Occupazione senza titolo e obbligo di scelta tra restituzione e acquisizione ex art. 42-bis (TAR Puglia n. 254 del 25.02.2026)

Principi di diritto (Massima)
L’occupazione senza titolo di un bene immobile privato da parte della pubblica amministrazione, in difetto di un valido decreto di esproprio, configura un illecito permanente ex art. 2043 c.c., che cessa solo con l’adozione di un provvedimento di acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, con la restituzione del bene o con la conclusione di un contratto traslativo. La prescrizione quinquennale del diritto al risarcimento del danno da perdita del godimento decorre dalle singole annualità, mentre quella relativa alla reintegrazione per equivalente decorre dalla data della domanda. L’amministrazione conserva il potere di scegliere, entro novanta giorni, tra la restituzione del bene, previa rimessione in pristino e risarcimento del danno, e l’acquisizione sanante, senza che la domanda risarcitoria del privato possa essere interpretata come rinuncia abdicativa alla proprietà.

Il Fatto

Il ricorrente, proprietario di terreni nel Comune di Margherita di Savoia, aveva subito l’occupazione in via d’urgenza dei propri suoli in forza di due distinti decreti sindacali, adottati per la realizzazione di un autoparco comunale e per l’ampliamento del cimitero. In entrambe le procedure, la dichiarazione di pubblica utilità non era stata seguita dall’adozione del decreto di esproprio nel termine di legge. I suoli risultavano irreversibilmente trasformati e l’amministrazione aveva corrisposto l’indennità di esproprio ai precedenti proprietari, senza tuttavia definire formalmente la procedura ablativa.

Il ricorrente agiva per l’accertamento dell’illegittimità dell’occupazione, per la declaratoria della persistenza del diritto di proprietà e per la condanna del Comune alla restituzione dei suoli, previa rimessione in pristino, nonché al risarcimento dei danni da occupazione illecita. Il Comune eccepiva la prescrizione quinquennale della pretesa risarcitoria e l’impossibilità di restituire i suoli, ormai destinati a finalità di pubblico interesse.

La Motivazione della Corte

Il TAR Puglia, in composizione di Sezioni Unite, ha accolto il ricorso. Il collegio ha preliminarmente chiarito che l’avvenuta erogazione dell’indennità di esproprio non incide sul regime proprietario dei beni e non fa venir meno l’obbligo della pubblica amministrazione di cessare l’illecito permanente costituito dall’occupazione senza titolo.

In punto di prescrizione, richiamando il principio delle Sezioni Unite n. 735 del 2015 e la successiva giurisprudenza di legittimità, il Tribunale ha precisato che l’occupazione e la manipolazione del bene immobile, in assenza di un valido decreto di esproprio, configurano un illecito di natura permanente. Ne consegue che la prescrizione quinquennale del danno da perdita del godimento decorre dalle singole annualità, mentre la pretesa alla reintegrazione per equivalente soggiace al termine decorrente dalla data della domanda, con la conseguente infondatezza dell’eccezione sollevata dal Comune.

Sul piano rimediale, la sentenza afferma che l’art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001 opera come norma di chiusura del sistema, riconducendo nell’alveo legale le situazioni in cui l’amministrazione ha utilizzato la proprietà privata in difetto di un valido titolo. La disciplina trova applicazione anche ai fatti anteriori alla sua entrata in vigore, ai sensi dell’ottavo comma della medesima disposizione, richiamato dal collegio.

La scelta tra la restituzione del bene e la sua acquisizione sanante è rimessa all’amministrazione, che valuta gli interessi in conflitto. Il Comune è stato pertanto onerato a optare, entro novanta giorni, tra la restituzione dei suoli previa rimessione in pristino e risarcimento del danno e l’acquisizione ai sensi dell’art. 42-bis, ferma la giurisdizione del giudice ordinario sulle eventuali contestazioni inerenti all’indennità. Le spese di lite sono state compensate per le peculiarità della vicenda.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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