La Corte dei conti controlla la gestione finanziaria di EUR Spa per il 2024 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 127 del 30.06.2026)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione finanziaria delle società a partecipazione pubblica, esercitato dalla Corte dei conti ai sensi dell’art. 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, è finalizzato a riferire al Parlamento il risultato dell’azione amministrativa, con particolare attenzione all’economicità della gestione, all’efficacia dei sistemi di controllo interno e al rispetto degli obiettivi di contenimento della spesa fissati ai sensi dell’art. 19, comma 5, d.lgs. n. 175/2016. Nell’esercizio del controllo, la Sezione valuta anche la regolarità dei processi di rinnovo degli organi sociali, l’adeguatezza delle procedure di affidamento di incarichi e l’andamento del contenzioso, segnalando le criticità che possano pregiudicare l’equilibrio della gestione. L’ente sottoposto a controllo è tenuto ad adottare modelli organizzativi conformi al d.lgs. n. 231/2001 e misure di prevenzione della corruzione ai sensi della legge n. 190/2012.
Il Fatto
La Corte dei conti, Sezione del controllo sugli Enti, ha svolto il controllo sulla gestione finanziaria di EUR Spa, società a controllo pubblico (90 per cento Mef, 10 per cento Roma Capitale) che gestisce il complesso immobiliare dell’EUR, per l’esercizio 2024. Il controllo si è concluso con la determinazione n. 127 del 23 giugno 2026, che ha comunicato alle Camere la relazione deliberata. La società, il cui statuto prevede la valorizzazione del patrimonio nel rispetto del suo valore storico-artistico, ha chiuso il bilancio 2024 con un utile di 7,2 milioni di euro, in netto calo rispetto ai 15,25 milioni dell’anno precedente.
La Motivazione della Corte
La Sezione ha incentrato l’analisi sui risultati di bilancio, sull’andamento del contenzioso e sul rinnovo degli organi sociali. Ha rilevato come all’incremento del fatturato (+2,4 per cento) corrisponda un aumento dei costi operativi del 6,1 per cento, con un conseguente calo del margine operativo lordo e del risultato operativo. L’utile, pari a 7,2 milioni, è stato sostenuto dalla gestione finanziaria, positiva per 7,98 milioni grazie agli interessi attivi su depositi vincolati. La Corte ha inoltre evidenziato un aumento del costo del personale (da 9,28 a 11,49 milioni) dovuto a nuove assunzioni, premi di produttività e politiche retributive, nonché una crescita delle spese per il contenzioso (505.921 euro nel 2024).
Particolare attenzione è stata dedicata al contenzioso per la realizzazione dell’Acquario di Roma, con crediti per penali attive di 24 milioni, interamente svalutati nel fondo rischi, e all’evoluzione delle vicende giudiziarie relative al Palazzo dello Sport e ai contratti derivati. La Corte ha apprezzato la definizione transattiva di alcune vertenze, ma ha segnalato la necessità di una celere conclusione della liquidazione delle società controllate e partecipate ancora pendente.
Su un piano più generale, la Sezione ha richiamato l’importanza di una tempestiva nomina degli organi di indirizzo politico-amministrativo, dopo le dimissioni dell’amministratore delegato e il rinnovo solo nel luglio 2024. Ha inoltre raccomandato il rispetto del principio di rotazione negli affidamenti di incarichi professionali, il ricorso agli stessi solo in assenza di professionalità interne e un maggiore utilizzo delle piattaforme Consip e Mepa per ottimizzare la spesa.
Infine, la Corte ha verificato il conseguimento degli obiettivi di contenimento dei costi operativi, fissati dall’azionista ai sensi dell’art. 19, comma 5, d.lgs. n. 175/2016, con un rapporto costi/valore della produzione pari al 70 per cento, inferiore all’obiettivo del 78 per cento. La gestione finanziaria, pur contribuendo positivamente al risultato, è stata oggetto di monitoraggio, così come l’attuazione dei progetti finanziati dal PNRR, per i quali la società opera come soggetto attuatore delegato per conto di Roma Capitale.
Nota della Redazione
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