La Corte dei conti e il controllo sulla gestione finanziaria del GSE Spa (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 91 del 08.06.2026)

Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria degli enti cui ha esteso il controllo ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259/1958, verifica la regolarità della gestione e la legittimità delle attività svolte dall’ente. Tale controllo si estende anche alla valutazione della conformità dell’operato dell’ente alle finalità istituzionali e alla sua efficienza ed efficacia. Nel caso di una società a partecipazione pubblica che gestisce meccanismi di incentivazione, la Corte valuta la corretta erogazione degli incentivi e l’adeguatezza dell’attività di verifica e controllo sui beneficiari, anche al fine di prevenire e contrastare frodi ai danni dello Stato. La Corte, inoltre, può formulare osservazioni e raccomandazioni per migliorare l’azione amministrativa.

Il Fatto

Il Gestore dei Servizi Energetici – GSE Spa è una società per azioni a totale partecipazione pubblica, che svolge funzioni di natura pubblicistica nel settore energetico, principalmente connesse alla promozione e all’incentivazione delle fonti rinnovabili. In adempimento all’obbligo di legge, la società ha trasmesso alla Corte dei conti il bilancio d’esercizio per l’anno 2024 con le relative relazioni degli organi amministrativo e sindacale. La Sezione del controllo sugli Enti ha così avviato il procedimento di controllo finalizzato a riferire al Parlamento, ai sensi della citata normativa, sul risultato della gestione finanziaria dell’ente per l’esercizio considerato.

La Motivazione della Corte

La Corte dei conti ha svolto un’approfondita analisi della gestione finanziaria del GSE per l’esercizio 2024, esaminando l’aderenza dell’attività svolta alla normativa di settore e alle direttive ministeriali. La relazione evidenzia che la società ha gestito un volume di attività in crescita, erogando oltre 14 miliardi di euro di incentivi a sostegno delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica. L’attività di incentivo si è concentrata su molteplici meccanismi, tra cui il Conto Energia per il fotovoltaico, i bandi FER1, il Ritiro Dedicato, lo Scambio sul Posto, il Conto Termico e i Certificati Bianchi.

Un punto focale della relazione riguarda l’attività di verifica e controllo esercitata dal GSE sui beneficiari degli incentivi. Nel 2024, il GSE ha avviato oltre 2.100 procedimenti di verifica, concludendone 2.562. Tra le verifiche concluse, sono state registrate 1.095 decadenze dal diritto a beneficiare degli incentivi, con un particolare focus sui meccanismi del Conto Termico (dove la percentuale di revoche ha raggiunto il 67% delle verifiche concluse) e dei Certificati Bianchi (179 decadimenti). La Corte sottolinea l’esigenza di incrementare ulteriormente le verifiche, considerando il numero di casi di frode ai danni dello Stato. La Corte segnala con forza la necessità di provvedere alla immediata segnalazione al pubblico ministero penale e contabile di ogni provvedimento di revoca di incentivi, evidenziando l’obbligo di denuncia gravante su funzionari e dirigenti della società.

La Corte ha inoltre esaminato l’attuazione dei progetti del PNRR, che vedono il GSE rivestire un ruolo centrale come soggetto attuatore o gestore. Nel 2024, la società ha gestito l’attuazione del terzo bando della misura “Parco Agrisolare”, con 3.308 richieste ammesse, e ha chiuso i bandi per lo sviluppo del biometano, assegnando capacità produttiva per oltre 120.000 Smc/h. Inoltre, ha supportato il Ministero nell’attuazione delle misure per lo sviluppo del teleriscaldamento e delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. La Corte evidenzia l’importanza strategica di queste attività e la necessità di una loro efficiente gestione.

Infine, la Corte ha preso in esame i risultati contabili della società. Il bilancio 2024 evidenzia un totale attivo di 12,95 miliardi di euro, in aumento dell’11,2% rispetto all’anno precedente. Il patrimonio netto è pari a 398,4 milioni di euro, registrando un notevole incremento (+460,8%) dovuto principalmente all’applicazione del costo ammortizzato al prestito infruttifero concesso dal MEF. Il conto economico chiude con un utile di 10,16 milioni di euro, in calo rispetto all’esercizio precedente. La voce più rilevante del passivo è rappresentata dai debiti verso fornitori (5,9 miliardi di euro) e dai debiti verso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (2,4 miliardi) per il riversamento degli extraprofitti.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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