Controllo gestione RFI ruolo Pnrr contratti di programma risultati (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 17 del 20.02.2024)

Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria, verifica i risultati della gestione di Rete ferroviaria italiana s.p.a. e riferisce al Parlamento ai sensi dell’art. 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259. Nel rendiconto dell’esercizio 2021 il controllo accerta la regolarità contabile e patrimoniale e valuta il ruolo del Gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale come soggetto attuatore del Pnrr. La relazione non contiene l’accertamento di un danno erariale, ma una valutazione complessiva sulla sana gestione e sulla sostenibilità economico-finanziaria della Società. Il giudizio resta funzionale alla vigilanza del Parlamento sull’impiego delle risorse pubbliche trasferite.

Il Fatto

La Sezione del controllo sugli enti ha esaminato il bilancio d’esercizio di Rete ferroviaria italiana s.p.a. relativo all’esercizio finanziario 2021, trasmesso alla Corte in adempimento dell’art. 4 della legge n. 259 del 1958, unitamente alle relazioni del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale. La Società è interamente partecipata da Ferrovie dello Stato italiane s.p.a. holding ed è titolare della concessione sessantennale della rete ferroviaria nazionale.

La gestione in esame si colloca in un periodo segnato dall’avvio del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che assegna a RFI il ruolo di soggetto attuatore di rilevanti interventi infrastrutturali. Il controllo si è esteso alle vicende di maggior rilievo intervenute successivamente, tra cui la rimodulazione della governance del Gruppo e i nuovi contratti di programma con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

La Motivazione della Corte

La Corte ricostruisce anzitutto il quadro normativo e societario, muovendo dall’art. 19 della legge 17 maggio 1985, n. 210 e dal d.p.c.m. 7 marzo 2007, che danno atto della permanenza del controllo della Corte su RFI. La Società è capogruppo di settore del Polo Infrastrutture, con funzioni di direzione e coordinamento verso le controllate e, su base contrattuale, verso Anas, Italferr e Ferrovie del Sud Est.

Sul versante del Pnrr, il Collegio rileva che al 30 giugno 2023 RFI risultava destinataria, come soggetto attuatore, di 24,30 mld per 159 interventi, importo riferito a un periodo antecedente alla revisione del Piano approvata in sede europea nel dicembre 2023. Sui progetti considerati erano stati fissati obiettivi per 42 interventi: 18 raggiunti e 24 non raggiunti, in gran parte per il prolungarsi degli iter autorizzativi.

Il controllo esamina poi lo stato di attuazione del Contratto di programma – parte investimenti. Il valore delle coperture finanziarie sul portafoglio dei progetti attivi è passato da 109 a 119 mld, per effetto di definanziamenti e della contrattualizzazione di risorse aggiuntive. La Corte dà conto della spesa per investimenti nel 2022, pari a 6,2 mld, e del rispetto dei limiti di performance per gli scostamenti attribuibili al Gestore.

Sul sistema di controllo interno, la Corte verifica l’assetto dell’internal auditing, il Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del d.lgs. n. 231 del 2001 e le misure di prevenzione della corruzione, dando atto dell’adozione del framework anticorruzione di Gruppo.

In materia di sicurezza, il Collegio richiama l’Autorizzazione di Sicurezza rilasciata da ANSFISA e segnala la necessità di una rivalutazione dell’efficacia dei sistemi tecnologici e di un rafforzamento dei controlli sulle attività operative, anche verso l’area degli appaltatori.

Quanto ai risultati contabili, il patrimonio netto nel 2021 ammonta a 33,93 mld e il risultato di esercizio a 274,65 mln, in crescita rispetto ai 38,29 mln del 2020, esercizio segnato dalle conseguenze economiche della pandemia. I flussi di cassa hanno generato liquidità per 458,9 mln, determinando disponibilità liquide finali per 859,8 mln. Il Collegio rimarca la scarsa comparabilità dei risultati tra i due esercizi e non formula rilievi sanzionatori, trasmettendo la relazione alle Presidenze delle Camere.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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