Correzione dell’errore materiale nel frontespizio della sentenza (Cass. pen. Sez. I n. 32103 del 27.08.2026)

Principi di diritto (Massima)
Il procedimento di correzione degli errori materiali nelle sentenze della Corte di cassazione è finalizzato a eliminare le omissioni o le inesattezze meramente materiali che non incidono sul contenuto sostanziale della decisione. La correzione del frontespizio della sentenza-documento è ammissibile quando le indicazioni omesse siano agevolmente rilevabili dal contenuto complessivo della pronuncia e la loro integrazione non comporti alcuna modifica del dispositivo né della motivazione. Tale rimedio non altera il decisum ma garantisce la completezza formale del documento, assicurando la corretta identificazione delle parti e del procedimento.

Il Fatto

La Corte di cassazione, Sezione Prima penale, aveva definito un ricorso proposto dalla Casa circondariale di Sassari, dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e dal Ministero della giustizia avverso un’ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Sassari, annullando senza rinvio il provvedimento impugnato.

A seguito della pronuncia, era stata rilevata un’omissione nel frontespizio della sentenza-documento: dopo le parole «sul ricorso proposto da:» mancava l’indicazione delle parti ricorrenti e, dopo le parole «Trib. sorveglianza di Sassari», l’indicazione che il provvedimento impugnato era stato emesso nell’ambito del procedimento relativo al reclamo proposto dal reclamante. La cancelleria aveva pertanto attivato il procedimento per la correzione dell’errore materiale.

La Motivazione della Corte

La Corte ha rilevato che le omissioni riscontrate nel frontespizio della sentenza-documento avevano natura meramente materiale, in quanto le indicazioni mancanti erano agevolmente desumibili dal contenuto complessivo della sentenza stessa. L’integrazione delle parole omesse non incideva in alcun modo sul decisum, né sulla motivazione della pronuncia, limitandosi a completare i dati formali del documento.

Nel verificare la sussistenza dei presupposti per la correzione, la Corte ha accertato che le omissioni riguardavano esclusivamente il frontespizio e non avevano determinato alcuna conseguenza sostanziale sull’esito del giudizio. La correzione si è resa necessaria per assicurare la completezza formale della sentenza, consentendo la corretta individuazione delle parti ricorrenti e del procedimento presupposto.

La Corte ha quindi disposto la correzione del frontespizio, ordinando l’inserimento delle parole «Casa circondariale di Sassari, Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e Ministero della giustizia» dopo l’indicazione «sul ricorso proposto da:» e delle parole «nell’ambito del procedimento contro Moccia Angelo» dopo l’indicazione del provvedimento impugnato, con mandato alla cancelleria per le annotazioni di legge.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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