Carta del docente ai precari part-time sotto il 50%: la Cassazione interroga la Corte di giustizia UE (Cass. civ. Sez. Lav. ord. interlocutoria n. 24317 del 31.07.2026)

Scheda tratta dalla Raccolta mensile delle ordinanze interlocutorie della Corte di cassazione – luglio 2026 dell’Ufficio del Massimario, sezione Rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia UE. Si tratta di una questione ancora aperta: la scheda sarà aggiornata quando arriverà la decisione.

Estremi: Cassazione, Sezione Lavoro, ordinanza interlocutoria n. 24317 del 31 luglio 2026, Presidente A. Di Paolantonio, Relatore G.M. Armone

Voce: IMPIEGO PUBBLICO. Docente a tempo determinato – Orario di lavoro a tempo parziale inferiore al 50% dell’orario complessivo settimanale – Carta elettronica del docente – Art. 1, comma 121, della l. n. 107 del 2015 nella versione anteriore alle modifiche apportate dall’art. 14, comma 4-bis, del d.l. n. 113 del 2024, conv. dalla l. n. 143 del 2024, e dall’art. 1, comma 572, lett. a), b), c), l. n. 207 del 2024 e dall’art. 6-bis, comma 1, lett. a) l. n. 79 del 2025 – Spettanza – Misura dell’erogazione – Rinvio pregiudiziale alla Corte UE ex art. 267 TFUE.

Cosa ha deciso la Corte

Non è una decisione sul merito. Con l’ordinanza interlocutoria n. 24317 del 31 luglio 2026 la Sezione Lavoro ha sospeso il giudizio e ha chiesto alla Corte di giustizia dell’Unione europea, ai sensi dell’art. 267 TFUE, come vadano interpretate le direttive sul lavoro a tempo parziale (97/81/CE) e a tempo determinato (99/70/CE) rispetto alla disciplina italiana della Carta del docente nella versione in vigore prima delle modifiche del 2024 e del 2025.

Il caso, come riportato dalla Raccolta del Massimario: una docente di scuola secondaria di secondo grado, assunta dal Ministero dell’Istruzione con contratti a tempo determinato e con orario a tempo parziale, chiede il riconoscimento della Carta del docente.

I quesiti rimessi alla Corte UE

Riportiamo i quesiti nel testo della Raccolta.

se la clausola 4 dell’accordo quadro allegato alla Direttiva 97/81/CE del Consiglio del 15 dicembre 1997 relativa all’accordo quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall’UNICE, dal CEEP e dalla CES e la clausola 4 dell’accordo quadro allegato alla Direttiva 99/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, anche lette in combinato disposto tra loro, debbano essere interpretate nel senso che ostano a una normativa nazionale, quale quella italiana di cui all’art. 1, comma 121, della legge n. 107 del 2015, nella versione anteriore alle modifiche apportate nel 2024 e nel 2025, la quale non prevede che la Carta elettronica del docente sia erogata in favore dei docenti con contratto di lavoro a tempo determinato e orario di lavoro a tempo parziale in misura inferiore al 50% dell’orario complessivo settimanale, in base a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva;

in caso di risposta affermativa al primo quesito, se la Carta elettronica del docente, anche negli anni anteriori alla modifica dell’art. 1, comma 121, della legge n. 107 del 2015, debba essere erogata in favore dei docenti di cui al quesito A) nella stessa misura prevista per i docenti con orario di lavoro a tempo pieno e a tempo parziale in misura superiore al 50% dell’orario complessivo settimanale, o se invece debba essere applicato il criterio del «pro rata temporis», con conseguente erogazione della Carta elettronica del docente per un importo proporzionale all’orario di lavoro effettivo.

Il quadro in cui si inserisce

La Carta del docente è il beneficio annuale per l’aggiornamento e la formazione degli insegnanti istituito dall’art. 1, comma 121, della legge 13 luglio 2015, n. 107. Nella formulazione originaria spettava ai soli docenti di ruolo. La Corte di giustizia, con ordinanza del 18 maggio 2022, ha ritenuto contraria all’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato l’esclusione dei docenti non di ruolo; la Cassazione, con la sentenza n. 29961 del 2023, ne ha tratto i principi applicativi. Ne abbiamo dato conto commentando la sentenza della Corte costituzionale n. 121/2025, che ha respinto le censure sulla copertura finanziaria della misura.

Il legislatore è poi intervenuto più volte: l’ordinanza cita l’art. 14, comma 4-bis, del d.l. n. 113 del 2024 (conv. l. n. 143 del 2024), l’art. 1, comma 572, della l. n. 207 del 2024 e l’art. 6-bis, comma 1, della l. n. 79 del 2025. Il rinvio riguarda però gli anni precedenti a queste modifiche, cioè le annualità per le quali i docenti precari part-time chiedono ancora oggi il beneficio in giudizio.

Perché la questione è aperta

Due punti restano da chiarire, e sono quelli su cui la Corte UE dovrà pronunciarsi. Il primo: se la soglia del 50% dell’orario, che la contrattazione collettiva usa per distinguere i part-time, possa legittimamente escludere dal beneficio una categoria di docenti a termine. Il secondo, che conta di più sul piano economico: se, in caso di spettanza, la Carta vada riconosciuta per intero oppure ridotta in proporzione all’orario effettivo (criterio del pro rata temporis).

La clausola 4 di entrambi gli accordi quadro vieta trattamenti meno favorevoli rispetto ai lavoratori comparabili a tempo pieno o a tempo indeterminato, salvo ragioni oggettive, e ammette il pro rata temporis «se del caso». È interpretazione nostra, non della Corte, che il nodo sia proprio questo: la Carta è un beneficio legato alla formazione professionale, non alla retribuzione oraria, e non è scontato che la riduzione proporzionale sia compatibile con la finalità del beneficio.

Chi è interessato

Docenti con contratti a tempo determinato e orario a tempo parziale inferiore al 50%, per le annualità anteriori alle modifiche del 2024-2025. In concreto: supplenti con spezzoni orari ridotti. Per loro i giudizi pendenti sono destinati a essere sospesi o decisi solo dopo la pronuncia della Corte UE.

Cosa aspettarsi

Il giudizio in Cassazione resta sospeso fino alla decisione della Corte di giustizia. La pronuncia europea vincolerà il giudice nazionale sull’interpretazione delle direttive; sarà poi la Cassazione a trarne le conseguenze sulla disciplina italiana. Aggiorneremo questa scheda quando la Corte UE si sarà pronunciata.

Fonte: Ufficio del Massimario e del Ruolo della Corte di Cassazione, Raccolta mensile delle ordinanze interlocutorie della Corte di cassazione – luglio 2026, a cura di Vittoria Amirante (settore civile) e Michele Toriello (settore penale). Le parti tra virgolette riportano fedelmente il testo della Raccolta. Portale del Massimario.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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