Contabilità analitica e costi dei presidi ospedalieri con margini negativi (Corte dei Conti Sez. contr. Molise n. 34 del 12.04.2024)
Principi di diritto (Massima)
La Sezione regionale di controllo, nell’esercizio del controllo successivo sulla gestione degli enti del servizio sanitario regionale, verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi di legge valutando comparativamente costi, modi e tempi dell’azione amministrativa. L’adozione della contabilità economico-patrimoniale impone alle aziende sanitarie la tenuta della contabilità analitica per centri di costo e responsabilità, funzionale alla determinazione dei costi e dei ricavi per destinazione. La mancata integrazione tra sistemi gestionali e contabili e il difetto di una reportistica di tipo full costing impediscono la quadratura contabile tra le risultanze civilistiche e le dimensioni analitiche. Il margine di contribuzione di primo livello, dato dalla differenza tra ricavi figurativi e costi diretti, è negativo per tutti i presidi ospedalieri, con la conseguenza che i ricavi non coprono i costi di produzione dei servizi.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo per il Molise ha svolto una prima analisi annuale dei costi dei presidi ospedalieri della Regione, muovendo dalla relazione del Collegio sindacale dell’Azienda sanitaria regionale sul bilancio d’esercizio e dalla documentazione acquisita in contraddittorio con la Direzione aziendale.
L’istruttoria ha riguardato il processo di budget, il piano dei centri di costo e di responsabilità, i sistemi di reporting, gli indici ospedalieri del biennio 2021-2022, le spese per somministrazioni, il costo del personale e il piano degli investimenti. La questione centrale è se l’Azienda disponga di strumenti di contabilità analitica effettivamente operativi, idonei a misurare la performance dei centri di responsabilità e a orientare le decisioni della direzione.
La Motivazione della Corte
Il Collegio muove dall’art. 3, comma 4, legge n. 20/1994, che assegna alla Corte dei conti il controllo successivo sulla gestione, e dall’art. 5, comma 5, lett. d), d.lgs. n. 502/1992, che impone alle aziende sanitarie la tenuta della contabilità analitica per centri di costo e responsabilità. Il passaggio dalla contabilità finanziaria a quella economico-patrimoniale ha spostato l’attenzione dal controllo autorizzatorio preventivo della spesa al controllo complessivo del risultato di gestione, rendendo centrali gli istituti del budget e della contabilità analitica.
La Sezione rileva che i controlli annuali hanno costantemente rivelato criticità nel processo di formulazione dei budget e la sostanziale pretermissione dell’obbligo di valutare i risultati per centri di costo. L’istruttoria accerta che l’Azienda ha avviato, ma non completato, l’implementazione dei sistemi di analisi dei dati e della reportistica di periodo per struttura, la cui messa a regime è prevista solo nel corso del 2024. La reportistica realizzata è di tipo direct costing, con attribuzione dei soli costi diretti di struttura, mentre quella di tipo full costing è ancora in corso di sviluppo.
Il Collegio evidenzia la presenza di sistemi gestionali e contabili non integrati tra loro: ne derivano sistemi contabili che, pur completi, faticano a dialogare tra loro e una reportistica integrata solo in parte. Risulta carente la quadratura contabile tra le risultanze economico-patrimoniali civilistiche e le dimensioni analitiche dei centri di costo, delle commesse e dei progetti.
Sul piano dell’analisi economica, i margini di contribuzione di primo livello sono negativi per tutti i presidi ospedalieri, con valori rilevanti per il presidio hub di Campobasso e per quello di Termoli. Il risultato dimostra che i ricavi figurativi non sono sufficienti a coprire i costi diretti di produzione dei servizi e che ogni incremento del fatturato si traduce in un aumento delle perdite di esercizio. La Sezione rileva inoltre l’elevato costo delle prestazioni aggiuntive, il cui utilizzo deve essere ricondotto ai requisiti di temporaneità ed eccezionalità, evitando che diventi strumento per colmare lacune ordinarie di organico ed eludere i vincoli assunzionali.
Il Collegio conclude che l’aziendalizzazione impone l’adozione del bilancio economico pluriennale e annuale, la tenuta della contabilità analitica per centri di costo e responsabilità e il rispetto dei vincoli di bilancio, quali strumenti necessari per coniugare efficacia ed efficienza nella produzione dei servizi sanitari.
Nota della Redazione
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