Improcedibilità del ricorso avverso il PUG adottato e sopravvenuto difetto di interesse (TAR Puglia n. 1083 del 20.07.2026)

Principi di diritto (Massima)
È improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell’art. 35, co. 1, lett. c, cod. proc. amm., il ricorso proposto avverso gli atti di adozione di un Piano Urbanistico Generale qualora, nelle more del giudizio, lo strumento urbanistico sia stato definitivamente approvato con previsioni non coincidenti, per l’area di interesse del ricorrente, rispetto a quelle contenute nel piano adottato. Le disposizioni del PUG adottato, essendo state superate dall’approvazione definitiva di natura innovativa, non conservano alcuna residua portata lesiva, con la conseguenza che l’interesse del ricorrente si concentra esclusivamente sulle previsioni del piano approvato, autonomamente impugnabile.

Il Fatto

La ricorrente, proprietaria di un’azienda agricola situata nel territorio comunale, ha proposto ricorso, a seguito di riassunzione disposta dal Consiglio di Stato, per l’annullamento degli atti di adozione del Piano Urbanistico Generale del Comune, nella parte in cui le previsioni pianificatorie riguardavano la porzione di territorio in cui insiste il proprio fondo.

Il Comune, costituitosi in giudizio, ha eccepito l’inammissibilità del ricorso sotto molteplici profili e la sua improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, evidenziando che gli atti di adozione erano stati superati dalla successiva approvazione definitiva dello strumento urbanistico, intervenuta con deliberazioni contenenti previsioni non coincidenti per l’area della ricorrente.

La Motivazione della Corte

Il Tribunale ha ritenuto fondata e assorbente l’eccezione di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse. Ha rilevato che la domanda di annullamento era rivolta esclusivamente avverso gli atti di adozione del PUG, i quali dovevano ritenersi superati a seguito dell’intervenuta approvazione definitiva dello strumento urbanistico, avvenuta con deliberazione della Giunta regionale e con delibera del Consiglio comunale, allegate dalla difesa dell’amministrazione.

Il Collegio ha sottolineato la natura innovativa del PUG approvato rispetto a quello adottato, rilevando che le previsioni concernenti l’area in cui si trova l’azienda agricola della ricorrente non risultavano coincidenti con quelle contenute nello strumento adottato. Tale circostanza ha determinato il venir meno dell’interesse all’esame delle disposizioni del piano adottato, le quali, in quanto definitivamente superate, non conservavano alcuna residua portata lesiva.

L’interesse della ricorrente è stato, pertanto, ritenuto concentrato esclusivamente nelle previsioni del PUG approvato, unico strumento suscettibile di spiegare effetti nei suoi confronti e, infatti, oggetto di autonoma impugnazione. Alla luce di tali considerazioni, il ricorso è stato dichiarato improcedibile ai sensi dell’art. 35, co. 1, lett. c, cod. proc. amm., con compensazione delle spese di lite, stante la natura formale della decisione, giustificata dal superamento degli atti impugnati successivamente all’introduzione del giudizio.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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