Acquisizione al patrimonio comunale, natura sanzionatoria automatica e atto dichiarativo (Cons. Stato n. 2257 del 17.03.2026)

Principi di diritto (Massima)
L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’opera edilizia abusiva costituisce misura di carattere sanzionatorio che discende automaticamente, ope legis, dall’inottemperanza all’ordine di demolizione nel termine di novanta giorni. L’atto che la dispone ha natura meramente dichiarativa, non implicando alcuna valutazione discrezionale, e non deve di regola essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento, non richiedendo alcun apporto partecipativo del privato. L’art. 31, comma 4, d.P.R. n. 380 del 2001 non prescrive una notifica separata e autonoma del verbale di accertamento dell’inottemperanza: è sufficiente la notifica del provvedimento di acquisizione, contestabile nel suo contenuto nel giudizio di impugnazione. L’accertamento dell’inottemperanza è effetto dell’inosservanza dell’ordine e non richiede determinazione motivazionale in ordine all’area di sedime, automaticamente acquisita, mentre l’eventuale area ulteriore va motivata volta per volta.

Il Fatto

Le ricorrenti impugnavano il provvedimento con cui il Comune aveva accertato l’inottemperanza all’ordine di demolizione e dichiarato l’immissione nel possesso e l’acquisizione dell’opera abusiva, dell’area di sedime e di quella pertinenziale. Proponevano poi motivi aggiunti avverso la nota di sopralluogo, lamentando l’indeterminatezza dell’area acquisita, la sproporzione dell’acquisizione, la legittimità di alcune opere, l’illegittima motivazione per relationem e la violazione della scansione procedimentale.

Il TAR Campania rigettava ricorso e motivi aggiunti, ritenendo inammissibili le censure sulla natura abusiva delle opere, in quanto riferite a ordinanze di demolizione ormai inoppugnabili, e infondate le altre. Le originarie ricorrenti impugnavano la sentenza; in appello deducevano anche che il Comune aveva acquisito l’intero immobile e non la sola area indicata nei provvedimenti.

La Motivazione della Corte

Il Consiglio di Stato rigetta l’appello. Quanto ai motivi aggiunti in appello, la voltura catastale è invocata come elemento probatorio e non come atto impugnato: essa è priva di effetti traslativi, che si collegano solo al provvedimento di acquisizione, e un’eventuale discrasia va corretta ma non può essere affrontata in quel grado, per l’impossibilità di proporre nuove domande.

Il primo motivo è infondato: le censure sulla legittimità delle opere si traducono in una contestazione dell’ordinanza di demolizione, dalla quale risulta ormai inoppugnabile che le opere abusive comprendono anche il solaio e la parete. La documentazione invocata è anteriore all’ordinanza e quindi irrilevante. Il motivo è inoltre generico, non confrontandosi con la motivazione della sentenza, che ha precisato come nessuna specifica determinazione sia necessaria quando l’acquisizione è circoscritta all’area di sedime dell’opera abusiva, mentre l’ulteriore area va motivata (Cons. Stato, Sez. IV, n. 3949 del 2021).

Il secondo motivo è pure infondato. L’effetto acquisitivo si produce ipso iure scaduto il termine di novanta giorni: l’atto ha natura dichiarativa e non deve essere preceduto dalla comunicazione di avvio, per il carattere rigidamente vincolato (Cons. Stato, Sez. II, n. 2329 del 2024; Cons. Stato, Sez. VII, n. 7814 del 2023). Le appellanti non hanno comunque evidenziato profili idonei a determinare un diverso contenuto del provvedimento.

La terza censura non è accoglibile. Il verbale di accertamento dell’inottemperanza è atto endoprocedimentale, privo di autonoma portata lesiva, ravvisabile solo nell’atto formale ex art. 31, comma 4, d.P.R. n. 380 del 2001 (Cons. Stato, Sez. III, n. 8769 del 2024; Cons. Stato, Sez. VI, n. 10033 del 2023). La norma non prescrive notifica separata del verbale: è sufficiente quella del provvedimento di acquisizione. Il tempo trascorso non è ostativo, poiché l’inottemperanza può essere accertata solo dopo la scadenza del termine e, una volta consolidatasi la situazione, gli atti successivi sono meramente accertativi.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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