Controllo Corte dei conti su attuazione PNRR trasporto rapido di massa (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 35 del 14.02.2025)
Principi di diritto (Massima)
Nel controllo sulla gestione delle amministrazioni pubbliche, la Corte dei conti verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi di legge, valutando comparativamente costi, modi e tempi dell’azione. Con specifico riferimento alle risorse del PNRR, l’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021 attribuisce alla Corte il controllo sulla gestione circa l’acquisizione e l’impiego delle risorse finanziarie, con valutazioni di economicità, efficienza ed efficacia. Il monitoraggio “proattivo” delle milestone e dei target europei costituisce lo strumento attraverso cui l’amministrazione titolare previene gli scostamenti e adotta le necessarie rimodulazioni. Il conseguimento formale di una milestone non esonera dalla verifica dell’effettivo avanzamento fisico e finanziario della misura, né dalla segnalazione dei ritardi nella fase esecutiva.
Il Fatto
Il rapporto concerne lo stato di attuazione al 31 dicembre 2024 dell’investimento M2C2-4.2 “Sviluppo del trasporto rapido di massa”, inserito nella Missione “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica” del PNRR. L’amministrazione titolare è il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Direzione per il Trasporto Pubblico Locale.
La dotazione complessiva è di 3.600 milioni di euro, ripartita tra “nuovi progetti” (2.200 milioni) e interventi “a legislazione vigente” (1.400 milioni). L’intervento è stato oggetto di due rimodulazioni, adottate con D.M. n. 345/2023 e D.M. n. 334/2024, quest’ultimo ancora in corso di registrazione alla data di chiusura dell’istruttoria.
La Motivazione della Corte
La Sezione ricostruisce anzitutto il quadro degli obiettivi europei. La misura prevede la realizzazione di almeno 231 km di infrastruttura di trasporto rapido di massa, il completamento di almeno 5 interventi di ammodernamento e l’acquisto di almeno 85 unità di materiale rotabile a emissioni zero, con scadenza al 30 giugno 2026.
Quanto alle scadenze intermedie, la Corte dà atto che la milestone M2C2-24 (aggiudicazione degli appalti infrastrutturali, T4/2023) è stata conseguita. Anche la milestone M2C2-25 (T3/2024) risulta raggiunta: entro il 30 settembre 2024 sono stati aggiudicati contratti per 124 unità di materiale rotabile e 7 appalti di upgrading. La Corte segnala peraltro che, alla data di chiusura dell’istruttoria, era ancora in corso l’assessment della Commissione europea.
Il Collegio esamina poi le due rimodulazioni. Il D.M. n. 345/2023 ha sostituito due interventi non più sostenibili con quelli dei Comuni di Padova e Firenze. Il D.M. n. 334/2024 ha previsto lo stralcio dell’intervento di Trieste, per parere negativo di VIncA, e la riduzione di quello di Milano, oltre alla sostituzione dell’intervento di Roma per le criticità connesse ai cantieri giubilari.
Sul piano finanziario, la spesa erogata ammonta a circa 945,88 milioni di euro, pari al 26,27% delle risorse disponibili, con uno scostamento del 15% circa rispetto al budget. Le anticipazioni rappresentano il 92,08% della spesa, i rimborsi il 7,92%: dato che la Corte legge come conferma del ritardo nella fase esecutiva. La fase di stipula dei contratti presenta ritardi che, pur non avendo inciso sulle milestone, devono essere considerati in vista dei target finali, da conseguire in soli 18 mesi.
La Sezione sottolinea infine il ruolo del monitoraggio proattivo nell’individuare tempestivamente le criticità e nel consentire la riallocazione delle risorse, precisando che gli indicatori quantitativi dei target 2026 restano potenzialmente conseguibili con i progetti finanziati ad esito della rimodulazione.
Nota della Redazione
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