Controllo sulla gestione finanziaria di Cinecittà s.p.a. per l’esercizio 2022 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 102 del 28.06.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria di una società interamente partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze, con diritti di socio esercitati dal Ministero della cultura, accerta il risultato di esercizio e la situazione patrimoniale, senza sostituirsi agli organi societari. Il giudizio di efficientamento dei costi di funzionamento ex art. 19, comma 5, d.lgs. n. 175 del 2016 non esaurisce la valutazione sulla gestione, che si estende all’adeguatezza dei controlli interni. La mancata istituzione di un internal audit integra un’indicazione di rafforzamento richiesta dal d.lgs. n. 24 del 2023, destinatario anche dei soggetti a controllo pubblico. La rendicontazione al Parlamento ex art. 7 legge n. 259 del 1958 costituisce adempimento dovuto e distinto dall’approvazione del bilancio.

Il Fatto

La Corte dei conti, Sezione del controllo sugli enti, riferisce alle Presidenze delle due Camere il risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di una società per azioni operante nel settore cinematografico e audiovisivo, interamente partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze, con diritti di socio esercitati dal Ministero della cultura, per l’esercizio 2022.

La società, già costituita in forma di s.r.l. e trasformata in s.p.a. dal 1° gennaio 2021 ai sensi dell’art. 1, commi 585-588, legge n. 178 del 2020, è soggetta al controllo in forza del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 7 gennaio 2014, con le modalità dell’art. 12 legge n. 259 del 1958. Il bilancio e le relazioni degli organi di amministrazione e di controllo sono stati trasmessi alla Corte in adempimento dell’art. 4 della medesima legge.

La Motivazione della Corte

La relazione muove dall’assetto societario e dalla normativa di riferimento, soffermandosi sulla disciplina statutaria degli organi e sui relativi compensi. Rileva che i componenti del Consiglio di amministrazione sono passati da tre a cinque dal 20 aprile 2021 e che i compensi deliberati sono rimasti invariati, con un incremento di quelli effettivamente erogati.

Sul sistema dei controlli interni, la Corte dà atto che la società ha adottato il modello organizzativo ex d.lgs. n. 231 del 2001, ha nominato l’Organismo di vigilanza e il Responsabile per la prevenzione della corruzione e la trasparenza, approvando il Piano triennale 2022-2024. Sottolinea però che la società non ha ritenuto di istituire un servizio di audit interno, reputando sufficienti i presidi esistenti, e segnala l’esigenza di un rafforzamento dei controlli anche mediante l’introduzione dell’internal audit, per dare piena attuazione alle disposizioni del d.lgs. n. 24 del 2023, applicabili ai soggetti del settore pubblico tra cui le società a controllo pubblico.

Passando ai risultati contabili, la Corte rileva che l’esercizio 2022 si è chiuso con un utile di euro 1.838.074, in netta inversione rispetto alla perdita del 2021, per effetto dell’aumento del valore della produzione e della crescita dei ricavi industriali, più che raddoppiati. Il patrimonio netto sale a euro 22.610.008, mentre le disponibilità liquide si riducono a euro 37.402.403, per i flussi negativi dell’attività operativa. Il costo del personale aumenta per le assunzioni effettuate in relazione ai programmi di espansione.

Sul Progetto Cinecittà finanziato con il PNRR, la Corte ricostruisce la rimodulazione del piano dopo l’esclusione degli investimenti dell’area di Torre Spaccata, con il relativo ridimensionamento dell’investimento complessivo. Richiama il monitoraggio svolto dalla Sezione, dando atto che al 30 giugno 2023 non erano ancora state trasferite somme e che il progetto era stato avviato con anticipazioni su risorse proprie. Segnala inoltre il ricorso al credito bancario per far fronte ai pagamenti dei fornitori in attesa del primo acconto.

Sull’attività contrattuale, in qualità di organismo di diritto pubblico, la Corte evidenzia il forte incremento del valore complessivo dei contratti e la netta prevalenza degli affidamenti diretti, circa due terzi del totale, motivata dalla società con l’innalzamento delle soglie. Quanto al contenzioso, la società non registra controversie di lavoro ed è parte attiva nella maggior parte dei giudizi civili pendenti, con accantonamenti prudenziali al fondo rischi, in particolare per l’accertamento fiscale delle rendite catastali ai fini dell’Imu, giunto all’esame della Corte di cassazione.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Condividi:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *