La Corte dei conti rilancia il controllo sulla rete antiviolenza e raccomanda potenziamento del monitoraggio (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 48 del 29.06.2026)

Principi di diritto (Massima)
La gestione del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, finalizzato all’assistenza e al sostegno delle donne vittime di violenza e dei loro figli, richiede un sistema di governance strutturato e un monitoraggio efficace delle risorse ripartite alle regioni. La Corte dei conti, in sede di controllo sulla gestione, verifica la corrispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi stabiliti dalla legge, valutando costi, modi e tempi dell’azione amministrativa. L’adesione ai requisiti minimi previsti dall’Intesa del 14 settembre 2022 costituisce condizione necessaria per l’accesso ai fondi, a partire dal d.p.c.m. riferito all’annualità 2022. Le amministrazioni interessate devono comunicare, entro sei mesi, le misure consequenziali adottate ai sensi dell’art. 3, c. 6, l. n. 20/1994.

Il Fatto

La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha condotto un’indagine sulla gestione del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, con riferimento alle finalità di cui all’art. 5, comma 2, lettera d), del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito con modificazioni dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119. Il Fondo, allocato sul capitolo 496 e gestito dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, era già stato oggetto di una precedente indagine conclusa con deliberazione 5 settembre 2016, n. 9/2016/G, che aveva ritenuto non soddisfacente la gestione delle risorse assegnate per gli anni 2013-2014.

L’indagine attuale, pur avendo un periodo di osservazione limitato al triennio 2021-2023, ha esteso l’analisi anche agli anni precedenti e successivi, per verificare le misure conseguenziali alle precedenti raccomandazioni e offrire un quadro aggiornato. L’amministrazione interessata ha partecipato al contraddittorio con una memoria del Dipartimento per le pari opportunità.

La Motivazione della Corte

La deliberazione approva la relazione concernente la gestione del Fondo, che analizza il quadro normativo e organizzativo di riferimento, i piani contro la violenza sessuale e di genere, la ripartizione delle risorse e l’attività di monitoraggio. La Corte ha esaminato l’evoluzione dei Piani strategici nazionali contro la violenza nei confronti delle donne, dal primo Piano d’azione straordinario 2015-2017 fino al Piano 2025-2027, verificando la continuità degli interventi e il potenziamento della rete dei servizi territoriali.

Con riferimento alle risorse stanziate, la relazione documenta un progressivo incremento degli stanziamenti annuali, evidenziando criticità nella capacità di spesa di alcune regioni e nella completezza delle comunicazioni all’autorità centrale. La Corte sottolinea l’importanza del monitoraggio sistematico sull’utilizzo delle risorse, da parte delle regioni, ai sensi degli articoli 5 e 5-bis del d.l. n. 93/2013, e richiama l’attenzione sulla necessità di assicurare forme omogenee di assistenza e sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli.

La deliberazione evidenzia inoltre il ruolo degli organismi di governance, quali la Cabina di regia interistituzionale e l’Osservatorio sul fenomeno della violenza, istituiti con i decreti ministeriali del 29 marzo e del 12 aprile 2022, e la necessità di rafforzare il coordinamento tra i diversi livelli di governo. Le conclusioni contengono raccomandazioni volte a migliorare l’efficacia degli interventi e la qualità dei servizi erogati.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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