Controllo sulla gestione finanziaria dell’INGV per l’esercizio 2023 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 120 del 20.10.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti pubblici di ricerca, ai sensi dell’art. 12 della l. n. 259 del 1958, non si esaurisce nella verifica della regolarità del rendiconto, ma si estende alla valutazione degli equilibri di bilancio, della gestione dei residui e dell’osservanza dei vincoli di spesa. L’ente di ricerca che registra un avanzo di amministrazione in forte crescita è tenuto a dimostrare che l’incremento derivi da risorse di scopo effettivamente vincolate e non da una mera dilazione dei pagamenti. Il considerevole aumento dei residui attivi e passivi, ancorché collegato alla registrazione di progetti finanziati dal PNRR, impone una verifica costante della permanenza delle ragioni creditorie e debitorie. Le norme speciali sulle assunzioni del personale di ricerca, in quanto derogatorie, sono di stretta interpretazione e non si estendono al personale amministrativo. Il ricorso a incarichi esterni deve rispettare il principio di autosufficienza dell’organizzazione amministrativa.

Il Fatto

La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti ha esaminato il rendiconto generale per l’esercizio 2023 dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ente pubblico di ricerca vigilato dal Ministero dell’università e della ricerca. Il rendiconto, corredato delle relazioni degli organi amministrativi e di controllo, è stato trasmesso alla Corte in adempimento dell’art. 4 della l. n. 259 del 1958.

L’Istituto è stato interessato da un processo di rafforzamento dell’organico e da una intensa attività progettuale, con particolare riferimento ai finanziamenti del PNRR e del Piano nazionale complementare. La Corte ha riferito al Parlamento sul risultato del controllo, formulando rilievi e raccomandazioni su personale, incarichi esterni e gestione dei residui.

La Motivazione della Corte

La Sezione ha ricostruito in via preliminare il quadro normativo dell’ente, richiamando il d.lgs. n. 381 del 1999, istitutivo dell’Istituto, e il d.lgs. n. 218 del 2016, che ne disciplina la semplificazione. Ha rilevato che l’Ente si è dotato fin dal 2017 dello statuto e delle disposizioni regolamentari in materia di contabilità e organizzazione, adeguandosi alle prescrizioni del d.lgs. n. 91 del 2011 in tema di armonizzazione contabile. Non è stato invece adottato il piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio, previsto dall’art. 19 del d.lgs. n. 91 del 2011.

Sul personale, la Corte ha preso atto dell’incremento complessivo in servizio, pari a 1.244 unità, sostenuto da assunzioni straordinarie e stabilizzazioni. Ha tuttavia ricordato che le norme speciali per le assunzioni del personale di ricerca, in quanto derogatorie rispetto alla disciplina generale, vanno interpretate restrittivamente e non possono essere applicate alle assunzioni di personale amministrativo. Sul piano contabile, l’Ente ha rispettato il criterio di utilizzazione delle entrate proprie, attestatosi al 46 per cento a fronte del limite dell’80 per cento previsto dall’art. 9, comma 2, del d.lgs. n. 218 del 2016.

Quanto agli incarichi esterni, la Sezione ha rilevato che gli affidamenti risultano più che raddoppiati rispetto all’esercizio precedente. Ha invitato l’Ente a fare ricorso a incarichi nella misura strettamente necessaria, nel rispetto del principio di autosufficienza e previa verifica dell’incapacità delle risorse interne di svolgere l’attività affidata all’esterno, con oggetto perimetrato e compenso congruo.

Sul piano dei risultati contabili, il risultato finanziario è passato da 24.678.535 a 45.026.263 euro, con un incremento dell’82,5 per cento, per effetto della crescita delle entrate. L’avanzo di amministrazione ha raggiunto 180.940.876 euro, in aumento del 31,4 per cento. La Corte ha però rilevato che la massa dei residui attivi è aumentata del 76,9 per cento, mentre i residui passivi sono cresciuti del 45,5 per cento, in larga misura per la registrazione degli accertamenti e degli impegni relativi ai progetti finanziati dal PNRR. Nonostante il miglioramento del tasso di smaltimento, la Sezione ha rinnovato l’invito a verificare costantemente la permanenza delle ragioni creditorie e debitorie, specie per i residui di parte corrente più risalenti.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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