Reato continuato: analogia dei fatti non prova il disegno criminoso unitario (Cass. pen. Sez. I n. 12702 del 02.04.2025)
L’identità o analogia delle condotte e del bene protetto non basta a fondare il reato continuato: occorre la prova di una programmazione originaria dei reati, non desumibile dalla sola serialità o dalla tendenza a delinquere del condannato.