Controllo sulla gestione finanziaria e pianificazione distrettuale (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 111 del 07.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
L’Autorità di bacino distrettuale, ente pubblico non economico sottoposto al controllo della Corte dei conti ai sensi dell’art. 2 della legge n. 259 del 1958, è tenuta al tempestivo rinnovo degli organi di controllo interno, la cui mancata operatività incide negativamente sul fisiologico ciclo del bilancio. Grava sull’ente l’obbligo di una oculata programmazione della spesa, finalizzata alla progressiva riduzione dell’avanzo di amministrazione non vincolato. La mancata valorizzazione del fondo per rischi ed oneri e l’assenza di puntuali accantonamenti per le liti in corso costituiscono un’anomalia contabile da sanare, assicurando che quanto accantonato nell’avanzo vincolato trovi riscontro nel bilancio economico-patrimoniale. La pianificazione di distretto si articola nei piani di gestione delle acque, di gestione del rischio alluvioni e di assetto idrogeologico, strumenti a carattere vincolante e conformativo per le amministrazioni e i privati.
Il Fatto
La Corte dei conti, in adempimento all’art. 7 della legge n. 259 del 1958, ha svolto il controllo sulla gestione finanziaria dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale per l’esercizio 2024. L’ente, operativo dal 2017 e in gestione ordinaria di bilancio solo dal 2022, è sottoposto al controllo della Sezione del controllo sugli enti in forza della determinazione n. 129 del 2018 e del successivo d.p.c.m. 17 dicembre 2019, n. 4361. L’esame ha riguardato il rendiconto generale dell’esercizio, adottato dalla Conferenza istituzionale permanente con deliberazione del 31 luglio 2025 in ritardo rispetto ai termini previsti, e l’attività complessiva dell’ente.
La Motivazione della Corte
La Corte ha verificato l’assetto organizzativo e contabile dell’Autorità, riscontrando una grave carenza di personale: a fronte di una dotazione organica di 111 unità, la consistenza al 31 dicembre 2024 era di sole 50 unità, senza programmi di assunzione nell’anno. L’ente ha ottenuto l’autorizzazione all’assunzione di 14 unità solo con il d.p.c.m. del 29 gennaio 2025. La Sezione ha richiamato l’attenzione sul superamento del periodo di prorogatio per il Collegio dei revisori, scaduto a fine 2024 e rinnovato solo con decreto ministeriale dell’8 luglio 2025, ritardo che ha influito sull’approvazione del conto consuntivo.
Quanto alla gestione finanziaria, il rendiconto 2024 chiude con un avanzo di amministrazione di euro 18.930.988, in aumento rispetto all’anno precedente. La Sezione ha evidenziato la necessità di una migliore programmazione delle spese per evitare l’incremento dell’avanzo non vincolato, pari a circa 13 milioni di euro. Ha inoltre segnalato la mancata valorizzazione del fondo per rischi ed oneri e l’opportunità di illustrare nella nota integrativa i vincoli di destinazione dell’avanzo.
Sul piano dell’attività istituzionale, la Corte ha preso atto dell’avvio del nuovo ciclo di pianificazione 2027-2033 per il Piano di gestione delle acque e il Piano di gestione del rischio alluvioni, nonché dell’adozione definitiva del Piano di assetto idrogeologico per i dissesti geomorfologici, formalizzato con d.p.c.m. del 29 gennaio 2026. Ha infine raccomandato la regolare formalizzazione delle decisioni della Segreteria tecnico-operativa e una valutazione attenta sull’uso di piattaforme dati, in ottica di efficienza della spesa.
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Nota della Redazione
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