per (Cass. pen. Sez. II n. 11484 del 21.03.2025)
- Incendio e danneggiamento seguito da incendio si distinguono per l’elemento psicologico (Cass. pen. Sez. I n. 33129 del 08.09.2026)
- Distinzione tra incendio e danneggiamento seguito da incendio in base al dolo (Cass. pen. Sez. VII n. 33320 del 10.09.2026)
- Inammissibile il ricorso sui reati informatici e di danneggiamento (Cass. pen. Sez. VII n. 12964 del 03.04.2025)
- Danneggiamento aggravato del braccialetto elettronico e destinazione a pubblico servizio (Cass. pen. Sez. VII n. 6476 del 17.02.2025)
- Simulazione di reato configurabile anche per denuncia di danneggiamento (Cass. pen. Sez. VI n. 6729 del 18.02.2025)
- Querela per danneggiamento spetta al conduttore delle parti comuni (Cass. pen. Sez. II n. 8101 del 27.02.2025)
- Danneggiamento di vetrina di bar e aggravante della pubblica fede (Cass. pen. Sez. VI n. 26234 del 13.07.2026)
- Danneggiamento aggravato: la presenza del dipendente esclude l’esposizione a pubblica fede (Cass. pen. Sez. II n. 26316 del 14.07.2026)
- Danneggiamento dopo la depenalizzazione resta fuori dalla competenza del Giudice di pace (Cass. pen. Sez. I n. 27293 del 20.07.2026)
- Dolo di danneggiamento e tenuità del fatto: inammissibile il ricorso (Cass. pen. Sez. VII n. 28137 del 24.07.2026)
- Danneggiamento e competenza del tribunale dopo la depenalizzazione (Cass. pen. Sez. I n. 29185 del 31.07.2026)
- Esclusa la causa di non punibilità per il danneggiamento con risarcimento coattivo (Cass. pen. Sez. VII n. 29892 del 06.08.2026)
- Danneggiamento a querela: applicabile ai fatti anteriori la nuova procedibilità (Cass. pen. Sez. II n. 1947 del 16.01.2025)
- Danneggiamento di bene pubblico: procedibilità d’ufficio, remissione irrilevante (Cass. pen. Sez. 2 n. 17957 del 19.05.2026)
- Configurabilità dell’incendio e dell’incendio tentato rispetto al danneggiamento seguito da incendio (Cass. pen. Sez. 1 n. 18602 del 22.05.2026)
- La legittimazione alla querela per danneggiamento prescinde dall’uso occasionale del bene (Cass. pen. Sez. 2 n. 18866 del 25.05.2026)
- Danneggiamento di bene destinato a pubblica utilità è procedibile d’ufficio (Cass. pen. Sez. II n. 21209 del 09.06.2026)
- Danneggiamento di bene destinato a pubblico servizio: procedibilità d’ufficio (Cass. pen. Sez. II n. 21676 del 11.06.2026)
- Legittima difesa putativa e danneggiamento aggravato: ricorso inammissibile (Cass. pen. Sez. VII n. 21746 del 12.06.2026)
- Mutamento di procedibilità del danneggiamento e querela già proposta (Cass. pen. Sez. VII n. 23290 del 24.06.2026)
- Danneggiamento di beni penitenziari e particolare tenuità non deducibile in Cassazione (Cass. pen. Sez. II n. 24041 del 30.06.2026)
Usura (50)
- Esercizio arbitrario delle proprie ragioni e credito inesistente: confine con l’usura (Cass. pen. Sez. II n. 34217 del 20.10.2025)
- Usura: la cessione del debito con sovraprezzo integra il dolo del cessionario (Cass. pen. Sez. II n. 34792 del 24.10.2025)
- Usura a consumazione prolungata: prescrizione dall’ultimo pagamento (Cass. pen. Sez. II n. 34818 del 27.10.2025)
- Usura a schema duplice e pattuizione di interessi in corso di rapporto (Cass. pen. Sez. II n. 35408 del 29.10.2025)
- Usura: motivi in fatto inammissibili e sufficienza dell’accettazione degli interessi (Cass. pen. Sez. II n. 36569 del 10.11.2025)
- Concorso nel reato di usura aggravata da stato di bisogno (Cass. pen. Sez. II n. 34322 del 21.10.2025)
- Usura, stato di bisogno e riqualificazione del fatto: ricorso inammissibile (Cass. pen. Sez. VII n. 34908 del 27.10.2025)
- Usura consumata con controllo di polizia e dichiarazioni della persona offesa (Cass. pen. Sez. II n. 37800 del 20.11.2025)
- Usura, attendibilità della persona offesa e principio di correlazione (Cass. pen. Sez. II n. 39808 del 10.12.2025)
- Usura: stato di bisogno desumibile dall’onerosità estrema degli interessi (Cass. pen. Sez. II n. 34270 del 23.09.2026)
- Revoca della sospensione condizionale e usura: rileva la condotta del singolo concorrente (Cass. pen. Sez. I n. 35467 del 06.10.2026)
- Usura a consumazione prolungata e prescrizione: irrilevante la conferma mnemonica dei testi (Cass. pen. Sez. II n. 32911 del 06.10.2025)
- Usura, recidiva e continuazione: oneri motivazionali del giudice di merito (Cass. pen. Sez. II n. 14169 del 10.04.2025)
- Usura: la pattuizione di interessi usurari basta a integrare il reato (Cass. pen. Sez. II n. 14378 del 11.04.2025)
- Usura aggravata, dichiarazioni della persona offesa e prescrizione (Cass. pen. Sez. II n. 14471 del 14.04.2025)
- Inammissibili i ricorsi su usura, estorsione e diniego di rinnovazione in appello (Cass. pen. Sez. VI n. 15099 del 16.04.2025)
- Usura a consumazione prolungata e concorso del terzo nella fase di riscossione (Cass. pen. Sez. II n. 17644 del 09.05.2025)
- Usura, aggravante e nesso con l’attività imprenditoriale della persona offesa (Cass. pen. Sez. II n. 18408 del 15.05.2025)
- Usura: stato di bisogno desumibile dalla misura degli interessi (Cass. pen. Sez. VI n. 21291 del 06.06.2025)
- Riciclaggio e concorso in usura senza prova del rafforzamento (Cass. pen. Sez. II n. 22825 del 17.06.2025)
- Riscossione di cambiali usurarie e distinzione tra usura ed estorsione (Cass. pen. Sez. II n. 22823 del 17.06.2025)
- Usura a consumazione prolungata: l’esattore concorre nel reato (Cass. pen. Sez. II n. 24109 del 30.06.2025)
- Usura: la prescrizione decorre dalla effettiva apprensione coattiva del credito (Cass. pen. Sez. II n. 26040 del 16.07.2025)
- Usura ed estorsione: inammissibile il ricorso che chiede rilettura delle prove (Cass. pen. Sez. II n. 26339 del 18.07.2025)
- Concorso nell’usura anche per chi interviene dopo il patto (Cass. pen. Sez. II n. 27129 del 24.07.2025)
- Usura aggravata: la mancata motivazione sullo stato di bisogno impone l’annullamento (Cass. pen. Sez. II n. 27167 del 24.07.2025)
- Usura: la dazione di interessi non pattuitui è punibile (Cass. pen. Sez. II n. 29508 del 14.08.2025)
- Usura e prescrizione: decorrenza dal momento consumativo sostanziale (Cass. pen. Sez. II n. 2817 del 23.01.2025)
- Usura a consumazione prolungata, prescrizione dall’ultima riscossione (Cass. pen. Sez. II n. 4771 del 05.02.2025)
- Usura, stato di bisogno e prescrizione dall’ultimo pagamento degli interessi (Cass. pen. Sez. VII n. 5965 del 13.02.2025)
- Usura ed estorsione: presenza sul luogo vale concorso morale (Cass. pen. Sez. II n. 7459 del 24.02.2025)
- Usura e tentata estorsione: minaccia per il patto usurario integra il reato (Cass. pen. Sez. II n. 9095 del 04.03.2025)
- Doppia conforme e vizi di motivazione: inammissibile il ricorso per usura (Cass. pen. Sez. II n. 26046 del 10.07.2026)
- Usura: irrilevante la durata del prestito se il tasso è abnorme (Cass. pen. Sez. VI n. 26256 del 14.07.2026)
- Usura aggravata: stato di bisogno desumibile dal saggio di interessi (Cass. pen. Sez. II n. 27606 del 22.07.2026)
- Usura a consumazione prolungata e concorso del terzo nel recupero del credito (Cass. pen. Sez. II n. 27886 del 23.07.2026)
- Ricorso inammissibile per difetto di specificità e censure nuove su usura (Cass. pen. Sez. II n. 28473 del 27.07.2026)
- Doppia conforme e concorso dell’intermediario nell’estorsione e nell’usura (Cass. pen. Sez. II n. 29187 del 31.07.2026)
- Attendibilità della persona offesa e aggravante delle più persone riunite in usura (Cass. pen. Sez. II n. 32106 del 27.08.2026)
- Usura, inammissibile il ricorso che ripropone le doglianze d’appello (Cass. pen. Sez. VII n. 32478 del 31.08.2026)
- Inammissibili i ricorsi per usura ed estorsione aggravata (Cass. pen. Sez. II n. 41 del 02.01.2025)
- Usura: prescrizione dall’ultimo pagamento e inammissibilità del ricorso (Cass. pen. Sez. VII n. 180 del 03.01.2025)
- Usura ed estorsione: consapevolezza del concorrente e stato di bisogno (Cass. pen. Sez. II n. 1776 del 15.01.2025)
- Usura ed estorsione concorrono per minacce alla riscossione usuraria (Cass. pen. Sez. 2 n. 17394 del 14.05.2026)
- Inammissibile il motivo nuovo in cassazione sulla continuazione usuraria (Cass. pen. Sez. II n. 20421 del 03.06.2026)
- Assoluzione in separato giudizio non inficia la prova dell’usura (Cass. pen. Sez. II n. 20477 del 03.06.2026)
- Usura configurabile anche se gli interessi usurari sono pattuiti dopo il prestito (Cass. pen. Sez. II n. 23602 del 25.06.2026)
- Usura a consumazione prolungata: prescrizione dall’ultima riscossione (Cass. pen. Sez. II n. 23822 del 26.06.2026)
- Usura aggravata: stato di bisogno e attività imprenditoriale della persona offesa (Cass. pen. Sez. II n. 25811 del 09.07.2026)
- Deposito cauzionale infruttifero escluso dal calcolo del tasso usurario (Cass. pen. Sez. 2 n. 2245 del 20.01.2026)
Guida pratica a cura dell’Avv. Danilo Scarlino. Aggiornata il 18 ottobre 2026.