Improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse e natura di legge-provvedimento del regime di proroga delle concessioni demaniali marittime (TAR Puglia n. 642 del 27.04.2026)
Principi di diritto (Massima)
La domanda di annullamento e di accertamento del diritto alla proroga di una concessione demaniale marittima deve essere dichiarata improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse quando il ricorrente dichiari espressamente tale sopravvenienza. Il regime di proroga delle concessioni demaniali marittime trova la sua fonte diretta in norme di legge, con natura di leggi-provvedimento, sicché il rapporto risulta direttamente conformato dalla legge e gli atti amministrativi applicativi si configurano come meramente attuativi, sostanzialmente privi di autonomi profili di lesività. In tale contesto, l’eventuale declaratoria del diritto alla proroga trova a sua volta fonte e limite esclusivamente nel dato normativo.
Il Fatto
La ricorrente, titolare di una concessione demaniale marittima, impugnava il provvedimento con cui il Comune prorogava il titolo soltanto sino al 31.12.2023, anziché sino al 31.12.2033, e la deliberazione di Giunta che aveva indirizzato il responsabile di settore in tal senso. Proponeva altresì domanda di accertamento del diritto alla proroga fino alla data del 31.12.2033, ai sensi dell’art. 1, commi 682-683, l. n. 145/2018, deducendo plurimi motivi di violazione di legge, della direttiva servizi e della normativa regionale.
Costituitosi in giudizio, il Comune resisteva chiedendo la reiezione del ricorso. In vista dell’udienza pubblica di discussione, la ricorrente depositava atto con cui dichiarava l’improcedibilità del ricorso e dei motivi aggiunti per sopravvenuto difetto di interesse.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ha preliminarmente rilevato che il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, alla luce del principio di disponibilità dell’azione e del mutato contesto normativo di riferimento.
Il TAR ha osservato che la materia del regime di proroga delle concessioni demaniali marittime è oggi caratterizzata da una disciplina che trova la propria fonte diretta in norme di legge, le quali assumono natura di leggi-provvedimento. Ne consegue che il rapporto concessorio risulta direttamente conformato dalla legge: gli atti adottati dall’amministrazione, come i provvedimenti dirigenziali impugnati, si configurano come meramente attuativi della disciplina legale e, comunque, sostanzialmente privi di profili di autonoma lesività.
In tale quadro, la stessa domanda di accertamento del diritto alla proroga sino al 31.12.2033 non potrebbe trovare accoglimento autonomo, poiché la declaratoria invocata troverebbe direttamente la propria fonte e il proprio limite nel dato normativo. Il venir meno dell’interesse alla decisione, dichiarato dalla stessa parte ricorrente, ha condotto il Collegio a pronunciare l’improcedibilità, con compensazione delle spese di lite per ragioni equitative.
Nota della Redazione
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