Verifica di anomalia sul costo delle derrate: rinnovazione del giudizio di congruità (Cons. Stato n. 6563 del 20.08.2026)

Principi di diritto (Massima)
La verifica di congruità dell’offerta economica che si sia svolta con modalità approssimative e superficiali su una voce di costo rilevante, in presenza di un margine di utile ridotto, integra un difetto di istruttoria della stazione appaltante. Il giudice amministrativo, ostandovi l’art. 34, comma 2, c.p.a., non può sostituirsi all’amministrazione nel giudizio di attendibilità dell’offerta né disporre verificazione o CTU, ma deve ordinare la rinnovazione del giudizio di anomalia con specifico riguardo ai costi contestati. Il ricorso al sindacato giurisdizionale sostitutivo dell’attività amministrativa è escluso; resta fermo che il giudizio positivo di congruità non richiede oneri motivazionali specifici quando l’amministrazione condivide le giustificazioni dell’operatore economico.

Il Fatto

Una società ha impugnato davanti al TAR Lombardia l’aggiudicazione a una controinteressata della procedura aperta per un accordo quadro relativo alla fornitura del vitto negli istituti penitenziari della Regione Lombardia. Il Tribunale ha respinto il ricorso, ritenendo infondati i motivi sulla verifica di congruità dell’offerta economica e sull’attribuzione dei punteggi tecnici.

La società ha proposto appello, riproponendo in chiave critica le censure già respinte. Il Ministero della Giustizia e l’aggiudicataria si sono costituiti per resistere. L’istanza cautelare di sospensione della sentenza è stata respinta, con avvio dell’esecuzione da parte della controinteressata.

La Motivazione della Corte

Il primo motivo investe la mancata previsione, nella legge di gara, della clausola premiale per la certificazione della parità di genere di cui all’art. 108, comma 7, del d.lgs. n. 36/2023. Il Consiglio di Stato conferma il rigetto: il possesso della certificazione da parte dell’aggiudicataria assicura lo scopo della norma, mentre il principio di buon andamento e quello di conservazione degli atti giuridici, applicati in sede di autotutela, non possono essere considerati invalidi in sede giurisdizionale. Rileva inoltre il principio del risultato di cui all’art. 1 del codice dei contratti.

Difetta poi l’interesse strumentale alla ripetizione della gara. La clausola premiale non avrebbe inciso sulla graduatoria, poiché l’appellante non era in possesso della certificazione alla data di scadenza del termine per la presentazione delle offerte; l’assunto circa una diversa composizione dell’offerta è generico e, se riferito ad altri operatori, carente di legittimazione.

Il secondo motivo verte sulla dedotta necessità, in capo all’aggiudicataria, della certificazione MSC per dichiarare la fornitura di pesce certificato al 100%. La Corte conferma l’interpretazione del TAR: la certificazione prevista dalla legge di gara riguarda il prodotto ittico offerto, non il soggetto fornitore, e il rispetto della prescrizione si verifica in fase esecutiva sui lotti, sulle etichette e sulla documentazione di tracciabilità. Il porzionamento e la conservazione del prodotto non equivalgono a trasformazione, re-imballaggio o rietichettatura idonei ad alterare l’identificazione del prodotto.

Il terzo motivo è invece fondato. Le anomalie segnalate dall’appellante dimostrano che la verifica sul costo delle derrate si è svolta con modalità approssimative, inadeguate rispetto a una voce di costo rilevante e a fronte di un margine di utile ridotto. Il giudizio sull’attendibilità dell’offerta non può essere compiuto in sede giurisdizionale, ostandovi l’art. 34, comma 2, c.p.a.; va quindi disattesa la richiesta di verificazione o CTU e ordinata alla stazione appaltante la rinnovazione del giudizio di congruità sui costi delle derrate.

Il quarto motivo, sulla inattendibilità complessiva dell’offerta, è respinto: le censure sulle singole voci di costo sono in parte inammissibili e in parte infondate. Quanto ai costi da rinnovi contrattuali, la Corte richiama la propria giurisprudenza (Cons. Stato, V, n. 6683/2025); le critiche restano generiche, come quella sul quinto d’obbligo, non essendo stata dimostrata l’incidenza sulla sostenibilità dell’offerta.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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