Controllo sulla gestione finanziaria della Fondazione MAXXI per l’esercizio 2022 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 100 del 08.07.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti sottoposti, ai sensi dell’art. 12 della legge n. 259 del 1958, si conclude con una relazione alle Presidenze delle due Camere che dà conto del risultato complessivo della gestione, della sua sostenibilità economica e finanziaria e delle prospettive di medio periodo. La circostanza che l’ente sia un organismo di diritto privato in controllo pubblico non esime dalla verifica della condizione di indispensabilità delle entrate derivanti dalle erogazioni pubbliche, quando le risorse proprie restino ampiamente al di sotto della metà dei proventi. In tale evenienza la Corte segnala che l’equilibrio di cassa dipende dal regolare versamento dei contributi statali e che l’incremento strutturale dei costi — per ampliamento della pianta organica, nuove sedi museali e progetti di investimento — non è sostenibile nel medio-lungo periodo senza un adeguato e crescente sostegno pubblico.

Il Fatto

La vicenda riguarda la Fondazione MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, ente di diritto privato in controllo pubblico, sottoposto al controllo della Corte dei conti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 6 febbraio 2017. La Corte ha esaminato il conto consuntivo 2022 dell’Ente, corredato dalle relazioni del Direttore generale e del Collegio dei sindaci, trasmesso in adempimento dell’art. 4 della legge n. 259 del 1958.

La gestione del 2022 si colloca dopo la fase pandemica. Nel corso dell’esercizio l’Ente ha modificato lo statuto, rinnovato il Presidente, il Direttore artistico e il Segretario generale, e ha proseguito lo sviluppo della sede aquilana di Palazzo Ardinghelli e del programma “Il Grande MAXXI”.

La Motivazione della Corte

La Corte ricostruisce anzitutto il quadro dei proventi. Il rendiconto gestionale 2022 chiude con un utile di euro 13.792, in aumento rispetto ai 3.673 euro del 2021, per effetto del risultato positivo della gestione caratteristica, pari ad euro 111.739. I proventi complessivi ammontano ad euro 20.556.101, con un incremento del 34,58 per cento; i contributi di gestione, pari ad euro 13.144.958, crescono del 30,81 per cento e pesano per il 63,95 per cento sul totale.

Le risorse proprie dell’Ente — biglietteria, altri ricavi e proventi, altri contributi — incidono per il 36,05 per cento, in crescita dal 34,21 per cento del 2021 ma ancora ampiamente minoritarie. Da ciò la Corte desume che la sostenibilità economica della Fondazione continua a evidenziare una condizione di indispensabilità delle entrate derivanti dalle erogazioni pubbliche, nonché dal contributo di Ales Spa.

Sul versante dei costi, pari ad euro 20.444.362 e in aumento del 34,70 per cento, la Corte rileva che i costi per servizi, pari ad euro 14.983.939, rappresentano il 73,29 per cento del totale. Il costo del personale, pari ad euro 2.635.458, incide per il 12,89 per cento e, sommato agli altri costi del personale e alle consulenze, raggiunge un’incidenza del 19,24 per cento, in calo rispetto al 21,21 per cento del 2021. La spesa per gli organi aumenta del 22,26 per cento, mentre quella per la dirigenza di vertice diminuisce dell’1,30 per cento.

L’analisi patrimoniale evidenzia un patrimonio netto di euro 19.800.511, in aumento dell’8,49 per cento, con un fondo di dotazione di euro 18.426.082. Le immobilizzazioni crescono del 7,60 per cento, per effetto soprattutto delle nuove acquisizioni di opere d’arte. I crediti flettono del 30,38 per cento, mentre i debiti aumentano del 6,92 per cento, ampliando il divario tra le due voci. I risconti passivi, pari ad euro 8.283.131, contengono contributi per mostre, il sostegno alla sede aquilana e le risorse destinate agli investimenti.

Sul piano finanziario, la Corte osserva che i flussi dell’attività operativa si riducono del 9,45 per cento e che l’equilibrio di cassa dipende dal regolare versamento dei contributi statali. Quanto al programma “Il Grande MAXXI”, sono state attivate tre linee di finanziamento per complessivi 37,5 milioni di euro. La Corte conclude che il deliberato incremento della pianta organica, il progetto del Grande MAXXI e la crescita dei costi di gestione per la sede de L’Aquila non possono essere sostenuti nel medio-lungo periodo senza un adeguato e crescente sostegno di risorse pubbliche.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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