Controllo concomitante e percorso autocorrettivo sul PREPAC (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 7 del 07.03.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo concomitante di cui all’art. 11 della legge n. 15/2009 e all’art. 22 del d.l. n. 76/2020 può concludersi con l’accertamento dell’avvio di un percorso autocorrettivo da parte dell’Amministrazione destinataria di una precedente deliberazione di irregolarità con raccomandazioni. Il Collegio è chiamato ad esprimersi su tale percorso, che resta discrezionalmente deciso dall’Amministrazione, anche nel senso di non darvi luogo e nel modo di articolarlo. Le misure autocorrettive non possono essere integrate da mere giustificazioni, anche documentate, volte a escludere le criticità già accertate. Un’irregolarità valutata non grave al momento dell’accertamento può divenire grave nel corso della gestione se non tempestivamente corretta, fino a pregiudicare gli obiettivi attesi, sicché il Collegio prende atto dell’avvio del percorso e invita a completarlo in modo proattivo e tempestivo.
Il Fatto
Con la deliberazione n. 31/2023/CCC il Collegio aveva accertato, sul Programma di Riqualificazione Energetica della Pubblica Amministrazione Centrale (PREPAC), una diminuzione dell’impatto sul raggiungimento dell’obiettivo del 3% annuo di riqualificazione energetica della superficie coperta utile climatizzata, ritardi nelle fasi di approvazione dei programmi, nella stipulazione delle convenzioni e nell’esecuzione degli interventi, criticità nel monitoraggio e nella definizione dei cronoprogrammi, oltre alla necessità di migliorare la governance del Programma.
Il Collegio aveva impartito raccomandazioni e invitato il Ministero a riferire entro quarantacinque giorni sulle iniziative intraprese. Il Ministero ha trasmesso il riscontro con nota acquisita al prot. CCC n. 139 del 5 febbraio 2024. I magistrati istruttori hanno chiesto di deferire al Collegio le misure correttive comunicate, ai fini dell’adozione di una deliberazione di accertamento sull’avvenuta adozione delle stesse.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ricostruisce anzitutto il perimetro della propria cognitio. Il controllo concomitante può esitare nell’accertamento di gravi irregolarità gestionali, di deviazioni da obiettivi o di rilevanti ritardi, con segnalazione al Ministro competente o ai fini della responsabilità dirigenziale. Quando le irregolarità non assumono tale gravità, gli esiti si traducono in raccomandazioni e osservazioni, secondo la logica dell’art. 3, comma 6, della legge n. 20/1994, affinché l’Amministrazione intraprenda un percorso autocorrettivo.
Sul punto il Collegio richiama la propria giurisprudenza, che ha precisato tre coordinate. Il percorso autocorrettivo è discrezionalmente deciso dall’Amministrazione interessata, anche nel senso di non darvi luogo e di articolarlo liberamente. Ciò non esclude che il Collegio sia chiamato a pronunciarsi sull’avvenuta attivazione o mancata attivazione del percorso. Un’irregolarità ritenuta non grave al momento dell’accertamento può trasmodare in grave nel successivo corso della gestione, quando gestita in modo pluriennale, ove non tempestivamente corretta o ove si accompagni ad ulteriori irregolarità o deviazioni, fino a pregiudicare gli obiettivi attesi. Le misure autocorrettive, infine, non possono ridursi a mere giustificazioni delle criticità già accertate.
Il Collegio esamina quindi le misure comunicate dal Ministero. Rileva che esse appaiono coerenti con le raccomandazioni impartite: il rafforzamento dell’attività di informazione e formazione, la convocazione della Cabina di Regia con l’intento di intensificarne le riunioni, la sollecitazione delle altre Amministrazioni alla conclusione delle convenzioni e all’acquisizione del CUP con l’alimentazione della BDAP-MOP, la predisposizione di una tabella uniforme per i cronoprogrammi, il potenziamento del monitoraggio e l’introduzione di ulteriori condizioni di revoca nelle future convenzioni.
Il Collegio prende dunque atto che il percorso autocorrettivo, pur non definitivo né ultimato, risulta coerente con le raccomandazioni della deliberazione n. 31/2023/CCC. Sottolinea però che, in ragione delle rilevanti criticità già accertate, è necessaria una tempestiva implementazione delle misure e una continua attività di vigilanza e supporto verso le altre Amministrazioni coinvolte, per ricondurre il Programma a maggiore efficacia, efficienza e tempestività. Il Collegio continuerà a vigilare sull’attuazione e sull’accelerazione degli interventi.
Nota della Redazione
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