Investimenti pubblici locali in crescita ma a rischio vuoto programmatorio post-PNRR (Corte dei Conti Sez. Riunite contr. n. 13 del 28.05.2026)
Principi di diritto (Massima)
La spesa per investimenti fissi lordi delle amministrazioni locali rappresenta una componente strutturale e prioritaria della finanza pubblica, posizionandosi stabilmente oltre la metà del totale delle Amministrazioni pubbliche. I comuni costituiscono il principale motore del ciclo espansivo degli investimenti locali, pur manifestando una capacità di spesa differenziata per area territoriale e per condizioni di fragilità finanziaria. L’attuazione del PNRR non ha, ad oggi, determinato un effetto sostitutivo rispetto agli investimenti ordinari, sebbene la contrazione della nuova programmazione extra PNRR registrata a partire dal 2023 configuri un segnale di allerta per la fase successiva alla conclusione del Piano. L’esito del controllo evidenzia l’urgenza di rafforzare i processi di programmazione attraverso una sistematica valutazione ex ante dei progetti, valorizzando le migliori pratiche del PNRR e superando gli assetti di governance eccezionale e temporanea.
Il Fatto
Le Sezioni Riunite della Corte dei conti, nell’ambito degli “Approfondimenti tematici sul coordinamento della finanza pubblica”, hanno approvato il documento concernente la spesa per gli investimenti pubblici locali. L’analisi si inserisce nel quadro post-pandemico, caratterizzato da un aumento vigoroso degli investimenti pubblici, e si propone di verificare se all’attuazione del PNRR si sia accompagnata una più generale ricomposizione della spesa a favore degli investimenti. L’obiettivo è comprendere se la programmazione straordinaria abbia attivato una componente aggiuntiva di accumulazione di capitale o abbia invece svolto un ruolo prevalentemente sostitutivo rispetto agli investimenti ordinari, con particolare attenzione al ruolo dei comuni quali principali soggetti attuatori del sottosettore locale.
La Motivazione della Corte
Il documento rileva che, dopo una lunga fase di contrazione culminata nel 2018 con un rapporto IFL/Pil al 2,1 per cento, dal 2019 si è assistito a una nuova inversione del ciclo, con una crescita particolarmente intensa nel triennio 2022-2024 e un nuovo massimo nominale nel 2025 (86,7 miliardi; 3,8 per cento del Pil). Le amministrazioni locali continuano a rappresentare il motore del ciclo espansivo, essendo ad esse imputabile circa l’80 per cento degli IFL locali annuali, con i comuni che nel 2025 hanno superato i 21,8 miliardi di spesa, in crescita del 14,1 per cento sul 2024.
In merito al rapporto tra PNRR e spesa ordinaria, l’analisi congiunta dei dati ReGiS e SIOPE evidenzia che i pagamenti per progetti PNRR, pari a 13,5 miliardi cumulati al 2025, rappresentano una quota di poco inferiore al 30 per cento dell’aggregato complessivo di spesa per investimenti nel biennio 2024-2025. La Corte conclude che il PNRR, pur con incidenze differenziate per settore, non ha prodotto un effetto sostitutivo della spesa, poiché gli investimenti estranei al Piano si mantengono su un profilo crescente. Il rapporto evidenzia però come la dinamica possa preludere a un rallentamento, con particolare riferimento ai dodici grandi comuni dove l’accelerazione dei pagamenti PNRR (+72,9 per cento) ha coinciso con una performance extra Piano decisamente meno brillante (+8 per cento).
L’analisi del portafoglio investimenti comunali extra PNRR, condotta attraverso la Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche (BDAP-MOP), rivela un parco di oltre 200mila progetti attivi, per un ammontare di finanziamenti di circa 111 miliardi e un grado medio di realizzazione finanziaria del 27,2 per cento. La Corte segnala quale elemento critico la contrazione della nuova programmazione registrata a partire dal 2023, che potrebbe tradursi in un vuoto di interventi nella fase successiva alla conclusione del Piano. L’esame della natura economica degli investimenti mostra una prevalenza di interventi conservativi o trasformativi, con un impatto limitato sull’accrescimento dello stock di capitale, mentre gli investimenti espansivi risultano mediamente più lenti nel tradursi in spesa effettiva.
Con specifico riferimento alle condizioni di fragilità degli enti, la classificazione dei comuni in base alla salute finanziaria evidenzia che gli enti fragili dipendono fortemente da finanziamenti esterni e contributi statali, configurando un fattore di vulnerabilità nel medio periodo all’esaurirsi delle principali linee di finanziamento. La Corte sottolinea che, in assenza di interventi mirati a rafforzare l’efficacia dei processi di programmazione e attuazione, sussiste il rischio che le amministrazioni comunali incontrino difficoltà nel garantire negli anni a venire livelli di spesa coerenti con gli obiettivi di continuità e stabilità delineati nel PSB. Viene infine evidenziata la necessità di privilegiare interventi con maggiore capacità di generare effetti di crescita e spillover territoriali per superare i limiti dimensionali dei comuni più piccoli.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.