Controllo sulla gestione finanziaria ENIT, avanzo di esercizio e carenze di governance (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 12 del 19.02.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti sottoposti a vigilanza, ai sensi dell’art. 100, secondo comma, della Costituzione e dell’art. 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, accerta la regolarità contabile e la coerenza tra i risultati di bilancio e gli obiettivi istituzionali dell’ente. L’avanzo economico di esercizio non costituisce, di per sé, indice di sana gestione quando l’ente operi su contributi interamente riconosciuti dallo Stato e sia tenuto a tendere al pareggio di bilancio. L’assenza della relazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili, prevista dallo statuto, priva il bilancio dell’attestazione di corrispondenza alle scritture contabili e della verifica di idoneità a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria. I mutamenti normativi che hanno modificato più volte la governance e il Ministero vigilante incidono negativamente sulla programmazione e sulla missione dell’ente.
Il Fatto
La Corte dei conti, Sezione del controllo sugli enti, ha esaminato il bilancio consuntivo dell’ENIT — Agenzia nazionale del turismo — relativo all’esercizio finanziario 2023, trasmesso in adempimento dell’art. 4 della legge n. 259 del 1958, insieme alle relazioni degli organi di amministrazione e di revisione. L’ente, istituito nel 1919 e trasformato nel 2014 in ente pubblico economico, è stato definitivamente soppresso il 5 marzo 2024, con contestuale costituzione della società ENIT S.p.a. ai sensi dell’art. 25 del decreto-legge n. 44 del 2023.
Il controllo ha riguardato l’assetto ordinamentale, la governance, le risorse umane, l’attività contrattuale e i risultati contabili della gestione. La Sezione riferisce alle Presidenze delle due Camere del Parlamento il risultato del controllo eseguito e i fatti di maggior rilievo intervenuti successivamente alla chiusura dell’esercizio.
La Motivazione della Corte
Il bilancio 2023 si chiude con un avanzo economico di euro 6.052.428, in netta diminuzione rispetto agli 11.405.445 euro dell’esercizio precedente, a fronte di un valore della produzione di 50.507.446 euro e di costi di produzione di 43.988.521 euro. La Sezione sottolinea che tale risultato non può essere letto in chiave positiva, trattandosi di un ente la cui vocazione è finanziata da contributi interamente riconosciuti dallo Stato e che dovrebbe tendere al pareggio di bilancio. L’ente ha peraltro approvato il bilancio preventivo 2023 solo nell’ottobre 2023, prevedendo un disavanzo economico di euro 13.351.563, significativamente discosto dal risultato effettivamente conseguito pochi mesi dopo.
La Corte rileva che dal 15 novembre 2022 l’ente è privo del direttore della struttura “Finanza, amministrazione e controllo”, mai sostituito fino alla soppressione. Le dimissioni del direttore finanziario hanno comportato il venir meno della figura del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili, previsto dall’art. 14 dello statuto. Di conseguenza, il bilancio 2023, approvato dal Consiglio di amministrazione il 6 aprile 2024 e dal Ministero del turismo il 29 agosto 2024, non è accompagnato dalla prescritta relazione in ordine alla corrispondenza dei documenti contabili alle risultanze dei libri e delle scritture e alla loro idoneità a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria.
La Sezione richiama inoltre le criticità già segnalate in ordine al contingente di 120 unità assunto in avvalimento presso il Ministero del turismo ai sensi dell’art. 8, comma 6-ter, del decreto-legge n. 77 del 2021, per il quale l’ente non ha fornito il quadro aggiornato delle assegnazioni. Sul piano patrimoniale, il patrimonio netto passa da euro 45.192.210 a euro 51.244.636, i crediti aumentano da euro 14.370.695 a euro 17.282.905 e i debiti salgono da euro 13.782.390 a euro 15.046.855. L’ente presenta un’evidente eccedenza delle disponibilità liquide, pari a euro 48.616.575, cresciuta rispetto agli esercizi precedenti, con depositi presso il conto di tesoreria unica in Banca d’Italia per euro 46.881.362.
La Corte osserva infine che i continui mutamenti normativi, volti a modificare la governance dell’ente e a individuare Ministeri vigilanti via via differenti, hanno condizionato negativamente lo svolgimento della missione istituzionale, non agevolando la linearità della programmazione nel tempo delle attività. L’esercizio si chiude in un contesto di transizione: la soppressione dell’ente pubblico e il trasferimento dei rapporti attivi e passivi al Ministero del turismo, con nomina di un Commissario liquidatore, segnano il definitivo superamento dell’assetto sottoposto al controllo.
Nota della Redazione
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