Controllo Corte dei conti su gestione finanziaria Autorità sistema portuale (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 29 del 15.03.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione finanziaria delle Autorità di sistema portuale, esercitato ai sensi dell’art. 6, comma 9, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, si sostanzia in una verifica globale della regolarità contabile e dell’efficienza gestionale dell’ente, con riferimento agli equilibri di bilancio, alla programmazione delle opere e alla gestione delle risorse pubbliche. La Sezione del controllo sugli enti riferisce al Parlamento il risultato del controllo, segnalando le criticità riscontrate e formulando raccomandazioni. Il perdurare della prorogatio degli organi oltre i limiti ordinari, la mancata adozione degli strumenti di pianificazione strategica previsti dalla legge e il ritardo nell’avvio delle opere programmate costituiscono elementi di irregolarità gestionale che incidono sulla funzionalità dell’ente.

Il Fatto

La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti ha esaminato il rendiconto generale dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale per l’esercizio finanziario 2021, trasmesso in adempimento dell’art. 4 della legge n. 259 del 1958. L’ente è subentrato alla preesistente Autorità portuale di Ravenna per effetto del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169, mantenendo la medesima circoscrizione territoriale comprendente il porto canale di Ravenna.

Il controllo ha riguardato la gestione finanziaria, patrimoniale e organizzativa, con particolare attenzione agli organi di amministrazione, alla gestione del personale, alla programmazione delle opere portuali, alla gestione dei beni demaniali e dei servizi di interesse generale, nonché all’utilizzo dei finanziamenti PNC per l’Hub portuale di Ravenna.

La Motivazione della Corte

La Sezione ha rilevato che nell’esercizio 2021 tutti gli organi dell’ente sono stati rinnovati dopo un periodo eccedente la naturale scadenza, in applicazione della proroga emergenziale di cui all’art. 33 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23. Il Presidente è stato confermato per un nuovo quadriennio, il Comitato di gestione è stato rinnovato con delibera presidenziale n. 96 del 1° aprile 2021 e il Collegio dei revisori è stato rinnovato con d.m. 28 ottobre 2021, n. 417.

Quanto alla programmazione strategica, la Corte ha accertato che l’Autorità, nell’esercizio oggetto di controllo, non aveva ancora adottato alcun Documento di pianificazione strategica di sistema (DPSS), pur essendo previsto dall’art. 5 della legge n. 84 del 1994. L’ente disponeva unicamente del Piano regolatore portuale adottato nel 2007, con proroga di efficacia del decreto VIA fino al 18 maggio 2027. Solo con delibera presidenziale a contrarre n. 338 del 28 settembre 2023 è stata avviata la procedura di gara per l’elaborazione del DPSS.

Con riferimento alla pianificazione delle opere, la Corte ha evidenziato che il Programma triennale dei lavori pubblici 2021-2023 ha subito quattro interventi di modifica, con una variazione della consistenza complessiva da 108,6 milioni a 148,2 milioni di euro. Le motivazioni di tali variazioni non emergono in modo puntuale dalle deliberazioni, che si limitano genericamente a richiamare esigenze sopravvenute. Quasi nessuna delle opere programmate ha avuto avvio nell’esercizio di iniziale programmazione, con una riprogrammazione sistematica tra annualità successive.

In materia di personale, la Corte ha rilevato un incremento della spesa complessiva da 4,68 milioni a 5,25 milioni di euro, con un aumento del costo medio unitario del 9 per cento. L’ente ha proceduto all’assunzione di nuove unità, portando l’organico a 77 dipendenti a fine 2021, ancora inferiore alla dotazione programmata. Il Collegio dei revisori ha attestato il rispetto dei limiti di spesa e il versamento dei correlati risparmi al bilancio dello Stato.

La gestione finanziaria ha registrato un avanzo di competenza di 35,4 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto al disavanzo di 52,8 milioni del 2020, principalmente per la riduzione degli impegni in conto capitale e per le maggiori entrate tributarie. L’avanzo di amministrazione è passato da 35 milioni a 71,9 milioni di euro, mentre il patrimonio netto è cresciuto del 6 per cento.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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