Controllo sulla gestione del PNRR e rischio di definanziamento dei progetti (Corte dei Conti Sez. contr. Lombardia n. 38 del 16.02.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione dei progetti finanziati dal PNRR, svolto dalla Sezione regionale della Corte dei conti ai sensi dell’art. 7 del d.l. 31 maggio 2021 n. 77, si concentra sul raggiungimento dei risultati intermedi e sulla progressione dei relativi procedimenti amministrativi, senza attendere l’esito conclusivo delle attività. La verifica riguarda l’acquisizione e l’impiego delle risorse, la loro legittimità e regolarità, nonché la rispondenza dei risultati agli obiettivi di legge. Qualora le obbligazioni giuridicamente vincolanti già assunte rischino di perdere la fonte del trasferimento statale per effetto di un definanziamento, sorge un problema di copertura che deve essere affrontato tempestivamente per non incidere sugli equilibri di bilancio dell’ente.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo per la Lombardia ha avviato nel marzo 2023, e integrato nel novembre 2023, un’attività istruttoria nei confronti di un Comune in qualità di soggetto attuatore di progetti del PNRR. L’indagine prosegue la ricognizione già svolta nel 2022 ed è stata rimodulata dopo l’entrata in vigore dell’art. 1, comma 12 quinquies, del d.l. 22 aprile 2023 n. 44, che ha escluso il controllo concomitante per i progetti PNRR, circoscrivendo l’attività al solo controllo sulla gestione.
Il Comune risulta titolare di cinquantatré progetti, per un ammontare di fondi PNRR di 213 milioni di euro e un valore complessivo degli interventi di 403,27 milioni. La questione centrale riguarda l’impatto della proposta di rimodulazione del Piano, approvata dal Consiglio dell’Unione europea l’8 dicembre 2023, su ventidue progetti potenzialmente interessati da definanziamento.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ricostruisce anzitutto il quadro normativo. Il controllo sulla gestione è disciplinato dall’art. 7 del d.l. n. 77/2021 e dall’art. 3 della legge n. 20/1994 e viene svolto anche in corso di esercizio. La Sezione richiama il criterio della Sezione delle Autonomie, secondo cui i controlli devono focalizzarsi su segmenti di gestione connessi alla realizzazione degli obiettivi intermedi, non potendo attendere l’esito conclusivo delle attività.
Quanto all’avanzamento procedurale, il 22,64 per cento dei progetti è in fase di avvio, il 7,55 per cento in aggiudicazione, un ulteriore 7,55 per cento in stipula del contratto, il 50,94 per cento in esecuzione e l’11,32 per cento concluso. Sul piano finanziario, le risorse accertate ammontano a 143,25 milioni, pari al 66,99 per cento dei fondi PNRR, mentre i pagamenti, pari a 19,11 milioni, costituiscono il 13,35 per cento delle risorse accertate. La Sezione osserva che tale livello sembra indicare una rendicontazione delle spese ancora in fase iniziale.
Il nucleo della deliberazione riguarda gli effetti della rimodulazione. Poiché non vi è una indicazione analitica dei progetti interessati, l’Ente ha ricavato l’ipotesi dal Dossier del Servizio Studi della Camera dei Deputati. I ventidue progetti potenzialmente coinvolti valgono 24,98 milioni di fondi PNRR, pari all’11,68 per cento dello stanziamento. La Corte rileva che la maggior parte di essi è in esecuzione o già conclusa e che la quota supera la media dell’insieme degli interventi nella stessa fase.
Da qui il principio: qualora alle obbligazioni giuridicamente vincolanti venisse a mancare la certezza di un trasferimento statale compensativo, si porrebbe un problema di copertura da affrontare tempestivamente per non creare squilibri di bilancio. La Sezione sottolinea le possibili conseguenze: nuovi costi per i servizi di architettura e ingegneria, contenziosi con gli operatori economici, interruzione o sospensione delle opere. Nelle successive verifiche si valuteranno gli effetti del definanziamento e le misure adottate a salvaguardia degli equilibri.
Nota della Redazione
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