Controllo sul bilancio dell’azienda sanitaria: ritardi e criticità strutturali (Corte dei Conti Sez. contr. Sardegna n. 271 del 22.12.2025)
Principi di diritto (Massima)
La verifica del bilancio d’esercizio delle aziende del servizio sanitario regionale, ai sensi dell’art. 1 comma 170 L. 266/2005, accerta l’osservanza degli equilibri economico-finanziari e patrimoniali, ma si estende alla regolarità gestionale e all’attendibilità delle poste contabili. La tardiva approvazione del bilancio d’esercizio compromette la programmazione sanitaria e i controlli, poiché ritarda la precisa quantificazione delle perdite e l’approntamento degli strumenti di ripianamento. La provvisorietà dei dati contabili, derivante dal ribaltamento dei costi da altra azienda sanitaria, non esonera l’ente da responsabilità gestionale. La Sezione, in funzione collaborativa, invita l’azienda ad adottare i provvedimenti idonei a rimuovere le criticità riscontrate, riservandosi di valutarne l’efficacia nei successivi cicli di controllo.
Il Fatto
La vicenda ha ad oggetto la verifica del bilancio d’esercizio 2022 di un’azienda sanitaria locale, istituita con decorrenza dal 1° gennaio 2022 a seguito dello scorporo di una preesistente azienda regionale. Il bilancio in esame costituisce il primo bilancio d’esercizio dell’ente. L’esame della relazione-questionario redatta dal Collegio sindacale ha fatto emergere criticità inerenti all’adeguatezza del sistema amministrativo-contabile, alla regolare tenuta degli inventari, all’evoluzione dei debiti commerciali scaduti e alle misure per evitare i ritardi nei pagamenti.
La Sezione ha quindi inviato richiesta istruttoria e, all’esito del contraddittorio con i rappresentanti dell’azienda e dell’amministrazione regionale, ha esaminato le principali criticità del bilancio, riservandosi ulteriori approfondimenti sui rendiconti degli esercizi successivi.
La Motivazione della Corte
Il primo profilo riguarda gli equilibri di bilancio. L’esercizio si chiude con un risultato positivo e l’azienda ha rispettato l’equilibrio economico-finanziario e patrimoniale nel rispetto del vincolo di bilancio assegnato alle aziende sanitarie regionali. Il Collegio sindacale si è espresso favorevolmente, precisando di aver avviato l’attività di vigilanza solo nell’ultimo trimestre dell’anno.
La Sezione rileva anzitutto il ritardo nell’approvazione del bilancio, che deve essere stigmatizzato per le conseguenze sulla programmazione del servizio sanitario, regionale e aziendale, e sui controlli. La dilatazione dei tempi non consente di appurare con tempestività la misura delle perdite del servizio sanitario e di predisporre validi strumenti di ripiano, determinando un disallineamento tra gli stanziamenti regionali e le esigenze di quantificazione del disavanzo pregresso.
Un secondo profilo concerne l’attendibilità delle poste contabili. Diversi processi di rilevante peso (spesa del personale, spesa farmaceutica, saldi iniziali) sono affidati ad altra azienda sanitaria e i relativi importi sono un mero ribaltamento di registrazioni non direttamente verificabili. La Sezione rammenta che la valutazione e gli accantonamenti devono essere operati in modo autonomo da ciascun ente, sotto la propria responsabilità.
Sul versante gestionale, la Sezione esamina la situazione debitoria, che pur registrando un indicatore di tempestività dei pagamenti positivo, presenta una mole consistente; invita pertanto l’azienda a vigilare per prevenire ritardi forieri di maggiori oneri per interessi di mora. Quanto ai crediti, si richiama la necessità di verificarne l’esigibilità e la congruità del fondo di svalutazione.
Ulteriori criticità attengono alla mancata regolamentazione aziendale dell’attività intramoenia, all’incompleta tenuta degli inventari, alla mancanza di un catalogo dei rischi aggiornato nel piano anticorruzione e alle persistenti difficoltà nel recupero delle liste d’attesa, pur in presenza di percorsi di tutela attivati. All’esito, la Sezione invita l’azienda a rimuovere le criticità, disponendo la trasmissione della pronuncia agli organi aziendali e regionali.
Nota della Redazione
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