Controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria di SACE Spa per il 2024 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 72 del 12.05.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria degli enti, riferisce al Parlamento l’esito della verifica, evidenziando l’espansione del ruolo di SACE Spa, divenuta strumento centrale per il sostegno all’economia nazionale. In tale quadro, la Società opera secondo un modello in cui una quota prevalente dei rischi assunti (90% per l’operatività export e di rilievo strategico, 80% per la nuova operatività Archimede) è riassicurata dallo Stato, con un impatto diretto sul conto economico aziendale. L’attività di controllo si concentra inoltre sulla concentrazione del portafoglio rischi, raccomandando agli organi sociali e all’azionista pubblico una costante vigilanza e una oculata diversificazione per mitigare i connessi effetti economici.
Il Fatto
La Corte dei conti, Sezione del controllo sugli enti, ha eseguito il controllo sulla gestione finanziaria di SACE Spa – Servizi assicurativi del commercio estero per l’esercizio 2024, in adempimento a quanto previsto dall’art. 12 della legge n. 259 del 1958. L’esito di tale controllo è stato riferito alle Presidenze delle Camere tramite una specifica relazione, come disposto dall’art. 7 della medesima legge.
La Società, interamente partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze e qualificata come ente di interesse pubblico, presenta un modello operativo profondamente mutato negli ultimi anni, caratterizzato da un sistema di coassicurazione con lo Stato per i rischi non di mercato, da nuove operatività e da una crescente rilevanza strategica nel contesto economico nazionale.
La Motivazione della Corte
La Corte ha verificato il quadro normativo di riferimento e il ruolo di SACE, evidenziando come, nel 2024, l’operatività si sia arricchita di nuovi strumenti. In particolare, la relazione censisce l’introduzione della Garanzia Archimede, volta a sostenere investimenti in settori strategici, e il nuovo regime di riassicurazione per i rischi catastrofali previsto dalla legge di bilancio 2024. L’analisi si è concentrata sulle modalità di perseguimento degli obiettivi di sostegno all’internazionalizzazione e alla competitività del sistema produttivo nazionale.
Il referto ha poi esaminato l’andamento economico-patrimoniale della Società, che ha chiuso l’esercizio 2024 con un utile netto di 455,9 milioni di euro, in aumento del 14,5% rispetto al 2023. La Corte ha analizzato le poste principali, evidenziando la forte crescita dei volumi deliberati e la riduzione dei premi lordi, quest’ultima riconducibile all’entrata a regime del sistema di coassicurazione con il Mef, che determina il passaggio al conto economico di una quota limitata dei premi complessivi.
Un focus specifico ha riguardato la struttura del portafoglio rischi, che presenta una forte concentrazione per settore e per singola esposizione. La Corte ha rilevato che i primi cinque settori (tra cui quello crocieristico, col 43,4%) rappresentano l’83,5% del portafoglio totale. Pur non essendo emerse criticità operative, l’analisi ha indotto la Corte a raccomandare una costante vigilanza da parte degli organi societari per mitigare il rischio di concentrazione.
Infine, l’esame ha interessato gli aspetti gestionali e di trasparenza, come l’attività contrattuale, il sistema dei controlli interni e l’adeguatezza del modello organizzativo, concludendo con un giudizio complessivamente positivo ma ricco di raccomandazioni sulle aree di attenzione individuate per il futuro, inclusa la necessità di assicurare il rispetto dei principi di libera concorrenza e rotazione negli affidamenti diretti.
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