Il controllo della Corte dei conti sulla Sgr pubblica InvImIt per l’esercizio 2024 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 118 del 25.06.2026)
Principi di diritto (Massima)
La società di gestione del risparmio a capitale pubblico, costituita ai sensi dell’art. 33 del d.l. n. 98/2011, pur essendo inclusa nell’elenco Istat delle amministrazioni pubbliche, non è soggetta ai vincoli, divieti e obblighi in materia di contenimento della spesa pubblica previsti per gli enti del settore S13, fatte salve le disposizioni in materia di equilibrio dei bilanci e sostenibilità del debito. Per tale società, il raggiungimento degli obiettivi gestionali di efficientamento dei costi operativi fissati dall’azionista Mef rappresenta un indice della sana gestione finanziaria. Il suo modello operativo, improntato alla rapidità decisionale, alla selezione tecnica dei fornitori e alla valutazione del rischio/rendimento, la configura come un operatore finanziario vigilato da Banca d’Italia, piuttosto che come una struttura amministrativa pubblica.
Il Fatto
La Corte dei conti ha svolto il controllo sulla gestione finanziaria della società Investimenti Immobiliari Italiani Sgr Spa (InvImIt) per l’esercizio 2024, in adempimento a quanto previsto dall’art. 7 della legge n. 259/1958. La società, interamente partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze, è stata sottoposta al controllo della Corte in virtù di un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 2014. L’attività di controllo ha riguardato l’analisi del bilancio d’esercizio, delle relazioni degli organi sociali e dei principali aspetti della gestione, con particolare riferimento all’organizzazione, al personale, all’attività di costituzione e gestione dei fondi immobiliari e all’andamento economico-finanziario.
La Motivazione della Corte
La Sezione del controllo sugli enti ha incentrato la propria analisi sulla natura giuridica della società, caratterizzata dalla compresenza di finalità istituzionali pubbliche e di un’operatività tipica del settore finanziario vigilato. Pur essendo inclusa nell’elenco Istat delle amministrazioni pubbliche, la società non è soggetta ai vincoli di spending review, in virtù di una specifica disposizione normativa (art. 3, comma 2-ter, del d.l. n. 132/2023) che ne ha escluso l’applicazione, ferma restando la disciplina in materia di equilibrio dei bilanci e sostenibilità del debito.
La relazione ha verificato il conseguimento degli obiettivi di efficientamento dei costi operativi fissati dal Mef per il triennio 2023-2025. Per l’esercizio 2024, la società ha riportato un’incidenza dei costi sui ricavi pari al 55,5 per cento, inferiore al target del 56,4 per cento, generando un risparmio di circa euro 104 mila e portando il basket cumulato del biennio 2023-2024 a circa euro 720 mila.
Con riferimento all’attività istituzionale, la Corte ha preso atto dell’operatività del fondo di fondi i3-Core e dei numerosi fondi a gestione diretta, finalizzati alla valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare pubblico. L’analisi ha evidenziato la crescita del valore complessivo lordo dei fondi gestiti (AUM), passato da circa 2,7 miliardi di euro nel 2023 a circa 3,05 miliardi di euro nel 2024, anche grazie all’avvio di nuovi comparti del fondo i3-Sviluppo Italia.
In merito alla struttura organizzativa, la Sezione ha rilevato come la società abbia avviato un processo di revisione della propria organizzazione, supportato da una primaria società di consulenza, conclusosi con l’adozione di un nuovo modello organizzativo. La Sezione ha infine raccomandato un puntuale monitoraggio del ricorso agli incarichi esterni, verificando preventivamente la sussistenza di competenze interne, e ha evidenziato la necessità di una maggiore tempestività nelle nomine degli organi sociali.
Nota della Redazione
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