Controllo Corte dei conti su ITA Airways: perdita 2022 e governance (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 24 del 01.03.2024)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo successivo sulla gestione finanziaria degli enti sottoposti a vigilanza, riferisce al Parlamento il risultato dell’esame della gestione di Italia Trasporto Aereo S.p.a., società interamente partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze assoggettata al controllo ai sensi della legge n. 259 del 1958. Il giudizio si fonda sull’analisi del bilancio d’esercizio, delle relazioni degli organi di amministrazione e di controllo e degli atti acquisiti. Il controllo non ha funzione sanzionatoria né repressiva, ma di referto alle Presidenze delle due Camere, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958, con comunicazione del bilancio corredato delle relazioni. Restano distinti i profili di legittimità dell’operato degli amministratori, oggetto di eventuali giudizi di responsabilità, dall’accertamento delle risultanze gestionali e finanziarie esposte nella relazione.
Il Fatto
La Società Italia Trasporto Aereo S.p.a. è stata costituita con decreto interministeriale del 9 ottobre 2020, in attuazione dell’art. 79 del decreto-legge n. 18 del 2020, con capitale iniziale interamente versato dal Ministero dell’economia e delle finanze. L’apporto pubblico complessivo, originariamente previsto fino a 3 miliardi di euro, è stato ridotto a 1,35 miliardi a seguito delle interlocuzioni con la Commissione europea, conclusesi con la decisione n. SA.58173 del 10 settembre 2021. L’attività operativa di volo è iniziata il 15 ottobre 2021.
La Corte ha esaminato il bilancio dell’esercizio 2022, chiuso con un risultato operativo negativo e una perdita d’esercizio, riferendo contestualmente sui principali fatti di gestione del 2023, tra cui il processo di privatizzazione.
La Motivazione della Corte
La Corte ricostruisce la genesi societaria e l’avvio dell’attività operativa, dando atto dell’implementazione del Piano industriale, delle variazioni richieste dalla Commissione europea in punto di discontinuità economica con Alitalia in amministrazione straordinaria e della valutazione dell’investimento pubblico secondo il principio dell’operatore in economia di mercato.
Sul piano patrimoniale, il capitale sociale è stato oggetto, nel novembre 2022, di un ripianamento integrale delle perdite, con abbattimento del capitale e successivo aumento di 400 milioni sottoscritto dal socio unico. Il patrimonio netto è risultato positivo, nonostante la perdita d’esercizio riportata.
La Corte rileva quindi le tensioni che hanno caratterizzato la governance nel 2022, con dimissioni della maggioranza dei consiglieri non esecutivi, revoca delle deleghe al Presidente e modifica statutaria con l’introduzione della clausola simul stabunt simul cadent. Riferisce poi sull’assetto societario del 2023, sulla riduzione del Consiglio a tre componenti e sugli accordi con il partner industriale estero.
Quanto al contenzioso giuslavoristico, la Corte dà conto delle pronunce favorevoli e contrarie sulla continuità dei rapporti con Alitalia ex art. 2112 cod. civ., richiamando l’interpretazione autentica dettata dall’art. 6 del decreto-legge n. 131 del 2023, che esclude il trasferimento d’azienda per le cessioni effettuate sulla base di decisioni della Commissione che neghino la continuità economica.
Sul processo di privatizzazione, la Corte riferisce la procedura competitiva avviata con il d.p.c.m. dell’11 febbraio 2022, il negoziato in esclusiva conclusosi senza intesa, la lettera d’intenti sottoscritta dal Mef e la notifica dell’operazione alla Direzione generale Concorrenza della Commissione europea, con avvio della procedura ai sensi del regolamento (CE) n. 139/2004.
La relazione si chiude con la comunicazione alle Presidenze delle due Camere, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958, del bilancio e della relazione come deliberata, quale parte integrante.
Nota della Redazione
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