Controllo gestione finanziaria ONAOSI, squilibrio di funzionamento e monitoraggio dell’equilibrio attuariale (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 169 del 12.01.2026)

Principi di diritto (Massima)
Nel referto sul risultato del controllo sulla gestione finanziaria di una fondazione sottoposta al controllo della Corte dei conti, ai sensi del d.lgs. 30 giugno 1994, n. 509, la Corte valuta la compatibilità tra riscossioni contributive e costi sostenuti e l’equilibrio di medio-lungo periodo espresso dal bilancio tecnico attuariale. La circostanza che la gestione caratteristica presenti un saldo negativo e che il saldo gestionale del bilancio contabile risulti inferiore a quello previsto dal bilancio tecnico impone all’ente un monitoraggio attento degli andamenti, in particolare delle spese di funzionamento. Il rispetto formale del limite statutario del due per mille del patrimonio netto per i compensi degli organi non esonera dall’obbligo di contenere la crescita degli oneri di struttura, che incidono negativamente sul valore della produzione.

Il Fatto
La Fondazione Opera Nazionale Assistenza Orfani Sanitari Italiani (ONAOSI), ente di diritto privato con sede in Perugia, sottoposto al controllo della Corte dei conti ai sensi del d.lgs. 30 giugno 1994, n. 509, eroga prestazioni assistenziali agli orfani dei sanitari iscritti. La Corte ha esaminato il conto consuntivo dell’esercizio 2023, le relazioni degli organi amministrativi e di revisione, il bilancio tecnico attuariale al 31 dicembre 2023 e la relazione della Covip, riferendo al Parlamento il risultato del controllo.

La Motivazione della Corte

La Corte ricostruisce anzitutto il quadro della gestione assistenziale. Gli iscritti sono pari a 151.738 (155.108 nel 2022), in diminuzione del 2,2 per cento, con contrazione di tutte le categorie di contribuenti. I ricavi contributivi ammontano a euro 30.670.826, in flessione dello 0,7 per cento, e costituiscono il 91,6 per cento del valore della produzione, pari a euro 33.500.057. Le erogazioni assistenziali, pari a euro 15.453.687, sono in aumento del 3,2 per cento e rappresentano il 44 per cento dei costi della produzione, pur a fronte di un numero inferiore di prestazioni. Il patrimonio netto, di euro 365.651.825, copre 23,7 annualità delle prestazioni, nel rispetto del vincolo della riserva legale.

Sotto il profilo degli oneri di struttura, la Corte rileva che i costi complessivi per gli organi statutari, comprensivi delle spese di trasferta, sono pari a euro 792.709 nel 2023 (euro 747.292 nel 2022), in costante crescita nel triennio. I compensi al netto delle trasferte, pari a euro 654.365, rispettano il limite statutario del due per mille del patrimonio netto contabile, attestandosi all’1,79 per mille, ma la Corte sottolinea la necessità di contenere gli oneri di funzionamento.

La Corte esamina poi la gestione patrimoniale. Le immobilizzazioni finanziarie ammontano a euro 294.777.975, rappresentate per il 98,5 per cento da titoli di Stato. La gestione è svolta in forma diretta con un ufficio dedicato e un advisor esterno, il cui incarico è stato più volte prorogato senza soluzione di continuità sino al 31 dicembre 2025. La Corte invita l’ente ad assicurare il più ampio accesso al mercato, nel rispetto dei principi di pari opportunità, imparzialità, non discriminazione e rotazione negli incarichi. Nel quinquennio 2019-2023 il rendimento netto medio annuo composto è pari al 2,09 per cento a valori contabili e allo 0,31 per cento a valori di mercato.

Il patrimonio immobiliare, al netto di ammortamenti e svalutazioni, ammonta a euro 72.929.438, in lieve diminuzione. Gli immobili sono destinati per il 90 per cento ad attività istituzionali. Quanto ai fondi rischi e oneri, pari a euro 14.751.263, la Corte rinnova l’invito a dare adeguata evidenza, nella nota integrativa, della permanenza dei presupposti che ne giustificano l’accantonamento, in ossequio ai criteri dell’Oic 31, e ad utilizzare al meglio le somme ove sia venuta meno l’efficacia degli atti giustificativi.

Il punto centrale del referto riguarda l’equilibrio economico-finanziario. La gestione caratteristica presenta un saldo negativo di euro 1.642.378, in peggioramento rispetto al precedente esercizio (euro 1.106.714). Dal confronto tra bilancio consuntivo e bilancio tecnico al 31 dicembre 2023 emerge una flessione del saldo assistenziale del 32,3 per cento e del saldo gestionale del 41,3 per cento. Il tecnico attuariale, pur non ravvisando elementi tali da mutare il giudizio sull’equilibrio di medio-lungo periodo, rileva che il patrimonio risulta inferiore del 3,1 per cento rispetto alle previsioni. La Corte, preso atto di tali conclusioni, sottolinea la rilevanza delle differenze tra i due saldi e ribadisce l’invito a un attento monitoraggio, attesa la consistenza delle spese di struttura.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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